24x1ora (San Giovanni Lupatoto) e 5° Macondo Marathon (San Floriano di Marostica (Vicenza)

Sara Valdo

per riuscire nella vita bisogna perseverare nella fatica. E chi fa sport questo lo sa bene. Solo a prezzo di duri allenamenti si ottengono risultati” Giovanni Paolo II

Anche quest’anno il GSD Valdalpone de megni ha partecipato alla manifestazione 24x1ora svoltasi nell’ultimo fine settimana di settembre a san giovanni lupatoto schierando due squadre: A e B.

Nelle prime ore della manifestazione il gruppo ha assaporato la prima posizione classificandosi infine con un più che soddisfacente 6° posto per la squadra A e un 28° per la B, dimostrando una forte unione sia dal punto di vista sportivo che umano: oltre ad essere compagni di squadra c’è un grande legame e spirito di amicizia.

La mia gara: negli ultimi mesi ho privilegiato corse in montagna e comunque collinari, in previsione di una competizione a cui tenevo molto partecipare, ovvero la verona-Bosco.

Dopo una buona gara e anche da un inaspettato PB alla bellissima mezza maratona di Monza, partecipo, ormai come appuntamento fisso da quando ho iniziato a correre, alla staffetta 24x1ora.

E’ la seconda volta che mi capita di correre di sabato pomeriggio (solitamente prediligo o le prime ore della domenica mattina o la notte).

Arrivo presto in pista perché quello che mi piace di questa manifestazione è tutto il contorno: le tende accampate lungo la pista, il clima festoso e le molte persone che si succedono a tutte le ore.

Aspetto con ansia l’arrivo della cara amica Susan: verrà da noi dalla provincia bergamasca per una “maratona” di massaggi.

La temperatura è molto buona e inizio a correre ad una velocità superiore a quella preventivata; riesco a reggerla sino a metà gara poi l’inevitabile brusco calo, un ringraziamento particolare ad Antonio Rossi che ha cercato di farmi mantenere un buon ritmo ma “quando non ghe ne…”.

Sono contenta così, soprattutto nel vedere la soddisfazione negli occhi di chi con tanta passione e sacrificio dedica giornate ad organizzare tutto questo.

Rivedo con gioia Gregorio Zucchinali…grazie gregorio ….

Dopo una doccia sfortunatamente fresca, mi dirigo alla tenda dei massaggi dove trovo la cara Susan e mi prenoto per una bel massaggio e una bella chiacchierata, il personale addetto è molto simpatico e soprattutto molto competente.

Le mie gambe sono abbastanza malconce, mi dice Susan; lo sospettavo…ma le sue magiche mani me le sistemano in modo che poi il giorno successivo posso partecipare ad una bellissima manifestazione non competitiva che si svolge nella Valle di san floriano di marostica (vicenza).

 

In auto telefono a giovanni per il buongiorno e per gli auguri di buon compleanno, so che lo festeggeranno in pista…gli racconto scherzando che sto andando a marostica per volantinaggio della montefortiana; mi dà la bella notizia dell’ottima prestazione di Mary e del secondo posto di chiara, che poi manterrà sino alla fine.

Quando vidi questo volantino, 5° marcia macondo marathon dove una parte del ricavato sarebbe andato in beneficenza ai bambini di strada, pensai ad una corsa collinare.

Sono 6 i percorsi offerti: 3-6-12-22-32-42km….senza esitazione scelgo quello di 42km; al momento dell’iscrizione prendo un depliant che illustra un po’ il percorso e con un po’ di sorpresa vedo che ci si inerpica sino a 1100m, l’amico Gianni mi conferma che i suoi amici lo avevano avvisato che sarebbe stata una corsa impegnativa.

La temperatura è buona, fresca direi, ma decido di partire in maniche corte perché viste le salite non ci sarebbe voluto troppo tempo a scaldarmi.

Il percorso si snoda tra gli altopiani di Asiago e Bassano attraversando luoghi come il monte Frolla, Rubbio, Monte Campolongo.


 

La giornata è splendida e il panorama stupendo sin dai primi km; effettivamente il percorso è abbastanza impegnativo ma le salite non mi spaventano e ci si addentra in un bosco bellissimo, ne approfitto per una bella scorpacciata di succose more; ad un certo punto al ristoro di Rubbio, posto a metà strada un signore gentilissimo, ci spiega come sarà la seconda parte del percorso: dentro il bosco è possibile ad un certo punto affacciarsi ad una balconata da cui si assiste ad un panorama mozzafiato sulla vallata e inoltre si passa in prossimità delle trincee sul Monte Campolongo.

Ma queste sono solo una parte delle meraviglie di questa 42km; purtroppo dopo la salita c’è la discesa e in questo caso sarà molto ripida e impegnativa (per me) data la presenza di un fondo sassoso.

Ad un certo punto della discesa arriviamo a Rubbio, sull’Altipiano di Asiago, in una zona denominata delle cava dipinta e cava abitata; altro non si tratta che di anfiteatri rocciosi, creati dall’escavazione di pregiata pietra calcarea, ripulite dall’artista Toni Zarpellon e trasformati in opera d’arte negli anni ottanta. In particolare nella cava dipinta sfruttando le asperità della roccia, l’artista ha dipinto una serie di facce ed animali stilizzati.

Nella seconda detta Cava Abitata l'artista ha operato una serie di installazioni di serbatoi e marmitte di automobili, opportunamente trattati e sagomati, che richiamano facce e figure umane: il colpo d'occhio è davvero impressionante.

La discesa sembra non finire mai; nel bellissimo cielo azzurro compaiono molti parapendii colorati

Le gambe pizzicano un po’ ma sto bene e quindi ne approfitto nei tratti asfaltati e un po’ meno ripidi per aumentare l’andatura.

Terminata la mia corsa telefono nuovamente a giovanni per avere notizie sull’esisto sia dalle squadre che degli individuali e mi conferma l’ottimo secondo posto di Chiara e del 6 posto di Marina.

Concludo con un buonissimo panino con la mortadella divorato in un secondo e un bicchiere di lemonsoda (ehm non c’era la birra…). Molto buona l’organizzazione di questa manifestazione sia dal punto di vista della segnaletica che dei ristori lungo il percorso, e della simpatia e cordialità degli organizzatori e dei volontari. Molto bella anche la maglietta offerta in tutte le taglie da quella per i bimbi a quella per adulti un po’ large, in diverse colorazioni.

E’ stato un fine settimana un po’ particolare con due diverse corse affrontate con spiriti diversi, in antipodi tra di loro e contrastanti, ma fatte entrambe con il cuore soprattutto quella in montagna.

in un periodo molto difficile e pieno di preoccupazioni la vista di un bel panorama e la fatica provata inerpicandosi all’interno di un bellissimo bosco sono un toccasana contro i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana, per rigenerarsi e liberare la mente.

 

                           

 

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