Oggi è mercoledi e, alzandomi dal letto, noto una riacquistata scioltezza nei movimenti. Dopo due giorni di forte indolenzimento alla gambe finalmente cammino normalmente e fare le scale non è più un problema. E' una splendida giornata di sole e decido che nel pomeriggio uscirò a fare qualche km in relax tanto per rimettermi un po' in moto.

Ammetto che questa maratona mi è costata parecchio in fatto di sofferenza. Sapevo che il percorso non era congeniale alla mia schiena acciaccata, sapevo che il conto da pagare sarebbe arrivato. E cosi è stato! I dolori sono arrivati al 25° km e da li in avanti è stato un calvario. Ma non me ne frega un bel niente. Sono fortemente determinata e ho desiderato tantissimo partecipare a questa maratona, dunque stringo i denti e vado avanti. La tabella di marcia subisce un leggero rallentamento, ma riesco ugualmente a correre, faccio due conti matematici e la  proiezione finale mi sembra soddisfacente.

Ho corso l'intera maratona da sola, senza nessuno al fianco che dividesse il suo passo con il mio. Del resto a me piace cosi. Mi piacciono i percorsi fuori dai centri abitati, che si snodano nella campagna. Adoro correre da sola in questo scenario. E' un momento di raccoglimento, di introspezione, di lotta mentale contro i brutti pensieri che arrivano nei momenti di crisi. E', per me, un momento in cui forgiare la mente, la forza di volontà, il carattere. Mi ricordo di un articolo di Maurizio Crispi che parla del fascino delle maratone di campagna, dove  riesce a descrivere minuziosamente tutti quegli stati d'animo che vivo nelle mie gare solitarie.

Incontro tantissimi podisti che in questa occasione sono di servizio presidiando gli incroci, oppure ai ristori. Raccolgo i loro incitamenti, incoraggiamenti, i "batti-cinque" e nei loro occhi leggo stupore e ammirazione.

Mi meraviglia sempre il fatto che una tapascio come me riesca a suscitare cosi tante reazioni. Tutto sommato mi permetto una o due maratone all'anno e non sono certo un personaggio di rilievo nel mondo podistico. Ma la cosa mi fa piacere e ringrazio tutti dal profondo del mio cuore.

Scorrono i km e mentalmente sono proiettata a raggiungere il ristoro situato dopo il 35° perchè so che li incontrerò volti amici e mio marito. E' una sorta di traguardo intermedio dove ripartire per il tratto finale. C'è il team Paterlini di Novellara che mi attende con le indimenticabili canzoni dei Nomadi. Sono dei bravi ragazzi ma sono anche un po' bischerelli (in senso buono). Ciò che temevo si è avverato e non appena giungo al ristoro scatta la canzone  a me riservata. Ricordate la canzone dei Nomadi che inizia con queste parole: le mie gambe oramai .. sono stanche e vorrei .. 

Briganti!  Una canzone cosi al 35° km (dove la crisi è già evidente) può indurre alla depressione. Ma so che lo scherzo è a fin di bene. Riparto con mio marito a fianco che mi segue in bicicletta dicendomi che mi accompagnerà per poco.

E' un compagno silente, mi conosce e sa con quale stato d'animo affronto le gare impegnative.

Nonostante la sofferenza sono in progressione, riesco a superare diversi maratoneti.

L'atmosfera si sta impregnando dell'inconfondibile profumo che si percepisce man mano che ci si avvicina al traguardo.

Mio marito, contagiato, non mi abbandona e mi segue fino all'arrivo per gustare anche lui quel magico momento in cui il timer si ferma.

E' una festa, ci sono tantissime persone che mi salutano,  mi chiamano, applaudono. Lo speaker scandisce il mio nome e cognome ed è una ulteriore esplosione di gioia.

Con le mani rivolte al cielo guardo il cronometro e oh cribbio! Ma è RP!  RECORD PERSONALE. E chi l'avrebbe mai detto! Sono riuscita a limare di 4 min. circa il precedente record, stabilito solo due mesi fa.  MAGIC MOMENT.

Come promesso c'è la Betty che mi attende con la medaglia, me la infila al collo e mi regala un abbraccio carico di affetto e calore. Grazie di tutto cuore.

Con  gioia e gratitudine ringrazio tutti, ma veramente tutti. Gli organizzatori, il personale di servizio e tutti coloro che hanno reso questa giornata indimenticabile.

Bravi  Podisti Net che con l'iniziativa del Challenge avete impreziosito ancor più questa maratona. Un ringraziamento anche ai fotografi che ci immortalano nelle nostre imprese, regalandoci cosi immagini che un giorno saranno preziosi ricordi.

L'unico rammarico è di aver conosciuto pochissimi abitanti del pianeta PodNet giunti numerosi con le loro navicelle. Il richiamo dell'astronave madre è stato forte e noi, viaggiatori del tempo, abbiamo risposto alla chiamata.