Lunedi, 7 Aprile 2008

Per fortuna c'è LO ZIO

 

Che anche questa seconda settimana di carico sarebbe stata una difficile settimana lo immaginavo, lo sospettavo e lo temevo. E l'ho verificato di persona, poco fa.
Mi aspettava una seduta analoga a quella di martedi scorso, con delle quartine di velocità sui 40-50 e 60 metri, e prove lattacide: 2x500 e 2x300. Bene. Anzi, male...Gli esiti sono più deludenti di quelli della settimana scorsa, non così orrendi, ma comunque peggio. Eseguo due volte i 500 metri in 1'25" e i 300 metri in 46" e 45". Non posso neanche utilizzare l'alibi dei dolori terribili ai tendini che fino a ieri quasi mi impedivano di camminare come una persona normale, perchè quelli, oggi, sono spariti quasi del tutto, grazie a ripetuti impacchi di ghiaccio. Il vento contrario, quello sì, c'era, ed era anche significativo, ma c'era anche la settimana scorsa....
In effetti un alibi serio però c'è: indigestione di starter!
In che senso?
Date un'occhiata alla nuova vignetta dello Zio, che rappresenta il secondo episodio della storia de "Il dr. Presti e Mr. Panda". Troverete lì la risposta.
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(Per ingrandire cliccare qui:)
http://bp3.blogger.com/_pJeJjiaqSps/R_lDuMSISmI/AAAAAAAAA...
Straordinario Zio. Per fortuna che ci sei, Zio! Sono lusingato di averti come amico.
Alla prossima

Venerdi, 4 Aprile 2008

Alti e bassi

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E' una questione legata a quanto l'organismo riesca ad assimilare e a smaltire gli sforzi dei giorni prima, credo.

Fatto sta che quando meno te l'aspetti effettui una seduta da schifo o ti senti, con medesima sorpresa e spiazzamento, un semidio in terra. E così ieri, dopo uno stato di depressione dovuto alla deludente seduta di martedi, ho visto alla fine del mio allenamento il mio entusiasmo rimbalzare verso l'alto. In pochi giorni, alti e bassi si alternano, insomma, con una imprevedibilità che sfugge ad ogni possibile controllo.

Campo Giuriati, ore 13, mentre l'amico Nicola è impegnato nello sprint finale di un 3000 tirato al termine del quale arriverà credo ottimamente 5° o 6°, termino il mio riscaldamento con un ultimo allungo di fianco a lui, prima di proiettarmi verso il mio lavoro lattacido di quantità. Eseguirò 5 volte i 200mt, recuperando ogni volta 6'30", con l'obiettivo  di stare sotto i 28" di media, come da tabella. Il vento è intenso, contrario e trasversale, ma "mi servirà come alibi", mi dico. Invece, inanello con poco sforzo una serie di ripetute e la media è 27"83. Mah...e dire che ho gestito lo sforzo per paura di non arrivare lucido ed energico nell'ultima ripetuta. Che invece mi riesce più veloce delle precedenti quattro.

Non mi resta che prendere atto, dunque, del fatto che il mio umore dipende ormai al 100% dall'esito e dalle sensazioni che ricavo dai miei allenamenti e recupero un po' di ottimismo per le prossime sedute, quelle serie e toste che mi aspettano lunedi e venerdi. Questa volta le affronterò con meno timore, e magari col sorriso. Beh, non esageriamo.

Alla prossima

 

Martedi, 1 Aprile 2008

Mi fa male qui...

Siccome a soli 34 anni, la mattina dopo una giornata di allenamento, quando mi sveglio e muovo i primi passi mi sento come Pinocchio, ed ogni volta i dolori sono nuovi, al punto che sto scoprendo di avere muscoli o tendini laddove pensavo di non averne, ho cercato e trovato un interessante link di cui vi scrivo.

http://web.tiscali.it/it.sport.palestra/es&esecuz/legendaes.html

E' un link interessante in cui le immagini (cliccando sulla visione back, lateral, front potete vederne i dettagli ingranditi) non solo mi aiutano a dare il nome ai muscoli che mi fanno male - così posso lamentarmi e lagnarmi con maggior cognizione di causa, facendo il figo con frasi tipo " mi fa male il soleo, piuttosto che il gastrocnemio"  - ma studiando i collegamenti tra un distretto muscolare ed un altro, è possibile addirittura provare ad individuare la causa del dolore. Ad esempio, non sapevo che se hai le scarpe a pianta stretta (soprattutto le chiodate) e le dita dei piedi lavorano male mentre spingi durante le ripetute in pista (dove ci sono curve spesso affrontate in buona velocità), il dolore che ti ritrovi il giorno dopo al polpaccio è in realtà probabilmente un dolore al muscolo che si chiama "estensore lungo delle dita", che parte, appunto, dalle dita del piede, ma è situato addirittura a metà strada tra il tallone ed il ginocchio.

Insomma, non aiuterà a far passare il dolore più in fretta, ma...comprenderne l'origine, magari conforta un po'.

E poi ho scelto di parlare di questo, per non scendere troppo nei dettagli del mio deludente allenamento di oggi. Era prevista la prima seduta veramente seria nell'ambito del periodo di preparazione specifica... ed è venuto fuori niente di meglio che questo:

2x500 in 1'24" e 1'25" (doveva essere 1'23"!!!) e poi 2x300 in 44" e 45" (doveva essere 43"!!!)

La cosa che mi preoccupa maggiormente è che ho fatto pure una gran fatica! Insomma oggi il dolore non è tanto nelle gambe, ma nella testa e nel cuore, dove alloggiano l'entusiasmo e la speranza ...boh...vedremo che cosa verrà fuori dalle prossime sedute...

P.s.: i miei complimenti all'amico Max per il suo PB alla maratona di Treviso! 

Alla prossima

Lunedi, 31 Marzo 2008

Aprile 2008: Fase 3 - La preparazione specifica

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Oggi inizia la terza fase della preparazione per Bressanone.  Ultimato il periodo di scarico, si riprende oggi a caricare per crescere di condizione. Parte perciò un periodo di due settimane in cui sarà necessario sviluppare la resistenza alla velocità, attraverso prove lattacide e potenziamento. Tornano ad affacciarsi le salite, i jump e le prove lattacide, ma la cosa che temo maggiormente sono  3 sedute da cui, come dice Ciro, "avremo le prime serie indicazioni". Che senza la veste diplomatica e senza troppi fronzoli, significa "vedremo se sei all'altezza della situazione, oppure no".

Un esempio è una seduta in cui dovrò fare 2 volte i 300 mt. veloci, ma solo dopo aver corso, nella stessa seduta, 2 volte i 500mt un po' più "lentamente" ... a ritmo SOLAMENTE di 2'46/km!!! Ecco, pubblico quindi i dettagli delle sedute di allenamento che mi aspettano, perchè condividere le paure e le preoccupazioni per me è un po' esorcizzarle. Poi realizzare quel che è scritto sarà altra cosa ...Come suggerisce più di un amico ... comincio realmente a credere che Ciro appartenga ... alla "Tana delle Tigri ...

PRIMA SETTIMANA 

Lunedi: 4-5km a 4'30" + potenziamento

Martedi: 3x(40-50-60) + prove lattacide: 2x500 in 1'23"+ 2x300 in 43"

Giovedi: potenziamento + 5x200 in sub28"

Venerdi: 4km a 4'30" + 1km a 3'20" + potenziamento

Sabato: salite brevi: 6x120

SECONDA SETTIMANA

Lunedi: 4x(40-50-60)+ + prove lattacide: 2x500 in 1'23"+ 2x300 in 43"

Martedi: 4-5km a 4'30" + potenziamento

Giovedi: potenziamento + 5x200 in sub28"

Venerdi: 600 in 1'45"+2x300 in 43"+ 4x150 in sub21" 

Sabato: corsetta libera e blanda 

...

Ma come dice DJ Francesco in XFactor (si prega di notare ed apprezzare la citazione aulica) ... "per fare le grandi imprese bisogna sempre rischiare".

;-) 

Alla prossima

 

Giovedi, 27 Marzo 2008

Alter ego

 

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Sulla falsariga di uno dei precedenti post (http://runnerpanda.myblog.it/archive/2008/03/17/dott-jeck...), e sul tema dell'alternarsi "lunatico" dei miei stati d'animo di queste ultime settimane - in riferimento alla speranza di farcela o alla paura di non riuscire nel mio personale progetto di Bressanone - pubblico con immenso piacere e gratitudine un "tributo" dello Zio, uno straordinario amico che è riuscito a cogliere perfettamente, come solo un vero artista sa fare, l'essenza e le emozioni del mio "subconscio", o meglio, del mio..."alter ego".

Cliccare qui per vedere lo straordinario tributo

http://bp2.blogger.com/_pJeJjiaqSps/R-rJysSISlI/AAAAAAAAA...

Non ho parole. Anzi, un paio ce le ho...Grazie, Zio.

Alla prossima

 

Martedi, 25 Marzo 2008

Trentanove...

...e novanta centesimi.  In giornata di grazia oggi, nonostante un forte vento contrario sul rettilineo di partenza dei 300 (direi però ben compensato dal vento in poppa trovato poi sul rettilineo finale), abbasso, finalmente, il mio personale di stagione sulla distanza. Aveva ragione Ciro, tanto per cambiare: bisogna aspettare 7-8 giorni dall'inizio dello scarico per iniziare a vedere dei risultati concreti. Ed in effetti oggi, rilassato e quasi in assenza di fastidi muscolari, eseguo 2x60 in 7"72 e 7"43 (soddisfacente!), poi un cauto ma non lento 80mt in 9"93 e poi un 300 tirato. Con la voglia di fare un sub40", con la determiniazione e la "salute" nelle gambe e nella testa, parto forte, trovo vento contrario, fatico a prendere velocità e butto via subito molte energie, in curva sento che il vento è trasversale e sul rettilineo finale , con vento a favore, noto due spettatori di lusso, di cui vi dirò dopo. Chiudo lo sforzo tenace, guardo il crono ed esulto dentro di me, ma vorrei urlare un grido liberatorio: trentanove secondi e novanta centesimi!!! Son contento di aver tenuto fede alla mia promessa fatta allo Zio!

Lontano, ancora molto lontano dal mio personale di 37"8, ma oggi le sensazioni non erano male. Ho sentito la "resistenza alla velocità" crescere rispetto alle settimane scorse. Ed è una sensazione bellissima, per un aspirante quattrocentista. Più della velocità assoluta e pura.

Ma passiamo agli spettatori: a prendermi il tempo con il suo crono e a comunicarmelo all'arrivo, con mia sorpresa è un signore di 65 anni: è nientepopodimenoche il preside della facoltà di medicina della Università degli studi di Milano! Anche lui sta preparando i 400, mi racconta, nella sua categoria, e sarà presente a Bressanone. Ci vediamo là. Non male il tuo tempo, commenta, non male. E detto da uno come lui, è un onore.

Il secondo spettatore è uno dei due fratelli Bergamasco della nazionale di Rugby che osserva, curioso e divertito, gli allenamenti dal bordo pista.  Era lì per uno spot o un servizio fotografico, non ho ben capito.

Ma lo spettatore più entusiasta di me stesso sono ovviamente io. Osservo, con grande soddisfazione un tempo che seppur meramente simbolico, segna per me l'inizio del processo di avvicinamento ai tempi che riuscivo a realizzare 10 anni fa. Non so se ci riuscirò, ma adesso, val veramente la pena provarci. Con tutte le energie. Alè!

Alla prossima

 

Sabato, 22 Marzo 2008

Giro di boa

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Domani è Pasqua. Auguri.

Nel fine settimana farò cose blande, tipo corsetta ed un po' di esercizi, stretching ed un richiamo di potenziamento a carico naturale. Intanto ho deciso con Ciro di fare un'altra settimana di scarico, per recuperare brillantezza, da troppo tempo assente nelle mie prove lattacide e nella velocità. Complice anche l'infiammazione costante ai tendini della gamba destra. E' normale dice lui...va bene.

E allora in prossimità del giro di boa, prima di "issare lo spinnaker", mi preparo ad affrontare la dodicesima delle 24 settimane che a gennaio mi separavano da Bressanone.  Non mi sento come vorrei , come speravo mi sarei sentito in questa fase dell'anno, ma mi confortano i racconti di mio fratello, che dal campo della Forti & Liberi di Monza mi riporta e racconta dei tempi di alcuni atleti con la "A" maiuscola, più giovani e certamente più talentuosi di me che, fatte le dovute proporzioni, in questo periodo non stanno poi avendo sensazioni molto migliori delle mie. Ed in fondo anche i tempi cronometrici non sono poi troppo diversi.

Così, con l'obiettivo di uno scarico "relativo" che permetta comunque una piccola crescita d condizione, prima di "fiondarmi" nella fase di preparazione specifica, questa è la tabella della prossima settimana:

Lunedi: 4x1000 a 4'/4'10" al km

Martedi: 60+60+80, recupero di 10', un 300 (con la speranza di un sub40"), e poi 2x120

Mercoledi: riposo

Giovedi: scaletta non spinta su 1200-1000-800-600, poi 500-400-300-200-100

Venerdi: 2x(30+40+50) e poi 3x200

Sabato o domenica: corsetta e stretching

 

Ancora auguri e alla prossima

 

Mercoledi, 19 Marzo 2008

Per un pugno di decimi

Settimana di scarico, settimana del primo test.

Ho sentito Ciro, appena rientrato da Londra, gli ho fatto il resoconto delle ultime due settimane di carico, dice che va bene così, che le cose si stanno sviluppando bene, e mi dice quindi di stare sereno. Non riesco a leggere le cose con lo stesso approccio, ma l'esperto è lui quindi, ... per carità, ci mancherebbe altro...mi fido! E mi conferma che oggi è opportuno eseguire un test sui 300metri, facendo prima 3 volte i 60mt con cautela, magari spingendo un po' solo nell'ultimo. E poi se non sono troppo imballato, aggiungere un 150. Con chiodate, ovviamente. Ma senza strafare, visti i sintomi di affaticamento recenti.

Bene. Al solito, in pausa pranzo vado in pista.

I tempi sui 60mt.: 8"20, 7"83, 7"60 ... essendo stati impostati in progressione, senza forzare, vanno bene, non me ne lamento. Anche se mi sento un po' legato e "impacciato".

Parto per il 300mt., tanto atteso e da cui intimamente mi aspettavo (o meglio, speravo) 39" e rotti...ma mi sento legato, un po' affaticato e appesantito, sicchè viene fuori un 40"58. Il miglior risultato sulla distanza, finora, ma non è un sub40 e le sensazioni non sono di brillantezza e leggerezza come speravo.

Concludo con un 150mt in 18"96. Con l'acido lattico che ancora mi da disagio mentre scrivo, seppur comodamente seduto e dopo una corroborante doccia, archivio questo test, che non è andato mi pare benissimo, ma neanche male. La soddisfazione  e la felicità oggi sono rimasti "avanti" di qualche decimo. Un pugno di decimi, appunto. Pazienza.

Pare che i primi risultati post-scarico si debbano raccogliere dopo 7-8 giorni di scarico, e non prima, quindi mi accontento di questi risultati. E con pazienza continuo a lavorare prima di fiondarmi in un nuovo ciclo di carico, dalla settimana post-Pasqua. Intanto domani riposo e mi mangio una pizza con gli amici Nicola e Max, mentre venerdi ho una sequenza di 3x200, e poi riposo o corsa blanda alla domenica di Pasqua.

Alla prossima 

 

Lunedi, 17 Marzo 2008

Dott. Jeckill......e Mr. Panda

Riporto lo scambio di mail tra me  e lo Zio, per spiegare il titolo, sperando non mi denunci per violazione della privacy!!!

Panda :   "Io 'sta settimana "lavorerò" di fantasia, mannaggia!!! Ciro (il mio amico-allenatore a distanza, ndr) è andato a Londra per lavoro non è raggiungibile e non mi ha lasciato la tabella per questa settimana. Ma era previsto scarico più un test, quindi qualcosa forse riesco ad azzeccare..."

Lo Zio:   "Quindi sta settimana sei allenatore di te stesso! Ora dovrai telefonarti e chiederti una tabella. Poi dovrai dartela da solo e sgridarti se non lavori bene. Roba da "dott. Jeckill......e Mr. Panda". Che bel disegnino sarebbe.....
;-)"

Ecco.

E comunque, per la cronaca, in pausa pranzo improvviso un allenamento al Giuriati che col senno del poi credo non abbia alcun senso, se non la certezza di aver sovraccaricato ulteriormente il fisico - nel primo giorno di una settimana che doveva essere di scarico - senza esser riuscito ad allenare alcun meccanismo utile.

Eseguo, nel dettaglio, 5 ripetute sui 400mt con 30" di recupero in 1'25-1'27"-1'24"-1'26"-1'27". Poi stacco la spina per 4 minuti ed infilo letteralmente la testa sotto la fontanella, devastato dal caldo, davvero terribile oggi e dalla stanchezza.

Poi riparto con altre 5 ripetute, ma tra la terza e la quarta e la quarta e la quinta il recupero schizza a 50" perchè partire dopo 30" proprio non mi era possibile, tanto ero stremato dallo sforzo e dal caldo. I tempi di questa seconda sequenza sono comunque: 1'26-1'29"-1'27"-1'28"-1'27".

Non contento, recupero 6' e parto per un 400 finale, un po' più tirato. Obiettivo chiuderlo in 1'05" o anche meglio, ma sprofondo in 1'10".

A quel punto credo di svenire per il caldo, mi fiondo ancora sotto la fontana, prima, e sotto la doccia, poi. 

Che dire....mercoledi dovrei fare un test....mmah...

Ciro ... torna, 'sta casa aspetta a te!!!

Alla prossima

 

Venerdi, 14 Marzo 2008

Fieno in cascina

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E' stata una giornata un po' così, oggi. Stamattina ho lasciato la mia principessina a casa con la tonsillite e febbre a 39, e una volta in ufficio, ho avuto una giornata lavorativa con delle grane mica da ridere. E cazziatone del capo annesso, ovviamente. Domani, invece, mi si prospetta una levataccia non prevista per lavoro, ed un viaggio di 500 km circa. Di sabato, che bello....E oggi è pure l'ultimo giorno in cui posso godermi i miei genitori che partiranno per tornare a Foggia. E dunque col morale un po' così, e con le energie mentali un po' così...in pausa pranzo sono andato al Giuriati.

Mi riscaldo, eseguo alcuni sprint sui 40 e  50 mt. e un dolore ai tendini della gamba destra, mi impedisce di forzare e produrre velocità decente. Poi passo alle prove lattacide ed eseguo una non esaltante sequenza di 300 mt. in 42"9, 250 mt. in 34"2 e 200 mt in 27"4. Sento già dalla prima prova le gambe pesantissime e l'assenza totale di brillantezza. I muscoli sono subito invasi dall'acido lattico, e all'acido lattico si arrendono, senza "combattere" quasi, in una disfatta senza storia.

E' la penultima seduta del primo vero ciclo di carico. Non posso pretendere sempre miglioramenti. E d'altronde ieri ci ho anche dato dentro con il potenziamento muscolare. Era forse logico che ne risentisse la corsa di oggi.

Ma prendo con entusiasmo il buon risultato, quando viene, e ho imparato anche a valorizzare il non buono. Pare che dai periodi di costruzione non ci si debba aspettare altro che sacrifici, sofferenza e fatica. E va bene.

E' tutto fieno messo in cascina. Diciamo così. Speriamo sia così.

La settimana prossima magari inizierò a raccogliere i primi frutti e recuperare ottimismo, PORCHE'NO?

;-)

Alla prossima

 

Martedi, 11 Marzo 2008

Ti aspettavo, 400.

Questa volta sento che qualcosa sta per cambiare. Non nel crono ma nell'approccio.

Da alcuni giorni, leggendo il programma settimanale degli allenementi, mi ritrovavo a sentirmi teso, anche se non preoccupato. Oggi la tabella prevedeva un po' di ripetute di velocità sui 40mt, poi 2 prove lattacide: un 300 e un 250 oppure ... un 400.  E poi un 200. La tentazione di scegliere la prima coppia stava tutta nel poter scendere sotto i 40" nel 300mt. Ma quella è una cosa che può aspettare. La sfida che ho voluto raccogliere è cquella storica col mio BA-BAU, il giro di pista.

Obiettivo della seduta era fare circa 60" sui 400 e dopo 10 minuti, circa 27" sui 200. Il giro di pista lo aspettavo da un paio di mesi. E oggi, nel cuore della seconda settimana di carico, fare 60" sui 400 metri sarebbe stato un buon risultato. 15 secondi ogni 100 metri, passaggio ai 200 in 30 secondi, e poi cercare di tenere fino alla fine. Non sarà semplicissima, ma si può fare.

Calzo le mie chiodate giallonere della Diadora, parto e vado in rullata con passi lunghi e ampi, fatti non di spinte sui soli avampiedi, come di consueto su brevi distanze, ma fatti di tallone-pianta-avampiede, come se dovessi correre una distanza più lunga. Faccio questo per evitare di partire troppo in spinta, bruciando troppo presto le energie. Che è un mio tipico errore. Da sempre.

Ai 100mt lancio uno sguardo finto-disinteressato al crono, che stringo nella mano destra. Quindici secondi esatti. Bene! Ai 200 guardo ancora con maggior avidità e leggo ... 29 e rotti. Sto bene. Non cambio passo, ma vado in leggera  progressione. E, con sorpresa, giunto sul rettilineo finale, mi sento tuttaltro che in riserva di energie, ma ...va via il sole e al suo posto arriva una folata di vento improvvisa contraria e persistente, che rischia di mandare in aria il mio piano fin qua ben riuscito, di compiere la seconda parte più veloce della prima. Il vento mi dà rabbia! E allora provo a cambiare passo. Con violenza. Credo di riuscirci, anche, almeno in parte. Decido di dar fondo alle mie energie e taglio il traguardo abbastanza composto, e soddisfatto della tenuta muscolare alla velocità. E anche il fiato non mi ha abbondonato. Esito finale: 58 secondi e 91 centesimi!

Bastava anche peggio. Temevo, molto peggio. Ma, francamente ... so che poteva essere un po' meglio. Tengo fede all'incitamento di ieri dello Zio. Compare il "5" come prima cifra. E questo mi fa piacere.

Col morale buono, dopo 10 minuti parto per il 200, dopo qualche decina di metri provo a  cambiare passo, ma sento che sono un po' stanco. Tuttavia sul traguardo segno, con nuova sorpresa, un non malvagio 26"44. Nonostante ancora un po' di vento contrario, seppur molto molto meno di 10 minuti  prima.

Oggi, nell'affrontare il giro della morte, è questa la novità, non ho disperso energie nervose. Oggi non ho avuto paura del giro della morte. Il crono non è esaltante. D'accordo. Ma qualcosa sta cambiando. Lo reputo, personalmente, un ottimo segnale. Il migliore, dall'inizio. Per la settimana prossima dovrebbe esser previsto il primo test da quando ho iniziato la preparazione del mio "sogno". Non ne so ancora molto, ma aspetto sereno e fiducioso le prossime indicazioni di Ciro.

Alla prossima

 

 

Sabato, 8 Marzo 2008

Di bene in meglio

Si inizia a fare sul serio, come suggerisce l'amico Nicola.

Ieri primo giorno in assenza di dolori. E con un determinazione ed una "aggressività" che non mi capitava di avere da anni, mi reco in pista, come di consueto al Giuriati in pausa pranzo, e dopo aver eseguito riscaldamento, velocità basata su alcune ripetute sui 40 e 50 metri, calzo le mie chiodate Diadora. Dieci minuti di recupero, e mentre vado alla partenza dei 300 metri, il battito sale oltre le 120 pulsazioni, ma sento che è tutta tensione positiva.

Via!

Parto determinato e rapido, e sono sciolto al punto giusto. Passo ai 100 metri in poco più di 13". Ottimo. E mi sento bene. Aggredisco la curva e sento la parte esterna del piede sinistro che va a stridere contro il tartan (si rovineranno in fretta le chiodate, così, come sempre...e difatti oggi vedo che la scarpa sinistra è già scollata, cacchio così non arriveranno a Bressanone). Cerco di accelerare ancora in uscita dalla curva, ma faccio i conti con l'acido lattico che mi scuote e mi scompone. In affanno ma ancora veloce chiudo sul traguardo in      40"72.      Ho limato due secondi.       Evvai!!!   Si inizia a ragionare!

Ancora 9' minuti di recupero ed eseguo uno dei 2 duecentometri che chiuderanno l'allenamento. Alla fine del primo dei 2 spunta un buon 26"80. Poi sette minuti per cercare di ricomporre i cocci e rifiatare. Quando riparto i battiti sono a 130. Via ... acido lattico ... acido lattico ... acido lattico ...e mi "trascino", fermando il crono su 28"21. Fine della seduta. La testa gira, un conato di vomito mi propone qualcosa...ma non cedo e respingo il suo attacco.

Le energie residue sono quelle che sono...ma sufficienti per tornare in fretta a Monza per festeggiare il compleanno della mia principessina: compie 5 anni; la vedo felice, tra una marea di bimbi e di regali.

Auguri amore mio. Oggi è una bella giornata per te. E anche per me.

Alla prossima.

 

Martedi, 4 Marzo 2008

Fermare il tempo

Sensazioni, nulla di più.

Oggi in pausa pranzo eseguo 3 serie da 4 ripetute sui 40 mt., da un paio di giorni ho un piccolo fastidio ai tendini della gamba destra, per cui ci vado con prudenza, ma le sensazioni sono buone, non mi lamento. Poi metto via le New Balance e calzo le chiodate - non più le Adidas ma le Diadora - e dopo 10 minuti di recupero, mi porto alla partenza dei 300 metri. Parto un po' meno cauto rispetto alla medesima seduta eseguita martedi e sabato scorsi (quando ho fermato il crono rispettivamente in 42"5 e 42"9) accelero in curva e chiudo con - mi dico - 41" e rotti. Macchè: 43" 13. Anzichè migliorare, dunque, peggioro. Non ci sto. Mi piace la sfida con "me stesso della settimana scorsa", e siccome mi sento bene, non ci sto a peggiorare anche nei 200. 9 minuti di recupero e ancora via. Parto composto, eseguo la curva con determinazione e, come al mio solito, poco prima che inizi il rettilineo "strappo", cambiando passo e scaricando a terra le energie residue. Arrivo un po' scomposto e con sensazioni non particolarmente buone. Mi appresto a leggere il crono, pronto ad una nuova delusione ma, ...ennesima sorpresa: avevo fatto 26"94 la settimana scorsa, e oggi ... 26"41. Sui 200, mi sono migliorato!

Mmah! Sensazioni, nulla di più.

Ma tra un po' le sensazioni varranno zero. E il crono sarà tutto.  Mi darò pace solo quando al traguardo di una ripetuta sui 300 vedrò comparire il 3 come prima cifra. Allora, e solo allora, saprò di essere tornato su livelli decenti. Saprò di poterci provare davvero. 

Lasciati gli infortuni alle spalle, è' inziata finalmente la mia personale sfida contro il tempo.

Non so se chi legge può comprendere...ma ...realizzare il mio sogno a giugno sarebbe un po' come esser riuscito a fermare il tempo. E "rimanere giovane". Non solo dentro.

E' la mia sfida. E' il mio sogno.

...un sogno, appunto. Ma comunque vada, sarà stato bello averci provato.

Alla prossima

 

Domenica, 2 Marzo 2008

Marzo 2008: fase2 - la resistenza alla velocità

Primi di marzo. Avendo recuperato dall'infortunio, e avendo archiviato, seppur con un po' di ritardo, la prima fase (http://runnerpanda.myblog.it/archive/2008/01/10/gennaio-2...) inizia ora la seconda fase della preparazione. Una fase di sedute più specifiche, più vincolanti, in cui rimane poco spazio alle improvvisazioni. Saranno previste prove lattacide e velocità crescente. Quantità e qualità insieme, che dovranno costituire la fase di sviluppo della resistenza muscolare alla velocità prolungata. Insomma, le doti di un aspirante "quattrocentista" devono iniziare a venir fuori, ancora, dopo 10 anni di "solaio". E' la fase più delicata, seguiranno cicli di due settimane di carico e una di scarico in cui fare i primi test di verifica. Le buone sensazioni e l'entusiasmo mi proiettano lontano. Spero voglia seguirmi il cuore. E le gambe.

Alla prossima

 

Venerdi, 29 Febbraio 2008

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Da un paio di giorni sono tornato finalmente a correre come da tempo desideravo fare. Nessun acciacco mi inibisce, e posso finalmente tornare a correre sciolto e disinvolto. E la musica è subito cambiata. Il cronometro inizia ad essere un amico e non un nemico, torna a darmi soddisfazione, la pista mi accoglie anzichè rifiutarmi e, per usare espressioni tipiche del gergo ciclistico, ho ritrovato la gamba dei giorni buoni: la gamba, finalmente, gira come deve. Da un paio di giorni torno a compilare il diario quotidianamente, segnando allenamenti e tempi che torno a leggere con piacere ogni sera prima di addormentarmi, soddisfatto e appagato.

Insomma sono piccole cose che può profondamente comprendere solo chi ha la passione per la corsa. E ancor di più può comprendere chi, come me, ha un progetto: una sfida aperta. Che si concretizzerà a fine giugno, in un luogo a oltre 300km da qui.

Quel luogo si chiama Bressanone.

La sfida, si chiama "giro della morte".

Alla prossima

 

Mercoledi, 27 Febbraio 2008

Ritorno al futuro

Stamattina ho la compagnia piacevole di un bel "dolore simmetrico" al tricipite femorale sinistro e al tricipite femorale destro. Il gluteo sinistro, però, tace. E allora direi che è l'inequivocabile segno che, dopo il ritorno ad una seduta di velocità svolta ieri in pausa pranzo, l'infortunio che mi ha forzatamente fermato prima e rallentato poi, mi sta lentamente lasciando in pace. Quel dolore simmetrico e non più su un solo arto, è un normalissimo affaticamento dovuto ad una tipologia di allenamento che ho "disertato" per un po' di settimane. Non posso che ringraziare di questa ripresa Ciro che, seppur a 800 km di distanza, mi ha suggerito come gestire al meglio con sedute "intelligenti" la cauta transizione verso la guarigione. Guarigione che, intendiamoci, non è completa ma pare decisamente ben avviata. 

E così ieri me la sono goduta: 26 lunghissimi minuti per riscaldamento e abbondante stretching, poi inanello in sequenza 3 serie per 3 ripetute sui 40 mt. Ripetute fatte con velocità graduale  e progressiva, senza "strappi" in partenza. E senza chiodate. Si va da un lento 6"13 del primo sprint ad un decente 5"24 dell'ultima ripetuta. Non molto distante dal mio personal best sulla distanza.

Poi, la tabella prevedeva un buon 300 con chiodate, se non avessi avuto problemi negli sprint sui 40mt. Non ne ho avuti, dunque indosso la tuta per tener caldi i muscoli e con calma aspetto che trascorrano 10' di recupero mentre calzo le mie nuove adidas color arancione, "ferrate" con 14 chiodini da 7mm. Sfilo di nuovo la tuta. 9'58", 9'59", 10 minuti.  Parto.

Imposto il primo tratto rigorosamente in progressione controllata, senza strappi o cambi violenti di velocità. Proseguo nella progressione e giungo al traguardo. Contavo in un 43"-44", ma viene fuori addirittura un 42"56. Buono, soprattutto perchè è stato un 300 tuttaltro che massimale. Lontano anni luce dal mio pb di 37" e rotti, certo, ma mi manca ancora la resistenza alla velocità. Tutta da costruire.

Sono tornato a correre un po' veloce, e ne sono felice. Oggi, a fine febbraio, avrei dovuto essere un bel po' più avanti nel programma, ma il futuro è stato forzatamente rimandato. Capita. Da ieri però mi sento finalmente di nuovo "in pista". E ispirato.

Alla prossima

 

Lunedi, 25 Febbraio 2008

Week end brianzolo

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Doveva, o poteva, essere il week-end del ritrovo della Brigata, ma tra impegni vari di molti, sabato pomeriggio, in occasione della penultima tappa del cross brianzolo nel parco di Monza, vado da spettatore, ma incontro solo una parte degli amici. E così, nella prima fase della competizione mi ritrovo a fare il tifo per il Compa, che accompagnato da Giampi segna la "prestigiosa coda" del serpentone di atleti del primo turno. Entrambi con la mitica maglia della Brigata. Poco dopo intravedo una raggiante Sabrina, che è riuscita a non perdersi,  senza il suo Marco, conosco anche TurboGianlu e fidanzata, rivedo TapaMariolento (straordinario!) in raggiante forma e in divisa Gamber e il mitico Roberto Fotoquick Mandelli, che è l'autore della foto sopra, scattata in barba al Presidente della Brigata. Così impara a saltare i "ritrovi" della Brigata, nella sua città e nel suo parco.  .... Tiè!!!

Qualche ora prima, al mattino, per la cronaca, grazie all'illustre guida del Podist M.b.L. ero andato a fare un giro tutto brianzolo (http://digilander.libero.it/podistibassolivello/Tabella%2...) durato poco più di un'oretta, tra Sovico, Triuggio e Carate. Ci scappa una "signora escursione" su una salitona di 400  mt circa, con pendenza media attorno al 18% circa. Fatta due volte. In èpoco più di 2 minuti. Una goduria.

E questa settimana, dopo un mese di astinenza forzata, si riprova con la velocità in pista. Speriamo bene.

Alla prossima 

ndr: questa è la foto che non ha il coraggio di far vedere alla moglie:

                   

 

e comunque il Presidente non se la passava poi tanto male, nè?

       

 

Venerdi, 22 Febbraio 2008

Ricomincio da ... 300

Circa un mese fa l'infortunio (http://runnerpanda.myblog.it/archive/2008/01/23/dolore-e-...), manifestatosi dopo una seduta basata su 2x4x300mt con recuperi da 2'30" e da 6' tra le serie. Media 53" e rotti. Anzi..."rotto".

Dopo un mese di semi-calvario e tanta pazienza e buon senso, oggi al Giuriati ho voluto provare la stessa seduta, come segno (e tentativo) del ritorno alla normalità. L'infortunio non è del tutto scomparso, ma almeno da alcuni giorni riesco a correre decentemente.

E così, un po' stanco per la seduta di potenziamento di ieri, e per i tanti km in auto macinati negli ultimi giorni, sono stato tentato di saltare la seduta odierna, in favore di un meritato riposo. Ma una "vocina" mi ha suggerito (...via mail) di andare a correre, vista la bella giornata: e allora, violentandomi un po', ci ho provato.

Me la "prendo comoda" nella prima serie, con una media di 57"11, media alta ma rispetto ad un mese fa ho ridotto il recupero tra le ripetute da 2'30" a 2' netti. Sento le cosce molto "intufate", ma nessun dramma.

Recupero di 6'. 

Nella seconda serie provo ad accelerare un po', mi ridurrò ad un mezzo rottame, ma inanello tempi più bassi: 52"91, 52"87, 52"94 e 54"33. Il gluteo e il tricipite femorale sx fanno un po' male. Ma poco. Torno in ufficio soddisfatto.

Domani vengono a trovarmi i miei genitori da Foggia e  staranno da me per un po'. Non sto nella pelle. Non li vedo da Natale.

Ingannerò l'attesa guardando il "boicottato cross del brianzolo" al parco di Monza, e sperando - considerando i tempi che corrono in queste settimane - che la FIDAL non si accorga di me decidendo così di diffidarmi, sottraendomi alcune diottrie come forma di penalizzazione per aver partecipato come osservatore ad una gara che non è nel calendario FIDAL ....

...alla prossima

 

Mercoledi, 20 Febbraio 2008

Besana by night

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Nella fredda ma bellissima serata di ieri, si "consuma" il passaggio del testimone tra il Panda e lo Zio. O, rubando una battuta, ieri "lo Zio ha fatto un occhio nero al Panda".

Era previsto che avvenisse a breve, ma con grande stupore e piacere, devo constatare che lo Zio ha recuperato molto in fretta dal suo stato di "infortunato e svogliato" del 2007, raggiungendo con poche uscite una condizione già molto buona, seppur abbia ancora certamente molto margine di miglioramento.

E così, alle ore 19, dopo una lunga giornata di lavoro di entrambi, ci incontriamo a Besana, a metà strada tra Monza e Albese, per eseguire una seduta basata su 9x500mt in 1'50" circa di media, con recuperi brevi da 20"/30" (ci riuscirà solo lui, io farò un po' peggio), più un ultimo 500 tirato a palla, dopo 5' di recupero. Poi ancora 4'30" di reupero e un 200mt a palla. La buona notizia per me è che il gluteo  e il tricipite femorale mi hanno fatto correre senza farsi sentire. A dirla tutta, hanno "qualcosa da dirmi" stamattina, ma è poca cosa e la concedo loro, perchè ormai dopo un mese di calvario, forse la guarigione completa è davvero vicina.

Un capitolo a parte per la serata di ieri lo merita invece lo Special guest, alias il Podista M.B.L., alias Kammer, alias il Puma della Brianza, alias mirkuzzo rekkiazzadigommazza, il quale ... del tutto incurante della "sfida" tra il Panda e lo Zio, mentre noi "suoniamo la chitarra in spiaggia", lui cucca inseguendo 3 pollastrelle intorno alla pista. Il tutto dopo averci raggiunto direttamente da Sovico a piedi, correndo tra i boschi al buio, con tanto di piletta: un pazzo.

A proposito, ticket di acceso alla pista di Besana e pizzata post-corsa all'Alcatraz me l'hanno offerta i miei due amici, e non è la prima volta: e che non si dica più in giro che i brianzoli son peggio dei genovesi. C'ho le prove del contrario.

P.s.: Zio, ieri sera, tornando a casa, con Mirko, abbiamo ispezionato il "terreno per la prossima sfida"......caro Zio...preparati!!! Il guanto è lanciato!!!

;-) 

Alla prossima

 

Lunedi, 18 Febbraio 2008

Frammenti di...

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...una giornata a Missaglia, tapasciando in compagnia.

Ritrovo alle ore 7,45, con parte della Brigata Tapasciona, il sottoscritto, Max, Antonio e Gianluca e gli special guest Mirkuzzo e lo Zio, ovvero il "discesista folle" e il "fumettista scalatore".  Poi delle comparse, qua e là...

Quattro chiacchiere prima di partire, infreddoliti ma compatti. Poi al primo bivio perdiamo Antonio e Gianluca che in odor di maratona faranno il giro breve da 6 più il giro lungo da 18. Avessero invertito la sequenza magari si stava insieme più a lungo, ma questo è. Io e lo Zio, "assistiamo pacificamente e in modo innocuo" i tacchini Mirco e Max nel "far vedetta sulle pollastrelle",  evitando di sacrificare energie preziose in vista delle salite che ci aspettano. E così dopo circa 25' di passo tapascionico, lo Zio mi invita a "provare la gamba" su un pezzo che si impenna con strappi impegnativi ma non proibitivi per un chilometro circa, fino al ristoro dove poi ci divideremo. E' un piacere vedere che lo Zio ha recuperato buona parte della sua forma, seppur non sia ancora al top, tant'è che riesco a stargli di fianco, non senza "buttare il sangue", mentre in affanno conquistiamo rapidamente la cima della prima collinetta. Lo Zio ci abbandonerà per il percorso medio dei 12km, e per noi altri seguirà discesa prima e il Lissolo dopo, che affrontiamo "con rispetto" e senza voglia di sfidarci, oramai già stanchi e provati dal clima e dai saliscendi. Nei pezzi di discesa intanto Mirko "sparisce" proiettandosi alla sua consueta velocità della luce, per farsi ritrovare più avanti, dove a causa del nuovo impennarsi della strada e dei suoi "ben quattordici kg di troppo", torna sistematicamente in "clima tapascionico  e rilassato". Nel finale, a causa di una variante  che ci porta per "l'istinto da uomini veri" sulla cima del Lissolo, dove il percorso originale non aveva osato, io e Mirko ci separiamo anche da Max, che ritroveremo nel finale ancor più "ghiacciolato" (come direbbe la mia principessina) che in partenza, un paio d'ore prima.

Raccogliamo i frammenti di noi, e di una giornata piacevole in "compagnia disgregatasi" lungo il percorso per motivi vari. Ma rimane il ricordo gradito di una corsetta allenante all'aria aperta.

Martedi sera si torna a far le cose sul serio, in pista a Besana. Ma subito dopo, pizza e birra in allegra compagnia degli special guest.

Alla prossima

 

Mercoledi, 13 Febbraio 2008

Dorando

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In un sabato di un paio di settimane fa, girovagando in un centro commerciale ho acquistato presso la libreria Mondadori un libro di Baricco. Soddisfatto, sono andato verso la cassa per pagare ma con la coda dell'occhio scorgo un altro libro che mi attira subito. Il libro è Il sogno del maratoneta, scritto da Giuseppe Pederiali, edito da Garzanti. E' la storia romanzata dell' "eroe nazionale" Dorando Pietri. L'ho finito di leggere ieri sera, è un libro molto bello, che consiglio a chiunque corra. E' appassionante, avvincente e scorre via rapido. Una gran bella lettura, insomma. 

Oggi, in pausa pranzo, seguendo i consigli di Ciro, eseguo la solita scaletta in pista dai 1000 fino ai 100mt, riducendo il ritmo, ma riducendo anche il recupero, da 2'30" a 1'45", il che mi permetterà di rendere molto allenante la seduta,  pur senza stressare il nervo sciatico che ancora mi da noia.

Con mia sorpresa, ma non senza fatica, riesco addirittura ad aumentare il ritmo delle ripetute, anzichè ridurlo. La condizione evidentemente sta crescendo di nuovo, ma adesso, mentre sono seduto a scrivere queste righe, sento il gluteo che, daccordo con le mie ernie al disco, stanno preparando un golpe contro di me. Cerco di sedarli subito. Vado a prendermi un caffè.

Alla prossima

 

Domenica, 10 Febbraio 2008

Le mie nuove Adidas

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Le donne comprano borse quando sono depresse, o scarpe. Io non sono depresso, ma non posso fare prove di velocità da 3 settimane, e questo mi secca e mi innervosisce, non poco.  Allora, proseguendo nelle mie settimane di recupero dall'infortunio al gluteo sinistro, per non "addormentarmi sui dolori", ieri mi sono regalato queste nuove e belle Adidas da velocista, o meglio, da long jump, quindi un po' più protettive sul tallone. Stamattina, dopo una settimana di poca corsa e molto potenziamento a carico naturale, sono andato a provarle in pista a Villasanta. 20' di corsa in progressione, 7  allunghi da 100 mt, roba leggera da 16" di media, e poi...infilo le nuove chiodate Adidas e via...provo a fare un 300, mi dico in 50-52", senza spingere, considerando che non potrei farlo in questi giorni di infortunio.

Manco a dirlo...le sensazioni sono ottime, mi sembra di avere delle protesi propulsive, alte sull'avampiede con i chiodini credo da 9mm...così viaggio lento in partenza e senza "strappi", vado in progressione, tengo la velocità sulla curva e allungo un po' sul rettilineo finale....guardo il crono... e scopro ... 44"88. Non male, il tempo.  Ma fa male, il gluteo. Va bene così, torno a casa contento come un bimbo che ha provato il nuovo giocattolo e dopo poco, mi arriva questo messaggio dal mio amico "Presidente" della Brigata Tapasciona.

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Complimenti caro Max, e bentornato sui tuoi livelli. Con tenacia, e pazienza. Aspettiamo di sapere se Linus e Morandi ti sono arrivati davanti o li hai lasciati alle spalle. Domenica ci vediamo a Missaglia...abbiamo un conto in sospeso. ;-)
Alla prossima

 

 

Mercoledi, 6 Febbraio 2008

In attesa...corro

In attesa che passi del tutto il dolore al tricipite femorale sinistro, con interessamento del gluteo e della zona lombare, ho ripreso a correre in una settimana che Ciro ha definito "terapeutica", ovvero correre con giudizio se non fa troppo male e se non è troppo fastidioso l'impedimento dell'infiammazione. Per chi non sapesse chi è Ciro ...Ciro è stato il mio allenatore a  Napoli 10 anni fa quando ero una sottospecie di atleta semi-serio ed oggi il mio "allenatore on line" ....più o meno con lo stesso risultato che riesce ad avere il tutor CEPU con Del Piero e Vieri.

Dicevo del mio gluteo...la cosa bella è che, giorno dopo giorno, al risveglio ogni mattina sembra andar meglio, ma poi quando corro il fastidio pian piano diventa piccolo dolore, ma più o meno sopportabile.

E così, ieri ho ripreso con una seduta casalinga di potenziamento a carico naturale evitando balzi e jump che pare siano stati la causa del trauma e della successiva infiammazione, e oggi, in pausa pranzo, ho ripreso a correre in pista: dopo 20 sacrosanti minuti di riscaldamento e stretching accurato, eseguo una scaletta analoga a quella già fatta nelle settimane precedenti, ma decido di ridurre il recupero da 2'30" a 1'30": la cosa mi riesce solo per le prime ripetute, poi dai 600 in poi, il recupero - ahimè - torna ad essere di 2'30".

Tuttavia eseguo un 1000 in 3'54", un 800 in 3'00", un 600 in 2'07", un 400 in 1'16", un 200 in 32"32, un 100mt in 14"86.

Mediamente soddisfatto, raccolgo i cocci che restano di me, li porto sotto la doccia, li ricompongo in una figura umana che somigli il più possibile a ciò che è uscito dall'ufficio un'oretta prima, mi vesto infilo il casco ed in 10 minuti sono dietro la mia scrivania.

Appena mi siedo sento il gluteo che "si lamenta" e mi dice che è decisamente meno soddisfatto di me, e in attesa che passi questo cacchio di dolore, corro e ...mi sfogo sul blog!

Alla prossima

 

Domenica, 3 Febbraio 2008

Tapasciando con lo Zio

Non sarebbero previste tapasciate per il mio programma da qui a giugno. Non ci sono tapasciate credo neanche nel DNA del mitico Zio, atleta con la A maiuscola, specialista di terreni sconnessi d'altura, con pendenze proibitive. Ma il fatto è che in men che non si dica concordiamo di vederci a Robbiano stamattina alle ore 8 per provare a fare il percorso corto di 7 km della tapasciata di turno. Ne ricaviamo 2 certezze:

1) siamo entrambi malconci, per motivi diversi, ma abbiamo voglia di correre per "provare la gamba";

2) ci siamo inimicati probabilmente per sempre il Podista M.B.L. per aver ripiegato su un percorso inferiore alla massima distanza prevista dalla tapasciata di turno.

Morale: saremo dei ... loooooooooosersssss, ma ci siamo divertiti. La condizione di entrambi fa abbastanza pena, ma correre con lo Zio è sempre un onore. E poi mi ha promesso di prestarmi la sua bandana per Bressanone. E poi devo marcarlo stretto prima della sfida preannunciata di Monza o Carate, nell'ultimo atto del Brianzolo di Cross. Se continuiamo così, ultimo e penultimo posto son prenotati.

P.S.: Mirkuuuuuzzooooo, cos'avrai mai avuto da fare di più bello che tapasciare con noi???   ;-)

Alla prossima

 

Venerdi, 1 Febbraio 2008

Pian pianino si riparte

Sarà stata la visita fatta ieri in compagnia di Runningmax e Tapasocio Antonio all'amico Mario a rimettermi voglia di correre? (sta benissimo Mario, quella "forza della natura" infonde serenità, coraggio e...sta già pensando a quando riprendere a correre: incredibile!!!) O saranno stati i giorni di riposo forzato con tanto di antinfiammatori? Non lo so, ma oggi ci ho riprovato, in pista, con un lavoro aerobico a "scaletta".

Allora, in pausa pranzo vado al campo Giuriati e comincio col "violentarmi" con 20' di noiosa corsa lenta per "entrare in temperatura" e poi, dopo un po' di stretching, eseguo una "scaletta a recuperi costanti" (2'30" sempre) fatta di un cauto mille in 4' netti, un 800 in 2'55", un 600 in 2'08", un 400 in 1'16" e un 200 in 32".

Sento fastidio, non proprio dolore ... allora provo ad aggiungere ancora un 100 mt ...mamma mia che belli i 100mt....e da quanto tempo non li provavo...Ovviamente li faccio come un allungo solo un po' impegnato, nulla di più, roba da 15", ma il tricipite "tira", e allora meglio fermarsi qua. 

Non sono guarito ancora, questo è certo. Ma intanto ho ripreso a correre quasi decentemente. Vedremo nei prossimi giorni come andrà. Se migliora si torna a fare velocità, altrimenti ...non so...

Domenica si prospetta la possibilità di una tapasciata non competitiva di 7km a Giussano con lo Zio, sì malconcio anche lui, ma sempre lo Zio è, e speriamo che oltre alla gamba non mi senta tirare anche ... il collo.

Mirkuzzooooo...ci sei anche tu?

Alla prossima   

 

Lunedi, 28 Gennaio 2008

Forza Mario!

 

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Stamattina ho saputo che il nostro mitico "Tapamariolento", come lo chiamiamo con immenso affetto e stima noi della Brigata Tapasciona, è stato "fermato" in questi giorni durante un controllo cardiaco ed è stato ricoverato d'urgenza: e d'urgenza gli hanno applicato due bypass...

In attesa di potergli fare visita presso il Policlinico di Monza, dove pare si stia già riprendendo molto bene, da gran leone e lottatore tosto qual è, sono certo di interpretare l'animo di tutta la Brigata e di tutto il nostro gruppo sportivo I Gamber de Cuncuress, nel sussurrargli:

"Forza Mario!" 

con quella stessa voce pacata con cui lui, con immensa gentilezza d'altri tempi, ha sempre dispensato suggerimenti e raccontato, a chi glielo chiedesse, di storie di corsa, di fatica, di passione. E proprio grazie alla passione comune, pur avendo circa 40 anni di differenza, mi è capitato più d'una volta di correre insieme ed insieme a lui sorridere, spensierati. Con quella stessa passione, certamente Mario saprà tagliare il suo ennesimo traguardo, il più importante.

Ancora Forza, Mario.

 

Mercoledi, 23 Gennaio 2008

Dolore e morale ... sotto al ...gluteo

...per non dire qualcos'altro. L'obiettivo dell'anno dista 22 settimane ed ho iniziato a lavorarci solo da 2. Il primo mese aveva come obiettivo dichiarato la trasformazione della resistenza generale basata su meccanismi aerobici in una resistenza di tipo più specifica basata su meccanismi anaerobici (quelli che servono per fare un bel 400mt), passando attraverso una serie di sedute di velocità breve e di potenziamento a carico naturale. Il rischio principale era  l'INFORTUNIO....appunto. 

E'da alcuni giorni che fingo di non sentire un fastidio sotto il gluteo sinistro, nel punto d'attacco della coscia, e ieri quel fastidio è diventato un dolore piuttosto intenso. E' il lato delle mie ernie al disco, spero sia solo un caso. Sembrerebbe uno stiramento (o una contrattura??? bohhh...). Lunedì ho incrementato notevolmente gli esercizi di potenziamento e ieri ho provato in pista un lavoro che mi è riuscito solo in parte. Prevedevo di fare un 3x4x300mt in 50"-52"(recuperi 3' tra le ripetute e 6' tra le serie), ma dopo il primo 300 ero già in difficoltà organica. Il dolore di oggi non credo c'azzeccasse molto...risultato, sono riuscito a fare solo 2x4x400, con una media di 53". Troppo alta la media, troppo poche 8 ripetute su 12 previste. Ma ieri, ero al limite. Inutile cercare scuse. Questo è.

Mi aspettano ancora una decina di sedute di carico prima di arrivare alla settimana di scarico, ma non so quanto durerà questo riposo forzato. Pooorca p......!!!

Alla prossima   

 

Giovedi, 17 Gennaio 2008

Il cross che non t'aspetti

Ore 12,30 mollo il PC, prendo zaino, casco e monto sulla moto per dirigermi verso il Campo Giuriati. Ho sonno, sono stanco e anche un po' affamato. E oggi il programma prevede un impegnativo 3x4x300mt in 50", con recuperi di 2'30" tra le ripetute e di 6' tra le serie. Ma appena giungo al campo noto uno scenario strano. Transenne, un mucchio di gente, un tizio col microfono e percorsi "nastrati" tra i campi attorno alla pista e nella pista stessa. Capisco che c'è una gara. Noto che la pista è semioccupata, segno che la garetta passerà anche sul tartan. Deve trattarsi di una specie di cross.

Tentenno un attimo, penso di tornarmene in ufficio, deluso, ma poi decido che intanto mi cambio e poi qualcosa farò. C'è il sole e non voglio sprecare una giornata così. Mentre infilo le scarpette, penso che dovrò improvvisare una seduta di allenamento alternativa, vado in pista, mi avvicino alla calca di podisti e chiedo cosa è stato organizzato. Un tipo mi risponde che c'è un cross su 3 giri da un kilometro circa, per un totale di 3000 metri scarsi. Bene, anzi male. Non c'azzecca niente con quello che dovevo fare, ma non faccio quasi in tempo neanche a pensarlo che sento....TRE...DUE...UNO...BANG!!!

Mi trovo in coda al gruppo, non mi sono scaldato, non mi sono neanche iscritto ... ma l'istinto mi suggerisce di partire. E allora vado, tranquillo al primo giro, tra fango e tartan, accelero un po' e vado in progressione sul secondo giro, e poi chiudo il terzo in spinta. Tempo totale 11'16" e una media di 3'35" a giro.

Senza aver capito molto, ho già semi-esaurito molte delle mie energie disponibili ma mi sono proprio divertito. Sarà stata l'assenza totale della tensione pre-gara?

Rientro nello spogliatoio per la doccia, ma mi accorgo che ho ancora del tempo disponibile prima di rientrare in ufficio. Che faccio? Ma sì...quasi quasi...mi faccio qualche 300. Decido di osservare scrupolosamente almeno 8' di recupero dopo la garetta improvvisata, intanto stanno anche liberando la pista e quindi ... 7'58", 7'59" ... VIA: rettilineocurvarettilineo e stop!!! 56". Ho il cuore in gola ma seguiranno un 51" e ancora un 51". 

E sono stanchissimo. Ma soddisfatto. Ad averne pause pranzo così!!!

Non so a quanto possa esser servito questo allenamento del tutto improvvisato, ma va bene così. Per divertirmi mi sono divertito, e questo, per ora, mi basta.

Alla prossima

 

Mercoledi, 16 Gennaio 2008

Ho "scoperto" il Giuriati

 

"Sapessi com'è strano...preparare un 400...qui a Milano...a Milaaaanoooo..."

E' la canzoncina che canticchiavo oggi alle ore 12,30, mentre pensavo che 10 anni fa non c'era quasi giorno in cui non splendesse il sole a Napoli, allo stadio San Paolo, dove per la prima volta calpestavo il tartan di una pista d'atletica regolamentare. Oggi invece, pioveva da Dio!

Facciamo un passo indietro: avendo ricevuto il 2 di picche per una pizza a pranzo con un amico, ed essendo costretto a saltare l'appuntamento serale con la corsa per impegni familiari, mi sono ingegnato e ... ho "scoperto" una bella pista nota a molti, ma non a me: il Campo Giuriati.

La pista è a soli 3-4 km dal mio ufficio, tradotto vuol dire 5 minuti in moto, e con 2,60 € hai diritto anche alla doccia.

Alle ore 12,30 quindi, incurante della pioggia insistente, prendo la moto e mi fiondo in questa struttura. Parcheggio, mi cambio, infilo guanti e cappellino (regali della mia Principessa!) ed entro in pista (che emozione, ogni volta!!!). Se si fa eccezione per la prima corsia che è un po' "sfruttata", il tartan è in buono stato, gli spogliatoi sono accoglienti, peccato manchi l'asciugacapelli...e scusate se è poco, in una giornata piovosa come questa....

Comunque, mentre noto che i soliti podisti ultra-cinquantenni sono tra i più accaniti frequentatori dei campi d'atletica (alla faccia del fatto che oggi il Giuriati è una delle principali strutture del CUS, Centro Sportivo Universitario), mi riscaldo (si fa per dire) e mi metto alla ricerca dei segni dei 30, dei 40 e dei 50 mt, per la mia seduta che oggi prevede Velocità breve. Non li trovo. E considerando che ho dimenticato pure il cronometro, me ne fotto e parto verso un 4x(piùomenotrenta, piùomenoquaranta e piùomenocinquanta metri). Nella quarta serie mi concedo anche un piùomenosessanta metri. Non ho indossato le chiodate perchè bagnare le mie nuove New Balance già mi è dispiaciuto, ma bagnare anche le Diadora da pista sarebbe stato un "colpo" insostenibile.

E' stata la mia prima volta al Giuriati in pausa pranzo, mi è piaciuto, quindi credo che non sarà l'ultima.

Messaggio privato: Max ... se ti va ci organizziamo e qualche volta ci andiamo insieme. Che ne dici?  (...ora ne sentiamo delle belle!!!)

Alla prossima

Panda scrisse: Messaggio privato: Max ... se ti va ci organizziamo e qualche volta ci andiamo insieme. Che ne dici?  (...ora ne sentiamo delle belle!!!)

Fammi sapere, non ho le chiodate e mai le avrò, ma se possono andare bene le mie Mizuno una bella serie di ripetute da 1km la posso fare. Però non c'ho il casco per la moto! Però c'ho l'asciugacapelli!!

Cucu

Max

Martedi, 15 Gennaio 2008

Tifosi ... veraci

Domenica mattina ore 11, sotto una pioggerellina sottile, a seguito del circuit training, ovvero degli esercizi vari di potenziamento fatti in casa, sono andato in strada, in Via Pascarella, una piccola stradina privata lunga non più di una sessantina metri a terminare la mia seduta di allenamento che prevedeva velocità (3x30-40-50mt). Una seduta come questa, tipicamente andrebbe eseguita in pista, ma avendo ospiti a pranzo, non avevo tempo di cercare una pista aperta di domenica (ammesso che ce ne siano) tra gli impianti sportivi nelle vicinanze di Monza.

E così, mentre eseguo le mie ripetute di velocità breve, nella pausa di recupero tra l'una e l'altra, sento una vocina che dice: "cos'è successo? è finita la benzina?" Alzo la testa in direzione della voce e vedo un signore anziano che al secondo piano, dalla finestra di casa sua, osserva, divertito e incuriosito, il mio allenamento. Durante la successiva ripetuta, sento una seconda vocina che dice:" almeno stai migliorando o peggiori di volta in volta?". Alzo ancora la testa e vedo una signora anziana, di fianco al signore di prima, presumibilmente sua moglie, che mi osserva con un sorriso materno. Rispondo qualcosa con quel po' di fiato che ho in corpo buttandoci dentro la massima cordialità che posso, divertito anche io del fatto che una simpatica coppietta di anziani non abbia di meglio da fare che osservare i miei sprint. Un po' mi imbarazza, mi vergogno un pochino, ma tutto sommato non mi spiace questa "inaspettata intrusione" nel mio allenamento, e porto a termine la seduta, rilevando con il mio cronometro i tempi delle 12 ripetute.

E così, come Rocky o Cassius Clay raccoglievano i loro tifosi durante i loro allenamenti per la loro sfida del momento, nel mio piccolo, anche a me capita di avere dei tifosi molto particolari. Dopo le "signore di colore in cerca di clienti occasionali" che inneggiavano con un "ciao beloooo" o "vai belesssa", mentre facevo alla sera ripetute sui mille intorno allo stadio di Monza, è ora la volta della coppia di signori anziani e garbatissimi affacciati alla finestra.

Ore 11,20 circa, rientro a casa divertito, e mentre faccio una calda doccia ristoratrice, penso che ho anche io i miei pochi tifosi ... pochi sì, ma ... veraci.

Alla prossima

 

Giovedi, 10 Gennaio 2008

Gennaio 2008, Fase 1: "La Metamorfosi"

E' iniziata la prima settimana del primo mese della "metamorfosi", che durerà - complessivamente - circa 6 mesi. Le fibre lente dovranno iniziare a lasciare il posto a quelle veloci (...se ce ne sono ancora). E allora per la prima volta ho inanellato un lunedi, martedi e mercoledi di allenamenti fatti di poca corsa, molto potenziamento, tanta tecnica e stretching per recuperare forza, elasticità e successivamente la rotondità della corsa che da oltre un anno è solo "radente" ed "economica". Potenziamento a carico naturale, velocità breve, salite e prove lattacide mi faranno compagnia per le prossime settimane, sullo sfondo degli impianti sportivi di Villasanta, Monza e  Concorezzo.

La media dei km settimanali si ridurrà notevolmente fino ad arrivare a 18-20 km al massimo. Ma intensi. Km di "qualità".

E' dunque iniziata, la "metamorfosi": i dolori nuovi ai glutei, agli adduttori ed altri muscoli che neanche pensavo più di avere, me lo ricordano da un po' di giorni. Ed io sono sempre più immerso nella visualizzazione del lavoro che mi aspetta giorno dopo giorno, cercando di distrarmi dall'obiettivo finale. Per evitare di farmela addosso.

Alla prossima

 

Lunedi, 7 Gennaio 2008

Fra la terra e il cielo

Sospeso. 

A metà, tra la terra e il cielo.

Ecco come mi sento in questi giorni.

Prima delle festività natalizie mi sentivo in cielo, vicino alle stelle. L'entusiasmo di alcune considerazioni dovute all'esito dei più recenti allenamenti mi avevano proiettato verso un'ambizione altissima.

Durante le festività natalizie ho eseguito alcuni test su pista per verificare la situazione attuale e per poter fare delle scelte per il 2008. E' per me l'anno  dell'esordio nella categoria Master. Per la FIDAL divento un MM35. E allora desideravo verificare quali ambizioni poter avere. Ho eseguito test lattacidi sui 200mt, sui 400mt ma anche sui 30mt e sui 60mt. Il risultato è stato molto al di sotto delle mie aspettative.

La mia ambizione era: esordire ai Campionati Italiani Master sui 400mt a Bressanone, per provare a farmi un regalo. 10 anni dopo aver ottenuto il mio personal best di 51"8 provare ad abbatterlo. Forse una follia, a 34 anni, quando il calo prestazionale è ovvio e scontato.

Anche il mio vecchio amico e allenatore Ciro credo sia rimasto deluso dal risultato del test sui 400mt: 58"6.  Circa 7 secondi da limare in poco meno di 6 mesi. Questo è quel che mi separa dall'obiettivo che mi sono posto. Avrei dovuto fare almeno 57" per poter sperare. E sinceramente ero in cuor mio convinto di poter fare 56", forse anche meno.

E'stata colpa della "suicida" distribuzione  delle energie (26" il passaggio ai 200mt e poi il crollo nella seconda parte corsa in 32")? No, non credo. Non più di tanto, almeno. Sarà stata colpa della totale assenza di lavori lattacidi e di velocità dal 1998 ad oggi? Del fatto che non calzavo le chiodate da 10 anni? Forse, ma non credo.

Credo, piuttosto, che oggi valgo quel tempo lì. Non di meno.

Basta questo a deprimermi? No. Però non sono più in cielo. Mi sento sospeso, ma non mi arrendo. Anzi.

A scavar con la pala dell'ottimismo, ho ottenuto anche un personal best sui 30mt, correndoli in 3"99. Cosa vuoi che siano gli altri trecentosettantametri???

Ora si ricomincia seriamente a frequentare la pista, a ri-familiarizzare con le chiodate, a "lottare col coltello tra i denti durante le prove lattacide. E a giugno si vedrà.

Le carte sono in tavola. Scoperte. Io ce la metterò tutta.

Alla prossima

 

Venerdi, 21 Dicembre 2007

Home

Ho bisogno di rigenerarmi, come tutti noi, dopo un anno intero di lavoro. Domani parto, torno a Foggia, la mia città, dove sono nato, dove abitano la mia mamma e il mio papà. Sono molto felice di rivedere la mia famiglia, i miei vecchi amici e i miei parenti. La vigilia, il pranzo di Natale con i cugini e gli zii...le mie strade mi mancano, i palazzi e le case del mio quartiere, e tante altre cose fanno parte della mia storia. Vado a ricongiungermi con i miei ricordi più preziosi.

E' da giorni che mi suona nella testa e nel cuore questa canzone.  

 http://www.youtube.com/watch?v=shQcEofYSRo 

P.s.: Ho archiviato dopo 975 km le vecchie Mizuno. E con le mie nuove New Balance 911, correrò gustando i rumori e i profumi della mia infanzia. Il mondo, mentre corri , ha un colore e un sapore speciale. 

Buon Natale a tutti.

Alla prossima

 

Lunedi, 17 Dicembre 2007

Week-end prenatalizio

Parco_013.jpg 

E' appena trascorso l'ultimo week-end lombardo, prima di tornare a casa, da mamma e papà, per le vacanze natalizie. Sabato partirò per Foggia, poi il capodanno lo passerò a Napoli, dalla famiglia di Oriana.

Tanto valeva goderselo appieno, quest'ultimo week-end. E allora, nell'ordine:

Venerdi sera in un ristorante mexicano ad Agliate, sul Lambro, con l'ottima compagnìa dello Zio e del Podista m.b.l., a bere birrozze  e a parlar amabilmente di fantasmi e "monacielli", e ad impaurirsi come dei ragazzini per i reciproci (purtroppo recenti) racconti  di ognuno di noi. 

Sabato sera lavoraccio al freddo e al gelo, 9x500mt, in 1'50" con intervalli di 22", poi pausa di 5' e decimo e ultimo 500mt a tuuutta, in 1'28". Bpm dopo un minuto, 144. Ci stavo rimettendo le piume....ma era un mezzo test di avvicinamento ad un "piccolo sogno" ...dunque dovevo farlo.

Domenica sera, recita natalizia di Martina, nei panni della spiga dorata (ruolo da fare invidia alle migliori attrici di Holliwood!!!).

Ma qualche ora prima, ovvero Domenica mattina, dopo aver bidonato Mirkuzzo col quale dovevamo andare a tapasciare a Trezzo, scelgo di fare "servizio d'ordine", o meglio, "comitato d'accoglienza", insieme ai due amici brigatisti Max (il matto vestito di rosso in fondo, nella foto) e Giampi (maglia gialla, sulla destra). Il destinatario del servizio? Ma ovviamente il mio CONCITTADINO.... Gianni-Chioma-Chiomino (a sinistra, vestito con la maglia della sua ultima Milano Marathon)!!!

Bentornato tra i tapascioni, Gianni!

Alla prossima

 

Mercoledi, 12 Dicembre 2007

Prosa o poesia

Spero non si offenda, l'amico Nicola Pellizzari, se estraggo dal suo articolo relativo ad una gara di cross solo il pezzo che più mi ha colpito, che meglio rappresenta l'animo con cui mi accingo quasi ogni giorno a pubblicare post e leggere commenti sul mio personale blog. Personale sì, ma con il grande piacere della condivisione delle esperienze con chi ha la mia stessa passione. La corsa. Buona lettura:

 

[...] e poi c'è la tattica di gara che non puoi sbagliare, il passo da allungare o accorciare ogni volta, la forza delle grida dei tifosi di gruppo, la sfida ravvicinata con gli amici; un'infinità di elementi che condizionano la gara e spostano gli equilibri dell'asfalto. Ho visto atleti veloci camminare sull'ultima salita, salti sbagliati nel cambio direzione (io...), recuperi di 10" in 200 metri, volate impensabili nelle retrovie. I miei garretti sono ancora doloranti, ma lunedì mattina, per strada e poi in ufficio, prendevo ancora le curve al pelo, azzardavo sorpassi ai colleghi e pensavo che nessuno di loro sapeva dove mi trovavo qualche ora prima perché non è roba per loro e tanto vale tenerla per me e un po' per te che stai leggendo. [...]

 

Bravo Nicola. E complimenti. E per chi avesse desiderio di leggerlo tutto, il suo articolo è qui: http://www.podisti.org/webzine/index.php?option=com_conte...

Alla prossima

 

Martedi, 11 Dicembre 2007

La tentazione

 

E' quasi Natale: è tempo di pensare ai regali. Ed è' quasi finito un altro anno: è tempo di buoni propositi.

Dieci anni fa iniziavo con l'atletica leggera, in pista. Erano gli anni dell'Università e allo stadio San Paolo di Napoli provai ad iscrivermi ad un corso di atletica, per migliorarmi sulle distanze lunghe, diciamo i 10.000. Il proposito era tornare nella mia natia città, Foggia, e provare a correre ancora una volta la storica Corsa di San Silvestro di 11,8 km, fatta per la prima volta a circa 13 anni, ed ogni anno riproposta dall'organizzazione sportiva locale. Allo Stadio San Paolo di Napoli conobbi Ciro, straordinario allenatore di ottimi atleti, tra cui alcuni campioni, e grande amico tuttora. Ciro mi dirotta subito verso i 400mt piani per i quali, mi dice, sembri molto più portato. Capirai dopo, aggiunge, perchè lo chiamano il "giro della morte". Avevo 23 anni, dopo pochi mesi feci un primo test, 57". Dopo un anno feci la mia ultima gara, 51"8. Di lì a poco mollai tutto: per un principio di infortunio, ma soprattutto per la paura della gara. Avevo compreso perchè lo chiamano "il giro della morte", e ne sono rimasto impressionato. Impaurito. Sì, Paura è la parola giusta. "Mai più", dissi. "Mai più".

Sono passati 10 anni, da allora. E come allora, sono tornato a correre, preparo distanze lunghe, non ne ho la stoffa, ma lo faccio perchè mi piace, lo faccio per divertirmi.

Il tarlo della sfida però è lì, dentro la mia anima. E scava. E sale. Sale e punta al cervello, dove risiede l'area in cui con doppio lucchetto è rinchiusa la frase "Mai più. Mai più." 

Sulla scia dei commenti all'ultimo post, mi è venuta la disgraziata idea di tornare a rovistare all'interno di un noto sito. E ho scoperto questo:

http://www.fidal.it/2007/lom/milano29062007/Gara021.htm

A Natale incontro Ciro, in pista a Napoli, allo stadio San Paolo. Riuscirei a ripetere il 57" con cui ho iniziato, per poi decidere se ...proseguire?

Oggi, non posso valere più di ieri! O forse sì? Temo che mi farò tentare.

Alla prossima

 

Domenica, 9 Dicembre 2007

Che bella, la Tapasciata di Cremella!

 

 

 

 

 

 

 

 

 Oggi avevo i tendini e i muscoli delle gambe più o meno a pezzi. E' il segnale che mi inviano le mie mizuno di turno, dopo circa 800 km percorsi, in giro tra i percorsi casalinghi di Monza e Brianza. Ne ho preso atto, dunque mi sono riposato. Dormendo anche molto, il che è per me inusuale.

Ieri e l'altro ieri sono stato in giro tra il Parco di Monza e la Brianza, con Mirkuzzo. Il quale mi ha fatto scoprire una bellissima seppur poco frequentata e pubblicizzata tapasciata, a Cremella, in provincia di Lecco, non lontano da Monticello Brianza. Anzi, uno dei passaggi che mi è rimasto più impresso nella mente (e nelle gambe) è proprio una salitona costante e gelida, in Monticello Brianza, in un paesaggio lunare per la nebbia, gli spazi e la desolazione ( la desolazione è un'ottima qualità, per i miei gusti). E' un salitona su strada ben asfaltata, larga e lunga. Lì ho provato un allungo impegnativo, testando la condizione delle gambe e della testa. E su questa bella salitona, altra caratteristica che me la consegna alla memoria dei pezzi più belli della Brianza, tirava un leggero soffio di vento gelido e costante che, rispetto al resto del percorso, compreso il passaggio nel bel Parco della Valletta (altra bella scoperta del week-end) abbassava di molto la temperatura esterna. La tapasciata complessivamente ci ha offerto 22 km, interpretati in buona progressione e in buona compagnia. Il ristoro finale a base di salamini, pane e salame + pane e prosciutto (che scorpacciata!!!), è la ciliegina sulla torta di un bel fine settimana all'insegna dell'allenamento e della compagnia.

Chiusa la settimana con 44 km intensi, da domani, inizia una nuova settimana di carico, alla ricerca dello sviluppo della resistenza alla velocità. E continua la riflessione su cosa fare nel prossimo futuro e su quali gare preparare. Soprattutto ... cross, sì o cross no?

Alla prossima

 

Giovedi, 6 Dicembre 2007

Più o meno un anno dopo

Poco meno di un anno fa, guidato dal mio caro amico-ex allenatore Ciro, provavo ad eseguire per la prima volta un lavoro di ripetute sui 500mt, interpretate con una intensità medio-alta e con recuperi brevi, di 20" circa. L'allenamento prende il nome di lavoro lattacido frazionato con recuperi brevi. Da allora, ogni volta che sono riuscito ad inserire questo tipo di lavoro nella preparazione di una gara a cui tenevo, ho potuto riscontrare rapidi miglioramenti. E' un lavoro che dona brillantezza al passo, stimola fortemente l'apparato cardiocircolatorio e, fattore da non sottovalutare, mi gasa parecchio.

Dicevo che, a distanza di un anno più o meno, ieri ho fatto lo stesso lavoro, attorno allo stadio di Monza, ed ho con soddisfazione riscontrato un netto miglioramento: 10X500mt, con recuperi di 20", ad una media di 1'55". Il cardio segnava 164 subito e 120 dopo un minuto dall'ultima prova fatta in 1'47". Un anno fa le ripetute erano state 12 e non 10, ma la media era stata di 2'00" e con recuperi di 30" anzichè di 20", e con un cardio di 172/134 al termine dell'ultima prova fatta in 1'41".

So che un atleta vero leggendo queste righe si farà una sana risata, ma io, nel mio piccolo, sono entusiasta e curioso. Curioso di vedere se il muro dei 40' sui 10.000 è prossimo a venir giù. Stasera vado a comperare un piccone! Tra un po' credo che proverò ad usarlo.

Alla prossima

 

Mercoledi, 5 Dicembre 2007

Musica e corsa

Lunedi e martedi passati senza correre. Per stanchezza prima e per impegni familiari dopo. Così ho provato un lavoro che in molti avranno già fatto e che continuamente fanno: selezionare musica da portarsi dietro, nel proprio lettore mp3, da ascoltare mentre si corre.

Ho acquistato da poco uno di questi "miracolosi" aggeggi e non avendo ancora una custodia da legare ad un braccio mentre corro, per ora sono impegnato solo a fare un lavoro a tavolino di selezione di brani musicali, per le varie tipologie di allenamento: lungo lento, ripetute, ecc.. Tanto so già che il più delle volte finirò per ascoltare la radio e non una selezione di brani. Preferisco ancora la sorpresa al pezzo conosciuto e previsto.

Intanto mi emoziono ascoltando "Hurt" di Christina Aguilera e "Entre dos Aguas" di Paco de Lucia. E mi commuovo mentre ascolto Night Club 1960 un brano di Astor Piazzolla interpretato dal maestoso Al di Meola. Al mio matrimonio un carissimo amico lo suonò per me in chiesa, con la sua chitarra classica. Con questo pezzo nelle cuffiette, penso, potrei spaccare il mondo mentre corro. Sempre che non si accorga di me l'organizzazione della NYC Marathon.

Stasera vado a far ripetute. Meglio che ci vada solo, col rumore del mio fiatone e a suon di musica del clap clap delle mie scarpe vecchie e usurate. Più che il mondo, spero di non spaccare me. Non ne ho nessuna voglia. Sono già alle prese con il virus intestinale che nelle ultime settimane ha pizzicato la mia principessina Martina e la mia principessa Oriana. Indovinate a chi dovrebbe toccare ora? ...indovinato.

Ma io...non ho certo paura. Noi runner non ci ammaliamo MAI!  Max, Nicola, dico bene? 

;-)

Alla prossima

 

Domenica, 2 Dicembre 2007

Quasi 3000 km...in auto!

E' appena terminata la settimana lavorativa più tosta degli ultimi tempi, con poco meno di 3000 km percorsi in auto tra Monza e il Trentino, per seguire un progetto che da maggio volge finalmente al termine. Poco sonno, molti viaggi, poco corsa, dunque. In compenso ho accumulato tanta di quella stanchezza, che mi ci vorranno un po' di notti per recuperare le energie disperse .

Dopo 4 settimane con una media kilometrica niente male, con i 21 km della "Gipigiata" di oggi - Tapasciata con la T maiuscola, perchè bella nei suoi passaggi ma soprattutto nei suoi ristori lungo il Naviglio della Martesana - si chiude un ciclo di 4 settimane di carico ed una di scarico. Scarico apparente, perchè dietro i pochi km, 27, si cela uno svuotamento di energie anzichè il recupero.

Tuttavia, con la Brigata sullo sfondo, con Gianluca e con l'aggiunta del buon Mirko (quest'ultimo sulla via del ritrovamento di una forma atletica dignitosa) stamattina non è mancato un buon allungo di 4-5 km tirati a poco più di 4'/km, con modesti tratti in leggera salita, su percorso boschivo. 

La prossima settimana sarà corta, grazie al ponte festivo che inizia il venerdi di S.Ambrogio; dunque dovrei riuscire a correre e a dormire un po' di più.

E mentre molti amici MARATONETI andranno sui 42 km di Reggio per la il Challenge di Podisti.net, ne approfitterò per rinvigorire e rifinire la forma, in vista di qualche prossima GARETTA invernale. Perchè no, magari qualche cross............Zio, Nicola, Mirkuzzo, ci siete???

Alla prossima

 

 

Mercoledi, 28 Novembre 2007

In bocca al lupo, Idrisi!

Oggi infilo le scarpe in pausa pranzo e vado in pista ad Arco. E' mercoledi, il giorno delle ripetute, ma ho voglia di fare qualcosa di diverso. Ne ho parlato con il mio vecchio allenatore e amico di vecchia data, Ciro, e provo dunque a fare un allenamento a scaletta.

Mentre mi riscaldo osservo un ragazzo in pista che corre, corre, corre. A ritmo sostenuto, sì, ma non impressiona. E' sciolto e costante.

Io sono pronto ed eseguo il mio di allenamento, che segnerà un 1000 a 3'42" (recupero 1'30"), un 800 a 2'56" (recupero 2'), un 600 a 2'08" (recupero 2'30"), un 400 in 1'15" (recupero 2'30"), e un 200 in 35". Alla fine il mio cuore segna 160 bpm, non male, visto lo sforzo anaerobico mediatamente intenso.

Nel rettilineo finale del 400 mi succede di affiancare il ragazzo che corre corre corre. Faccio fatica a superarlo, ma nel finale lo prendo e lo sopravanzo leggermente. Faccio due conti sul mio tempo e ricavo il suo ritmo e... cavolo... il ragazzo che corre corre e corre, stava andando a poco più di 3'/km. E da un bel po'. Non sembrava. Il suo passo è sciolto, non contratto, costante, ma veloce.

Finisce insieme a me il suo allenamento e così chiacchieriamo un po'. "Che lavoro hai fatto?" gli chiedo. Mi risponde: ho fatto un 3x5000" a 16'40", 16'30", 16'20". "Ah... però!!!  Stai preparando qualche gara?" "Sì, la mia prima maratona, forse Treviso." Ha un pb di 1:04' sulla mezza, ottenuto 3 anni fa in Marocco, e dopo un lungo infortunio, ora, a 29 anni proverà l'esordio in maratona.

Segnatevi questo nome, se non ho capito male si chiama IDRISI. Prima di salutarci mi raccomanda con modi cordiali e sinceri "fai le cose con calma, con tanta tanta calma. La velocità verrà col tempo."

E' un ragazzo umile, Idrisi, gentilissimo e pacato. Uno sportivo, con la S maiuscola. E scommetto che a Treviso potrebbe scendere sotto le 2:15'. Lo meriterebbe. Glielo auguro. Segnatevi il suo nome, a marzo verificheremo il suo risultato.

Alla prossima

 

Lunedi, 26 Novembre 2007

Week-end impegnativo

E' stato un week-end all'insegna delle verifiche tecniche, quello appena trascorso. Sabato sera ho provato un fondo medio a 4'30" per 13 km, riscontrando una discreta brillantezza nelle gambe, ed una scioltezza che non m'aspettavo nel tenere il ritmo impegnato e sostenuto fino all'ultimo metro.

Domenica mattina invece, mi sono lanciato in un 23 km "casalinghi" nel Parco di Monza, in compagnia dello zoccolo duro della Brigata Tapasciona, tra sorrisi e sfottò, battute, racconti e .... una notevole progressione finale che da una media iniziale impostata sui 5'00-5'10" al km ha scaraventato me e Max in un ultimo km tirato a poco più di 4'/km.

La condizione sta tornando un po' per tutti, sono felice soprattutto per chi inizia a vedere la luce dopo il buio di un infortunio. Bentornato Max. 

Oggi sono alla ricerca di una gara che prima di Natale mi permetta di verificare la tenuta agonistica, e intanto mi massaggio le gambe che stanotte, per il gran male (ma un male "benefico", di quello indicativo di un lavoro fatto bene) non mi han fatto dormire per niente.

Ma stamattina tutta la fatica di 55 km settimanali lascia il passo alla soddisfazione. Mi aspetta una settimana in giro per il Trentino per lavoro...speriamo di riuscire a trovare il tempo e le energie per correre.

Alla prossima 

 

Giovedi, 22 Novembre 2007

Il verde nel grigio

 

Ieri sera nel grigio più tipico dell'autunno lombardo, mi reco come al mio solito a far ripetute intorno alla Stadio di Monza. Mi fa compagnia un pioggia sottile e incostante e  una nebbiolina garbata. Un paio di signore di colore in cerca di clienti occasionali, ad ogni mio passaggio mi salutano o mi incitano con un "ciaoooo beeeloooo" o con un "dove corri bellessa".

Non è esattamente come correre ed essere incitati durante la maratona di NewYork, ma per un 5x1000 ... mi accontento. E nel grigio del mercoledi sera, provo a recuperare solo 1' tra le ripetute, anzichè i soliti 3'30".  Temo di non riuscire a smaltire in così poco tempo lo sforzo ma mi accorgo che le gambe e il fiato rispondono splendidamente alle sollecitazioni. Ed inanello senza forzare più di tanto, in discreta scioltezza, dei mille a 3'59", 3'52", 3'54",3'52, 3'51". Noto che dalla terza ripetuta in poi, nella seconda parte del mille sono tentato di rallentare per la persistenza della fatica, ma con buono spirito di reazione allo sforzo riesco, invece, addirittura ad aumentare un poco il ritmo. Ad un minuto dall'ultima prova sono solito controllare le pulsazioni: 126. Vuol dire che non mi sono sforzato eccessivamente o che sto raggiungendo di nuovo un buon recupero cardiocircolatorio.

Chiudo dunque con soddisfazione ed entusiasmo un allenamento che mi lascia intravedere un verde speranza nel grigio plumbeo della serata.

Alla prossima 

 

Lunedi, 19 Novembre 2007

Si gela

Lista delle foto

Prime uscite col gelo, di quelle che ti fanno capire che il Natale sta per arrivare, e un anno sta per finire. Sabato mattina alle 9 mi sono fiondato nel parco di Monza con 2° C di temperatura esterna per effettuare un fondo medio a circa 4'40" su un terreno misto tra sentieri, ponticelli e strappetti su fondo sterrato, inanellando 12 km circa, con una fatica inusuale, probabilmente causata dagli ultimi allenamenti di qualità fatti in pista in settimana, e dal clima rigido.

Ma non avevo ancora visto il peggio. Il giorno dopo, e cioè Domenica, è d'obbligo affrontare la tapasciata domenicale over-20km, in compagnia del buon Mirkuzzo (che oggi compie 31 anni ... ANCORA AUGURI!), e due suoi simpatici amici geologi, Nino e Daniele. Sprezzanti del freddo, ci accingiamo alle ore 8,40 (tardissimo per i nostri soliti orari di partenza alle tapasciate) ad affrontare i 20 km della "4 ponti sul Lambro", che da Lambrugo ci porta verso l'oasi stellare di Baggero, attraversando un pezzo di Brianza che ancora mi mancava. Ci sono -3° C alla partenza, e dopo un'ora circa, in un passaggio caratteristico tra i boschi, lanciamo un sassolino nel Bevera ghiacciato, e il sassolino rimane in superficie, sul ghiaccio!

E' arrivato il freddo, non c'è che dire.

E' questa la mia stagione preferita per correre, d'ora in poi la condizione atletica, raffreddori e influenze permettendo, non potrà che crescere! Chiudo la settimana con 52 km nelle gambe, e con grande entusiasmo mi fiondo nelle prossima settimana podistica. 

Alla prossima

 

Giovedi, 15 Novembre 2007

Strategia di avvicinamento

Ieri, in pausa pranzo, approfittando della possibilità di correre in una pista di atletica leggera nel Trentino, ho eseguito un allenamento di qualità, nel quale ho svolto 2 serie da 6 ripetute di 400mt, con recuperi brevissimi tra 15" e 25" tra le ripetute, e recupero lungo di 3' tra le due serie. I tempi di percorrenza del giro in media sono stati di 1'33" (media di 3'53"/km). Ho fatto una gran fatica, soprattutto nella seconda serie, dove l'acido lattico è entrato in circolo dando nausea e senso di spossatezza. E non doveva esser così. Almeno speravo.

Credevo di possedere una condizione migliore, ma pazienza. Ora proverò nei prossimi giorni ad eseguire qualche seduta "a ritmo medio" da 12-14 km e vedere se la forma ottimale possa essere avvicinata nei tempi che ho in mente. .... bah!

Alla prossima

 

Lunedi, 12 Novembre 2007

LA BRIANZA VISTA DALL'ALTO

Non c'azzecca niente con la corsa, ma ... venerdi sera ottima serata in Pizzeria a Monza con cari amici: "lo Zio" (http://digilander.libero.it/mondozio), "Mirkuzzo alias Podista M.B.L." (invito chi non l'avesse ancora fatto a visitare anche il suo sito http://digilander.libero.it/podistibassolivello ) e TapaGamberMax. 

Ieri, e questo c'azecca con il podismo o, meglio, col podis-turismo, 26km su e giù per la panoramica tapasciata di Castello Brianza, sul San Genesio, e sul Colle Brianza, cima più alta della Brianza, in compagnia del buon Mirkuzzo, col quale ho potuto apprezzare quanto è bello il Resegone visto da vicino e quanto è bello il Monte Rosa in una nitida giornata in cui scorgi bene bene anche il Pirellone di Milano.

Tapasciata lunga, faticosa però davvero bella. Dispiace tuttavia che nella tapasciata da molti giudicata la più bella di tutte, la brigata tapasciona sia stata quasi del tutto assente o (forse, non lo so, non avendo visto nessuno dei nostri a parte Bagheera) presente ma disgregata.

E, in settimana, si preannunciano fuochi di artificio (ripetute, lattacido frazionato, fondo medio, corto veloce ... cose così, insomma...). In sintesi, breve passaggio da ... Brigatista Tapascione a ... Aspirante Atleta.

Alla prossima

 

Giovedi, 8 Novembre 2007

IL CANTO DELLE SIRENE

..."seducenti, apparivano tra le spume del mare chiedendo con un canto suadente ai marinai di interrompere la loro solitaria navigazione, di indugiare con loro.... Nessuno (...) resisteva all’invito -che precedeva una fine crudele..."

Ecco. E' passato quasi un mese dall'ultima pubblicazione sul blog, in mezzo alcune tapasciate molto belle, in compagnia, in solitaria, la scorsa settimana con 62km nelle gambe e poi di nuovo il Trentino, per lavoro. E per diletto.

Così, martedi, in pausa pranzo, mi fiondo nel nuovissimo impianto sportivo di Arco, ed eseguo, a ritmo sereno, un 4000 a 4'35", un 2000 a 4'11" e un mille a 3'54". Mi dirigo verso l'uscita della pista, soddisfatto e affaticato ... quando ... inaspettatamente, avvolto dalle montagne, in un clima autunnale di una giornata calda dai colori nitidi...realizzo che sono, dopo tanti anni (...10 anni!) nella possibilità di tentare un nuovo "giro della morte", nome con cui viene definita la gara dei 400mt piani.

Già...i 400mt piani, specialità in cui ai tempi dell'Università a Napoli avrei dovuto centrare il tempo minimo richiesto per partecipare ai Campionati Italiani Assoluti di Atletica Leggera. Ma non andò così. Dopo un anno di buone prestazioni la paura della gara stava pian piano divorando la passione per la corsa. E così, lasciai stare. Stop. Finito con l'atletica.

Poi 10 anni passano. Sono successe tante cose, alcune brutte altre bellissime (come mia moglie e mia figlia...). E ho ripreso a correre in strada, su lunghe distanze, con scarsi risultati, ma col piacere. E non con la sofferenza.

Ma martedi, in pista, ho sentito il canto delle sirene. Una vocina mi ha invitato, prima di rientrare in albergo per la doccia, a correre, in solitario, un "giro della morte". Come ai vecchi tempi. Ancora uno. 

Ci sono ovviamente cascato!

L'ho affrontato con prudenza questo giro, perchè ho la sensazione che non sarà l'ultima, e questa volta proprio non vorrei tirarmi indietro.

Alla prossima

 

Venerdi, 19 Ottobre 2007

IL RITORNO DEL.... LATTACIDO FRAZIONATO

Eccomi qua a scrivere di una due giorni di allenamento serrato, mercoledi e giovedi, in cui ho raccolto delle ottime sensazioni e in cui, contrariamente alle mie personali aspettative, mi sono reso conto che non sono messo poi così male, nonostante gli ultimi due mesi in forzato ridimensionamento delle uscite podistiche!

Ieri, in particolare, ho provato a ripetere il lavoro per cui il mio amico Max tanto mi prende in giro, cioè il "lavoro lattacido frazionato": riscaldamento, stretching, allunghi e 8*500mt in un tempo medio di 2'00" per ogni frazione, con un recupero di 20" da fermo. Sensazioni finali direi buone, avendo contenuto lo sforzo. L'impressione è che forse ho sottostimato la mia condizione atletica del momento, perchè la percezione dell'acido lattico non smaltito, che avrei dovuto avere per tutta la seduta, l'ho avuta solamente nelle ultime due frazioni, quando ho spinto senza esagerare, fino a fermare il cronometro a 1'51".

Sono comunque ancora lontano dalla condizione che speravo di aver in questo periodo, ma spero che le dure salite di giugno e luglio diano pian piano i loro frutti.

Domenica dovrei essere a Carate, dove oltrE ad una parte della Brigata Tapasciona, ritroverò il mio buon amico Mirkuzzo, alias Podista m.b.l., in quella che mi dicono essere tra le più belle e partecipate tapasciate dell'anno, in mezzo alle più belle ville e casali della brianza.

Alla prossima

 

Martedi, 16 Ottobre 2007

I 34 ANNI DEL PANDA

Oggi compio 34 anni.

E' in corso su Podisti.net una serie di post di auguri, su un forum aperto dal mio inseparabile amico Bamboo-Max, che mi diede questo soprannome a cui sono molto affezionato, oggi anche stampato sulla mia maglia da "Brigatista". Mi sto godendo questa sequenza di messaggi di auguri. Oggi, forzatamente lontano dalla mia famiglia, da mamma e papà, da quasi tutti i  parenti, è davvero emozionante vivere questa virtual community, in cui gente che magari non hai ancora mai incontrato di persona, ti da con i suoi messaggi un po' di affetto che va a coprire le carenze che ti porti dentro.

Ringrazio qui, nel mio intimo blog, tutte le persone che carinamente mi hanno fatto gli auguri. Oggi non corro.

Domani si ricomincia, e stavolta sul serio.

Alla prossima

 

Martedi, 9 Ottobre 2007

SORBOLE...MA DOV'E' TORBOLE?

E' appena trascorsa la mia prima settimana a km ZERO!!! I lavori in casa e gli impegni di lavoro mi hanno impedito di trovare tempo ed energie (fisiche o mentali) per andar a fare anche soli 100mt di corsa...non mi era mai successo.

Da ieri per lavoro sono a ncora ad Arco, in Trentino. Ci rimarrò fino a mercoledi, dunque provo, lontano dlla famiglia (sigh!!!) e dai lavori in casa (yeah!!!) a riprendere le buone abitudini. Dopo una giornata intensa di lavoro e quasi 400 km in macchina, decido che si può provare a corricchiare alla ricerca di un nuovo percorso. Infilo scarpette, mi fiondo giù dall'albergo e parto alla riecrca di Tòrbole, frazione - mi dicono-  tra Arco e  Riva del Garda. Percorro una ciclabile frequentata da podisti e ciclisti, costeggiando il fiume Sarca che - mi dicono - si riversa nel lago di Garda, in località, appunto, Tòrbole.

Pronti via, l'astinenza da corsa mi regala buone sensazioni mentali e fisiche, ma dopo 10' di corsa mi accorgo che ho un passo euforico troppo sostenuto; mi dico, vabbè ci siamo quasi, arrivo a Tòrbole e torno indietro, che sarà mai, spingo ancora un po'...e ancora un po' e ancora un po'...risultato: dopo circa 25', di Tòrbole neanche l'ombra, e allora mi decido a tornare indietro per chiudere in un 3/4 d'ora di corsa dignitosa. Ma, ovviamente, le sorprese non finiscono. Mi sento improvvisamente svuotato di energie, e mi produco nel mio più classico degli allenamenti: parto per fare un "progressivo rigenerante" e finisco per fare un "regressivo deprimente", ovvero rallento il ritmo anzichè aumentarlo nella seconda parte dell'allenamento, a prescindere dalla sua lunghezza. Non ci sto, e allora provo ad alternare 2' di corsa veloce e 1' di corsa lenta, per provare la sensazione di aver le gambe che sanno ancora spingere copn brillantezza. E così, di questo passo, arrivo in albergo stanco, affaticato, ma appagato...

Dopo 7 giorni di stop forzato, ho ripreso a correre, ora spero di tornare presto ad una condizione dimenticata.

Alla prossima

 

Lunedi, 1 Ottobre 2007

BIS DI SALAMELLA E ALLENAMENTO

Una settimana, la penultima spero, di sbattimenti per i lavori in casa (definirla un cantiere aperto renderebbe meglio l'idea) mi ha impedito di correre. L'unico "spazio" l'ho trovato domenica per correre con Daniele e Max una mezza maratona ad Inzago, iniziata come tapasciata, ma poi avendoci appioppato il pettorale per una contestuale competitiva, terminata come una vera competitiva con tanto di progressione finale, che ci dice senza esitazione alcuna che col fresco stiamo rinascendo e la condizione di ognuno di noi sale!

Al ristoro finale, spettacolarissimo panino con salamella alla brace (richiesto ed ottenuto il bis) innaffiato con un bel bicchiere di vino rosso... Ma fosse finita lì!

Con un bel pancione pieno, vado a pranzo a Cambiago dai miei cognati, e lì, un cognato alle prime armi con la corsa mi propone di accompagnarlo per un giretto tranquillo e non troppo lungo nella campagna lì intorno. Alla fine saranno altri 7 km a passo di defaticamento.

Pranzo, pomeriggio devastato dalla stanchezza e soddisfazione per il mio primo bis (oltre a quello della salamella) di allenamento nella stessa giornata.

Spero nella settimana appena iniziata di poter distribuire meglio i chilometri e riprendere finalmente con qualche lavoro di qualità. L'inverno è a due passi, non ho più l'alibi del caldo.

Alla prossima

 

 

Lunedi, 17 Settembre 2007

           .......SORPRESA!!!

Che spettacolo 'sta Brigata! Ma soprattutto... che sorpresa, 'sta Brigata!

Ho scelto questa foto come simbolo di una sensazione che credo ognuno di noi avrà provato, in momenti diversi, in questo primo anno di vita della BRIGATA TAPASCIONA: Antonio guarda nella busta e ne riceve una gran sorpresa (gradita?...ma sì...sono certo di sì, l'ha gradita, anche se prova a far credere a tutti che non è contento!) 

E' una gran bella sorpresa quella che fanno ad Antonio regalandogli una partecipazione ad una maratona che neanche si sognava di fare!

E' una gran bella sorpresa la maglia che ci viene regalata come segno di appartenenza ad una magica compagnia, la compagnia della Brigata Tapasciona!

Ma è una gran bella sorpresa che tante persone, diversissime tra loro per provenienza geografica, età, sesso, comportamenti, atteggiamenti, ecc. si ritrovino in quel di Parma (nessuno di noi è di Parma, dunque ognuno di noi ha mosso il sederino per andarci ed incontrarci, e questo a mio avviso dona maggior valore alla cosa!) per correre insieme,  per mangiare (vero Antonio?) insieme. Per trascorrere una giornata insieme.

La sorpresa è vivere e conservare, portandosele nel cuore, le immagini di sorrisi, di sguardi, di abbracci, di strette di mano...

 Il resto...la corsa come ognuno di noi l'ha vissuta, il ritorno di Max ad un buono stato di salute e di forma dopo l'infortunio, il mio tentativo fatto con Daniele di migliorare il suo miglior tempo nella mezza, la simpatia dello Scianca, la compagnia di Alberto, la genuinità di Billy e Dani, la generosità di Roby, ecc. ecc. è tutto uno splendido contorno di una gran bella giornata.

Ne approfitto per ringraziare 3 persone su tutte:

1) Roby, per la sua volontà genuina di immortalare le emozioni.

2) Dani, per essersi prestata ad organizzare il ritrovo gastronomico (qui estendo il ringraziamento anche da parte di Antonio, che ha più di altri potuto apprezzare la buona cucina di Parma).

3) Max, e qui mi si permetta, non c'è bisogno di spiegarne i motivi.

Finchè riusciremo a vivere giornate così, le gare e l'agonismo potranno decisamente aspettare!

Alla prossima

 

Lunedi, 17 Settembre 2007

          CUORE, ANIMA E NUMERI

 

Domenica c'è stata la MEZZADIMONZA. A parte l'aver seguito un devastante consiglio di "Max Tapabluff Bertarelli" relativa alla zona in cui parcheggiare (a soli 3-4 km dalla partenza!!!) e il ritorno impetuoso del caldo, direi che è andato tutto bene.

C'era quasi tutta la Brigata Tapasciona, e una bellissima sorpresa: TapaDani è venuta da Reggiolo con marito Velociraptor Billy, e Max me l'aveva tenuta nascosta fino alla fine! Dani, finalmente ci siamo conosciuti!

C'erano Scianca e Giampi come spettatori, Gianluca al suo ritorno alle gare in splendida forma (termierà molto vicino al suo PB nonostante fosse come noi reduce dell'estate) e via tutto il resto, quindi Max, Antonio, Daniele, TapaMario, ecc..

Non avevo intenzione di vivere la competizione, ma di stare un bel po' di tempo in allegria. Ma siccome, PARECCHIO tempo in allegria siamo riusciti  a passarlo dal parcheggio fino all'autodromo, dove era situata la partenza, decido, dopo i primi 3 km dallo start, di allungare il passo rispetto al folto gruppone di amici. Mi sfugge Gianluca, ma era assolutamente imprendibile.

CUORE: ci metto del cuore per provare a tornare ad un passo decente, e il mio cuore è andato a mille per portarmi al traguardo con una sensazione di corsa e non di tapasciata!

ANIMA: La Brigata Tapasciona è l'anima di questa giornata, in cui persone di sesso ed età differenti si incontrano, vivono una giornata di sport, di serenità e di amicizia. Mi dispiace solo di non esser riuscito a salutarli tutti a causa dei mirei impegni familiari post-gara.

NUMERI: è passato un anno dalla mia prima mezza maratona, proprio qui a Monza, dove avevo chiuso in 1:57' la più lunga distanza da me mai percorsa. Quest'anno ci ho impiegato quasi 10' in meno, nonostante sia ancora lontano dalla mia miglior forma di 3-4  mesi fa, quando a Vigevano chiudi in 1:36'. Due settimane fa a Castelrozzone ho chiuso devastato dalla stanchezza in 1:53', a Monza domenica in 1:48', ma il mio pb dista ancora ben 12'. Non ho fretta. Tornerà (e spero senza ripensamenti) il fresco, poi il freddo, e per  allora sarò pronto (spero) ad affiancare al piacere delle corse in compagnia, anche il gusto dell'abbattimento di qualche vecchio PB. Fino a dicembre-gennaio sarò concentrato dunque sulla mezza e sui 10km.

Poi, da febbraio in poi...vedremo se mi riuscirà di programmare un bel sogno per l'estate....

Alla prossima

 

Giovedi, 6 Settembre 2007

            BENTORNATO FRESCO

Ieri sera è stata una giornata tra le più belle da quando corro! Per un paio di semplici motivi.

1) E' tornato il fresco, alle ore 19,55, quando ho calzato le mie scarpe, a Monza c'erano 18° 

2) Ho trovato il Parco chiuso per ordinanza del Sindaco a causa del forte vento, e quindi ho dovuto inventare un percorso che non avevo mai fatto prima.

Sono partito con canotta e pantaloncini, con un piccolo brivido di freddo, (sensazione a me ignota da mesi e mesi) ma con una grossa carica di energia. Per motivi familiari avevo poco tempo a disposizione. 35' per la precisione.

Allora mi sono detto: parto, faccio una ventina di minuti in questa direzione, seguendo la ciclabile e poi torno indietro con un passo più sostenuto, cercando di rientrare in 15'.

Bene. Il fresco mi ha subito parlato, e mi ha detto che del disagio del mese di agosto ieri non ha trovato traccia. Dunque ho dato vita ad un corto veloce nella prima parte, 30" di pausa e un corto velocissimo (per i miei ritmi abituali!) nella seconda. E così al "giro di boa", all'altezza del Gigante di Villasanta, ho invertito la direzione, ho incrementato la velocità di marcia, e  - se la sensibilità verso il ritmo è la stessa di sempre - seppur senza particolari riferimenti cronometrici o metrici, credo di aver corso gli ultimi 10' ad un ritmo attorno ai 3'30"-3'40". Dopo un mese di delusioni e di disagi, ho avuto la conferma che il caldo è stata la causa principale delle mie sofferenze.

Ieri con oltre una ventina di gradi in meno rispetto agli over 40° trovati nel Salento due settimane fa, ho liberato la mente, ho lasciato che le gambe girassero "allegre" e mi sono ritrovato in estasi, mentre mi sembrava di volare.

Bentornato fresco, ben ritrovato me.

Alla prossima  

 

Lunedi, 3 Settembre 2007

            PETTORALE 259

Eccoci qua! Che belli che siamo, eh?

4 dei tanti componenti della Brigata Tapasciona! Nell'ordine Daniele Verga (tapacognato), Mario Raffanini (tapamariolento), io (il panda), e il "Presidente" (runningmax, detto anche tapabluff).

Ieri con loro ma anche con molti altri amici della brigata e del sito podisti.net, abbiamo corso insieme la mezza maratona di Castel Rozzone.

Il che vuol dire ritorno al pettorale, battesimo dei gavettoni fatti e ricevuti, ma soprattutto una mattinata in grande e piacevolissima compagnia alla ricerca del divertimento e di una condizione atletica dignitosa. Non fosse stato per il caldo, sarebbe stato perfetto! Organizzazione certosina, percorso piatto.

Per me arrivo nella più tradizionale compagnia con RunningMax, in 1:53', praticamente "strisciando esausti" negli ultimi 3 km!

Che dire, personalmente la condizione atletica è molto più lontana dal tornare di quanto sperassi, ma considerando che l'anno scorso la mia prima mezza a settembre a Monza l'ho chiusa in 1:57', e poi a marzo ne ho fatta una a Vigevano in 1:36', ho buoni motivi per credere che ci si possa migliorare anche quest'anno.

Sarà il caso di mettermi in riga subito, perchè gli obiettivi per il 2008 sono piuttosto ambiziosi. Ma avrò modo di raccontarli più avanti.

Alla prossima!

 

Giovedi, 30 Agosto 2007

            MALCONCIO

Ieri sera mi sono "violentato". Mi porto addosso una stanchezza da alcune settimane che non mi permette di calzare le scarpe con il dovuto entusiasmo, ed ho da tempo la sensazione di aver perduto molta della forma costruita negli ultimi 3 mesi sulle salite del Trentino. Il caldo della mia stupenda terra d'origine mi ha portato via quasi tutte le energie che avevo in corpo.

Ma ieri dovevo provare a correre. Per vedere cosa è rimasto, almeno.

Risposta: ben poco: 5-6 giretti per un totale di 9km attorno alla stadio Brianteo di Monza e al Palacandy, mi hanno confermato che la buona condizione atletica è solo un bel ricordo. Media di 4'45" tenuta con una fatica fisica e mentale che non ricordavo da un anno, quando ho ripreso a correre dopo una  vita!

Ma l'importante è riprendere, pian piano, e il clima, considerando l'acquazzone di oggi mi dovrebbe aiutare. Domenica mezza maratona in compagnia della Brigata Tapasciona, che mi ha promesso un tempo relax di 1:50'. Speriamo di farcela. Mal che vada sarò tra amici, il che basta a darmi l'entusiasmo necessario.

Alla prossima

P.s.:Sabato ci sarebbe anche una Americana (non è una donna, è una gara) a casa del noto Luca Speciani....sono tentatissimo.... 

 

Lunedi, 27 Agosto 2007

            AGOSTO DI FUOCO

 

Un mese di ottimi propositi: l'intenzione era di alternare corsa, riposo e famiglia.

Beh, devo dire che mi è riuscita bene solo la terza cosa. Mi sono goduto un mese in famiglia tra Gargano e Salento, ma qualcosa non ha girato come doveva: il mio sonno e le mie gambe!

Sarà stato il caldo del Gargano (che tristezza correre tra l'odore asfissiante di fumo e cenere, in un panorama devastato da dementi incendiari) e l'umidità opprimente del Salento (alle 6 del mattino, lenzuola appiccicate alla pelle e auto bagnatissime) ma ho riposato poco e male, ho corso pochissimo e con sofferenza estrema. Difficoltà a respirare, a correre (ma anche a corricchiare a 5'/km per 5-6 km). Un pomeriggio addirittura un malore, pressione bassa e battito a 38!!!

Però ho fatto tanti bagni. Il mare meritava davvero.

Ieri sono finalmente rientrato a Monza. Ho trovato un clima accettabile e stanotte sono riuscito a riposare bene nel mio lettone di casa. Stamattina al lavoro (inutile dire che ho difficoltà a trovare il ritmo anche qui!) e stasera forse proverò a correre nel mio bel Parco di Monza. Speriamo bene. Le sensazioni che mi porto dietro sono pessime. C'è anche scappata un garetta, la stracittadina di Lido Marini, 2 giri da circa 5km, corsa con circa 40°. Una penosa performance, 47° su 150 partecipanti, 13° di categoria, ma un pessimo passo di 4'29"/km. All'arrivo ho mangiato 4 pesche (io che non mangio frutta!) e bevuto 2 lt. di acqua.

Oggi la mia principessina non è a Monza con il papino e la sua mamma, ma è a Vieste dai nonni. Le scuole sono  chiuse e dunque sarà lì ancora per due settimane. Ma io ne sento già molto la mancanza.

...mi vedrò costretto a correre per non pensarci. Sperando di riuscire a fare l'una e l'altra cosa. 

Alla prossima

 

Mercoledi, 25 Luglio 2007

                                            FATTO!

                                   

Non mi piace lasciare le cose in sospeso.

Stamattina alle ore 5,00 sveglia in punto prendo una canotta, una t-shirt e un paio di maglie a manica lunga e vado in auto a  Bolognano, da dove partirò per un allenamento verso il  monte Stivo, quota 2020 s.l.m.. Circa 1300 mt. sopra i tetti dell'Eremo di San Giacomo, abituale meta dei miei allenamenti sulla montagna tridentina.

La settimana scorsa non ero riuscito ad andare fino al rifugio per mancanza di tempo del mio amico Ben. Ci eravamo andati vicino, ma soprattutto eravamo partiti da 1200mt circa, con un dislivello e un chilometraggio decisamente ridotto rispetto all'allenamento che mi metto in testa di completare oggi.

E oggi non ce n'è di scuse! Devo partire dal BASSO e arrivare in ALTO. Costi quel che costi!

La meta è il Rifugio Marchetti, che si raggiunge dopo circa 18 km, molti su asfalto e tornanti vertiginosi, e dopo aver affrontato un dislivello di circa 1900mt. Per un totale tra andata e ritorno di circa 36 km. Non  ho mai superato i 23 km, e comunque sempre su percorso pianeggiante o sui colli della Brianza, dalle mie parti.

Oggi schiatto, mi dico! Va bene, schiatta pure, ma arrivi lassù, e poi torni giù. Punto e basta.

DETTO....FATTO!

(Tra il dire e il fare, qui c'è di mezzo ...il monte, e circa 2000 kcalorie perse!)

2 ore e 40' per l'ascesa e ben 2 ore e 10' per la discesa, lenta, a causa di un dolorino al ginocchio sinistro. Dei 36km, 8 km sono su sterrato con massi di ogni tipo e dimensione (ci è scappato anche un calcione involontario che mi ha rotto un'unghia!).

Ma giunto in cima, al Rifugio Marchetti ho goduto 5 volte:

1) mi sono seduto

2) ho mangiato una fetta di crostata

3) ne ho mangiata un'altra (che buona)

4) ho bevuto un bruleè alle mele, arance, e aromi vari. Caldo, perchè ero infreddolito (mentre nelle stesse ore il mio Gargano drammaticamente brucia, con una temperatura di oltre 20° superiore a quella del Monte Stivo!)

5) il panorama è incantevole. Si vedono un paio di Monti che mi dicono essere alti 3500 mt., coperti di neve, che quasi la tocchi. Si vede il Lago di Garda. Tutto. Dall'inizio fino alla fine. Che spettacolo!!!

Torno giù, per rientrare al lavoro, ma noto che la mia panza fa i "capricci". Mi costringe a fare diverse soste per provare a scongiurare ed esorcizzare l'incombente rischio dello squarau fertilizzante per i boschi, ma...dopo  un po' devo fare la ... "sosta tecnica". Non posso proprio farne a meno. ...per fortuna ho dei fazzolettini con me. La cosa era già successa una prima volta nel parco di Monza mesi fa ed ho imparato la lezione.

Ma  la "carta magica" del mitico ZIO, pur non avendola ancora provata, sono sicuro, dev'essere tutta un'altra cosa!

Rientro in albergo, doccia, stretching e...al lavoro, con qualcosa in più nel cuore, e qualcosa in meno nella panza, da poter raccontare.

Alla prossima

 

Domenica, 22 Luglio 2007

            IL PANDA, LO ZIO E LO STAMBECCO

               

Letto così sembra il titolo di una storia di Topolino, o di qualche altro fumetto della Disney. E già che un vignettista vero c'è tra i personaggi citati. E' un signor atleta, è un tipo in gamba, ed una gran brava persona.

E' lo zio, alias Marco Terraneo, col quale mi do appuntamento stamattina ad Erba alle ore 6,45, per andar a recuperare insieme un suo amico, tale Marco in arte Stambecco (un nome un programma!!!) e partire alla volta di Rasura, in Valgerola, dove si disputa la Rasura Bar Bianco, corsa in montagna.

Alle ore 9,30 è prevista la partenza, ma arriviamo con largo anticipo, dunque si fa in tempo abbondantemente a riscaldarsi, a fare qualche bisogno tecnico-fisiologico (l'aria di montagna stimola) e addirittura ad improvvisarci (complice lo Zio) fornitori ufficiali per gli atleti che risulteranno sul podio a fine gara, di quel bene indispensabile in momenti "delicati": la carta igienica!

Prestiamo della carta igienica per un improvvisata scenetta nei prati a degli atleti che poi giungeranno PRIMO e SECONDO al traguardo, dopo aver dato del fertilizzante naturale ai prati di Rasura, mentre amici immortalano con una digitale il loro "atto glorioso"!

Quasi quasi la prossima volta la faccio anche io nei prati, Zio non dimenticarti la carta! E che sia la stessa marca di oggi!

In realtà i primi della classifica sono dei signori atleti, che i 5,750 km li corrono tutti d'un fiato (mentre la maggior parte degli altri, ovviamente me compreso, camminerà molto, non riuscendo a correre su pendenze proibitive) su un dislivello di circa 700 mt.

Fa caldo, vado in crisi prima della metà gara, e mi passano davanti signore "culone" (è un'espressione affettuosa, nessuno si offenda), signori baffoni attempati, ragazzine e così via. Sono alla ricerca continua di fontane e fontanelle, per improvvisare copiose docce in un giorno che si preannunciava come tra i più caldi dell'estate, con un tasso di umidità significativo. E io ho le gambe totalmente imballate dalle ultime uscite, tutte in montagna!

Arrivo in cima dopo circa 50' o poco più, con un distacco eterno dai miei compagni di viaggio, ma con la soddisfazione di chi prova ad affrontare sfide sportive non alla propria portata, con lo stesso spirito di chi mi precede (moltissimi) e di chi mi segue (pochini). Tutti accomunati dalla passione per la corsa in natura, la corsa in montagna. Pochi mesi fa non avrei mai pensato di fare gare in montagna. E ne ho fatte due in una settimana.

Vuoi vedere che prima o poi ci scapperà anche la prima maratona?

....Naaaaaa

Alla prossima

 

Venerdi, 20 Luglio 2007

           CAPRIOLI ALL'ALBA

                

Finalmente a casa. Dopo una settimana in Trentino sono appena rientrato a Monza. Un po' di coda in autostrada, una bella dose di caldo in casa che era chiusa da giorni, un salto all'Esselunga a comprare qualcosa da mangiare, un rapido pranzo e poi di nuovo al lavoro. E pensare che stamattina, in concomitanza con la mia 2nd lesson of English di corsa in altura, a 760 mt., nei pressi dell'Eremo di San Giacomo sul Monte Stivo, lo scenario alle 5,30  era questo: un bel capriolo, che dopo aver visto me e Ben, il mio friend&teacher, è scappato ed ha raggiunto un suo simile, un secondo capriolo suo "compagno di fuga", per poi sparire nel folto bosco. 

Intanto da stamattina mi pare stia crescendo la condizione atletica specifica per la corsa in montagna: fatico meno in salita rispetto a qualche giorno o settimana fa, e addirittura mi capita di staccare Ben sul tratto più ripido. Ben che, alla Bolognano - Velo, in cima,  mi aveva dato 3 minuti di distacco.

Ma poi lo aspetto, mi raggiunge e continuiamo insieme l'allenamento, per un totale di circa 13 -14 km.

Mi soffermo e  ripensando alla facilità di corsa dei 2 caprioli mi dico:

"Questi due sì che avrebbero fatto il podio alla Bolognano - Velo!!"

Alla prossima

 

Giovedi, 19 Luglio 2007

           ENGLISH LESSON TO THE MONTE STIVO

                     

Iniziamo col dire "per fortuna".

Per fortuna Ben, il mio amico inglese, stamattina non aveva molto tempo. Non ne aveva a sufficienza per provare a fare quello che avevo in mente. Che mi sognavo di poter fare. Che probabilmente non sarei riuscito a fare!

Ore 5,40 del mattino. Dopo aver contrattato, decidiamo (...decide) di portarci da Bolognano sino al passo Santa Barbara (mt 1200 circa s.l.m.) in macchina. Lungo il percorso noto che ci sono solo 15° C, 20° in meno rispetto a ieri sera. Intanto, quasi investiamo un capriolo, ma arriviamo in pochi minuti all'area parcheggio. Da lì si parte per la vetta del Monte Stivo. Quota 2000 mt, sarà il mio personal best!

Il patto, vista la delusione che Ben mi procura, è che ci arriveremo parlando in inglese, non in italiano, così ne approfitto per perfezionare (sarebbe meglio dire re-imparare) la lingua.

Ben, 29 anni,  mi racconta che due anni fa ha fatto la guida turistica in un campo estivo con 15 olandesi per 3 settimane sopra i 3500 mt. L'anno scorso ha fatto vacanza da solo camminando e correndo per 700km tra la Francia e la Spagna. E' appassionato di storia, conosce il luogo, e così mi mostra una trincea della Grande Guerra lungo il percorso. Affascinante e suggestivo scenario!

Ma l'intero scenario complessivo di cui si gode è ovviamente splendido, il terreno ancora (ahimè!) troppo roccioso, e ai 2000 mt ci arriviamo, in un modo o nell'altro, ancora troppo sbilanciati sul cammino rispetto alla corsa. In poco meno di un'ora. Dalla cima, mi dice, nelle giornate più limpide si vede addirittura Venezia. Abbiamo il tempo di fermarci sulla costa occidentale del Monte Stivo, poco distante dal Rifugio Marchetti e dall'osservatorio. Condividiamo lo spazio con due cani randagi un po' troppo incazzosi e minacciosi, un escursionista, una mandria di cavalli e mucche lasciati liberi di pascolare.

Sono quasi le 7. E' tardi per Ben! Deve scappare al lavoro. Ci buttiamo allora a velocità folle per una scorciatoia la cui pendenza e la cui percorribilità vi lascio immaginare.  I quadricipiti urlano di dolore, le ginocchia piangono, le mosche cazzutissime d'altura mi inseguono su un terreno dove devo fare slalom tra merde grandi quasi quanto un monolocale milanese, tante buche e moltissimi sassi. Risultato, anche oggi...cado! 3 volte! Per fortuna non sulle maxi-cacche! Ben mi ripete: "Danielo....you often slip" (...più o meno "scivoli sempre! eccheccacchio!!!")

Arriviamo in poco più di venti minuti all'area parcheggio. Sono stanco, ma domani voglio correre ancora! Ben ci sentiamo stasera?

Gli dico "If we're not so tired we can organize for tomorrow morning".

Mi dice "It's ok"! ... Mi rimane un dubbio: avrà capito cosa gli ho detto?

See you to the next time!

 

Mercoledi, 18 Luglio 2007

            LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

 

Ieri mattina sveglia all'alba e giro "turistico" tranquillo attorno ad Arco, puntatina sulla cima Colodri a quota 400mt. per assaporare il morso ai quadricipiti e ripagare lo sforzo grazie al bel panorama sul lago; poi  passaggio su un sentiero di sassi di ogni ordine e grado (che dolore ai piedi!) e rientro dopo 1 ora e mezza circa.

Stamattina: riposo! Mi sono svegliato alle ore 5,10, ma le gambe mi hanno sconsigliato di andare a correre. D'altronde i "guru del running" suggeriscono di ascoltare i messaggi del corpo. Fatto. Mi giro dall'altra parte e dormo fino alle 6,30.

....Ma la foto che vedete qui sopra è il traguardo che domattina, a partire dalle ore 5,30 punterò e cercherò di raggiungere.

Si chiama Monte Stivo, altitudine 2059 metri.

Tra un'ora mi incontro con Benjamin, un ragazzo inglese che fa arrampicate e corsa in montagna e che ha corso con me la Bolognano Velo. Con lui pianificheremo la "cazzata" di domani mattina. 20km circa di salita con dislivello di 2000 mt! E 20 km di discesa! Totale: quasi una maratona (mai fatta!)

La sfida mi intriga da matti: non sono mai andato oltre i 23 km in pianura e non sono mai andato oltre i 1170 mt di altitudine nella mia vita. Il dislivello massimo mai affrontato è pari alla metà di quello che coprirò domani.

Se domani non leggete di me, si prega di mandare qualcuno a  recuperarci lassù. Grazie.

Alla prossima

 

Domenica 15 Luglio 2007

            PRIMA CORSA IN MONTAGNA

 

La mattina inizia in modo anomalo… ore 7,40, colazione appena fatta giù in albergo, torno in camera indosso completino da gara e…. ogni volta che provo ad uscire dall’albergo per recarmi sul luogo della partenza, devo tornare sui miei passi e …. fare una scappata in bagno! Lo faccio una prima volta, una seconda, una terza e…addirittura una quarta. Questi "numeri" sono per me usuali in una settimana, forse anche in una decina di giorni! Non certo in una manciata di minuti!!!

Sarà l’emozione o quel che ho mangiato ieri sera? Bah, vedremo in gara...

E’ il 15 luglio! Giorno della Bolognano – Velo, e si corre non distante da Arco di Trento. E’ la mia prima corsa competitiva in montagna. E’ il giorno della mia Bolognano-Velo...

Giungo alla partenza alle ore 8,30, ritiro il pettorale e noto che la giornata si preannuncia calda. Molto calda. Circa 30°!

Do un’occhiata ai volantini delle prossime gare locali, per decidere quale sarà il prossimo appuntamento, ma poi mi concentro sulla cartina altimetrica del percorso che coprirò oggi dalle ore 10.

Un lungo riscaldamento, e incrocio un giovane ragazzo Keniano (che vincerà la gara) e Molinari, quarantenne mai domo, pluricampione europeo e mondiale. Ne approfitto per fare un po’ di stretching di fianco a loro, e nell’occasione osservo da vicino questi campioni: entrambi hanno muscoli in apparenza inesistenti, corporatura snella, atteggiamento rilassato, per nulla teso, e comportamento assolutamente normale. Non se la tirano affatto. Anzi. E la cosa, confrontata con i campioni di altri sport, mi sorprende piacevolmente.

Il direttore di gara fa la "spunta" dei presenti, ore 9,55.

Alle ore 10, come previsto, con estrema puntualità, il "bang" del VIA!

La Bolognano-Velo prevede un percorso durissimo che dai 130 mt s.l.m della partenza, conduce a quota 1700 mt. in 9630 mt. con un dislivello di oltre 1000 mt.

Avendo studiato con attenzione la cartina, decido di dividere mentalmente la gara in 3 tronconi:

A) i primi 2km al 4% di pendenza,

B) circa 3 km di sentiero con pendenza media del 26% (e punte oltre il 30%!!!),

C) 3km al 4% in cui l’ultimo km ha una pendenza del 13% circa.

Bene! Amministro le energie nel primo troncone, in cui facciamo un giro all’interno del desolato ma bel paesino, Bolognano. Mi tengo in coda al gruppo con la sensazione volutamente forzata, di sentirmi "sotto-ritmo", per potermi permettere di scaldarmi ben bene e poi provare nel temutissimo troncone B a verificare se le mie vecchie doti di ciclista scalatore (di oltre 12 anni fa!!!) sono confermate anche nella corsa in montagna. E qui arriva la prima sorpesa! Dobbiamo tutti (almeno quelli che riesco a vedere, ma sono quasi tutti) scordarci di poter "correre". Qui è d’obbligo camminare, neanche tanto veloce, e in alcuni punti mi sembra si sfiori "l’arrampicata"!

Il sentiero terribile che va su sino alla Chiesetta di San Francesco è sterrato, d’un terriccio morbido sui lati, roccioso scomposto nel centro. Bene! Cioè…male! Qui dopo aver recuperato alcuni atleti - mi pare con soddisfacente slancio - scivolo una prima volta. Mi rialzo, cammino sguardo basso alla ricerca degli appoggi sicuri e dopo alcune centinaia di metri, le mie Mizuno "slickissime" mi fanno scivolare ancora. Prima che finisca il sentiero scivolerò ancora due volte. Totale: 4 scivolate, quante le volte che son dovuto scappare in bagno stamattina. Pareggio! Spero che se ci debba essere un vincitore, vinca "la scivolata" e non il "bagno". Non sarebbe davvero uno spettacolo decoroso!

La seconda sorpresa è che non mi fanno male le gambe, non sono a corto di fiato, ma ho una stanchezza muscolare nella zona lombare, dove muscoli non credevo neanche di averne! Il mal di schiena mi costringerà a fare diverse soste, in cui noto che il battito cardiaco fatica a scendere sotto le 165 pulsazioni. …da fermo! E 165 sono le pulsazioni medie registrate correndo nella gara in cui ho ottenuto il mio personal best sui 10.000, in 41’ circa.

Inizio a pensare…è tosta la Bolognano-Velo! Azzo se è tosta!

Il troncone B, con le sue proibitive pendenze comincia a sembrarmi troppo lungo, infinitamente lungo. Ma non dovevano essere 3 km? Ora mi accorgo che iniziano a lamentarsi anche le mie gambe, mentre con mia sorpresa resta decente l’affanno. Ma le gambe bruciano di stanchezza. Ho camminato sì , ho corso poco, finora, ma le gambe e la schiena fanno davvero male! Ma testardo e caparbio, continuo a recuperare alcune posizioni. Dopo circa 7 km alla fine del troncone B, trovo finalmente il ristoro e lo spugnaggio. E’ il secondo, ma il primo è stato una vita fa, già non me lo ricordo più! Ci sono circa 30°C , corriamo da oltre un’ora, ed il panorama, qui al ristoro è invitante. Siamo in un posto bellissimo. Ad un’altezza che mi sembra elevatissima. In realtà siamo a circa 950 mt s.l.m. Bevo 5 bicchieri d’acqua, uno di the, mi rinfresco con 4 spugne, e mi godo il panorama. Me lo guardo e me lo osservo! Scruto in lontananza scorci d’un paesaggio nitido che si staglia nella Valle del Sarca, a nord est del lago di Garda. E così, non me ne accorgo, sto fermo oltre 2-3’! …che sarà mai! E’ la mia prima corsa in montagna! Ma intanto mi hanno superato credo una decina di atleti. Gli ultimi km sono sulla carta decisamente corribili ma, terza e ultima sorpresa….non ho più energie!!! Quando provo a correre, dopo aver tanto camminato, mi accorgo che sono in crisi! Caldo, fatica e altitudine mi portano giramento di testa, fischi alle orecchie e debolezza. Ed ho fame! E che fame! Non vi sono dubbi! Sono nel pieno di una crisi. Sensazioni simile le avevo provate tanti anni fa in un allenamento in bicicletta. Allora mi ero dovuto fermare in una casa, per elemosinare un tozzo di pane ed un pezzo di formaggio, per poter rientrare a casa!

Il troncone C, in cui avrei voluto spingere per recuperare ancora posizioni fino alla fine, mi si presenta come un calvario. Sembra che non abbia forze neanche per superare un paio di ragazze che sul sentiero finale corricchiano e canticchiano allegramente! Beh, va bene la crisi ma questo mi pare troppo. Raccolgo le ultime energie (quali?dove?...non ne trovo!!!) e provo l’ultimo strappo. A questo punto dovrebbero mancare poco più di mille metri. Mi fermo. Cammino, Sento le voci del pubblico al traguardo, ma non vedo il traguardo. Riprendo a correre. Mi rifermo e cammino ancora. Sento la voce dello speaker e intravedo, finalmente il gonfiabile….sprint irrinunciabile da ex pistaiolo velocista (che si ostina a voler fare brutte figure su distanze lunghe), il che produce un "ingiustificabile" entusiasmo nel pubblico presente. Applausi e incoraggiamenti. Ma "de che?" Dietro credo ci siano davvero pochi atleti …chiudo in 1 ora 24’ e 40". A circa 30’ dai primi, molto più vicino agli ultimi.

Corro in montagna da un mesetto circa e mi piace molto. Mi esaltano le salite, mi piace andar su e godermi il meritato panorama, il silenzio, la natura. Mi piace "correre" in montagna. Ribadisco, "correre".

Ma oggi, francamente, mi rimane un grosso rammarico. La cosa che proprio non mi va giù è che oggi si sia corso davvero poco. Per due terzi personalmente ho camminato e ho visto camminare (e arrampicare). Non tanto per le pendenze, ma per il tipo di terreno friabile e sconnesso. Forse è tipico delle gare in montagna (d'altronde le conosco così poco), o forse siamo "scarsi" io e miei vicini di classifica. O, probabilmente, entrambe le cose.

Devo però concludere il mio racconto ammettendo che la manifestazione è stata organizzata con estrema precisione, massima cura e attenzione ai dettagli, e il pasta party finale rende merito ad una corsa che per l’anno prossimo mi sento di consigliare a tutti. Tranne che a me.

Alla prossima.

 

Venerdi 13 Luglio 2007

                    A CHE ORA APRE IL PARCO?

                                   

Stamattina sveglia forzata alle ore 5,00!!!

Mia moglie ieri è risultata vincitrice di un concorso e verrà assunta a tempo indeterminato. Urrà!!!

Siamo andati in pizzeria a festeggiare, poi 4 passi in centro a fare dello shopping in una Monza che al giovedì sera d'estate tiene i negozi aperti fino alle 23. Incontro TapaMax e il Tapacognato, anche loro sotto il torchio dello shopping delle mogli, faccio 4 chiacchiere con loro, e poi via a casa a riposare. Non sapendo che per mia moglie la vera festa doveva ancora iniziare!!!

Ore 5, dicevo,  mia moglie è già in fibrillazione ed è ancora felice ed emozionata per il risultato del concorso: si sveglia, mette la radio a palla e comincia a pulire casa a suon di musica!!! ...alle 5 del mattino!!!

Mi giro e mi rigiro nel letto fino alle 6, poi quando mi accorgo che non è possibile dormire per il volume della radio, immagino che tra un po' verranno i vicini a "cantarcele". L'idea non mi aggrada.

Sveglio son sveglio, allora tanto vale mettersi in movimento!

Infilo scarpette, pantolancini e maglietta rossa (omaggio della "Lesmo in Strada" dello scorso 16 giugno).

Via per il centro di Monza, voglio proprio vedere se è vero che il Parco più grande d'Europa apre alle ore 7,00. Ha qualche decina di entrate, non riesco proprio ad immaginare che in sincronia perfetta tutte vengano aperte alle ore 7,00, come recita il cartello su ognuna di esse. Scommetto che alle ore 6,30 qualcuna già è pronta ad accogliermi! Procedo verso il centro della città, svuotata rispetto alla serata di ieri, e mi dirigo sulla Via Lecco per provare ad entrare da lì nei sentieri del Parco....Sorpresa!!! Il parco è già aperto. E allora via, ne approfitto, faccio un giretto tra i boschi, il sole inizia a salire sopra i tetti più bassi della città, i raggi passano tra gli alberi ma non scaldano ancora tanto, l'aria è frizzante, l'atmosfera è semplicemente incantevole. Benedico la mia salute che mi permette di correre e vivere nel pieno benessere queste esperienze.

Passo il ponte romano delle Grazie, corro lungo il Lambro, intravedo il retro della Villa Reale, i suoi bellissimi giardini, ma mi accorgo che sono quasi le 7. E' già ora di rientrare. Esco dal Parco, c'è giusto il tempo per un passaggio sulla Via Gallarana, dove solitamente faccio le mie ripetute sui 500mt. Guardo il cronometro e mi accorgo che vado ad un passo di 4'50"/km...ed io che credevo di essere su un ritmo di 4'10"!!! L'aver corso nelle ultime settimane poco e senza precisi riferimenti cronometrici ne kilometrici mi ha fatto perdere velocità e sensibilità nel rilevarla. Non ne faccio un dramma, ma sento il bisogno di fare uno sprint di 300 mt finali per chiudere con delle sensazioni positive. Oggi è l'ultima uscita in previsione della mia prima gara in montagna. Domenica, mi aspetta la Bolognano - Velo, in località Arco di Trento. 9,6 km, pendenza media 15%, in cui  3km  sono con una pendenza del 26%.

La vedo male...mi vedo male...ma non vedo l'ora!

Alla prossima   

 

 

Giovedi, 12 Luglio 2007

                    CHI NON CORRE IN COMPAGNIA.....

               

                        (da sinistra: Daniele, Antonio, Max, Gianluca e Danilo. Foto di Fabio)

Ieri sera, ore 19, nonostante il gran mal di testa non resisto alla tentazione di andare a correre in compagnia. Squilla il telefono, Max mi chiede "allora, cosa hai deciso, vieni o no?"

Un attimo prima mi sentivo svenire per il mal di testa, un attimo dopo sono in macchina in direzione casa di Max, con canotta, pantaloncino e scarpette da running. 

Di nuovo al Parco di Monza, di nuovo con RunningMax. Ovviamente, nel parco non è una impresa ardua, cambiamo percorso, correndo per un'oretta tra sterrato e asfalto. Soffro come una cane per l'attacco della cefalea/emicrania/cervicale (???), ma porto a termine una seduta di allenamento di una decina di km che mai sarei riuscito neppure ad iniziare se fossi stato solo.

E noto con gran piacere che il tapabluff (RunningMax) sta recuperando energie, morale e salute. Corre ancora un po'  pianino, ma sta benone. Ed è quel che conta veramente.

Continuo, nonostante corra da molto tempo a stupirmi di come la corsa fatta con uno o più amici sia cosa completamente diversa dalla corsa solitaria. E' una banale osservazione, ma provare la differenza mi da ogni volta grandi emozioni.

E dunque alla Brigata Tapasciona, a cui mi fregio di appartenere, dedico questo post, invitando i personaggi in foto e gli altri adepti a tornare a correre presto tutti insieme, come non capita da tempo. Le tapasciate invernali - si osservava ieri chiacchierando mentre correvamo con Max, - ci mancano da morire. Il clima spensierato, che contrastava col freddo a volte gelido e con gli orari assurdi delle partenze, riscaldava gli animi e ci concedeva attimi prolungati di serenità, benessere e divertimento.

Oltre ogni record personale, oltre ogni ripetuta, oltre ogni gara tirata...che idea  magica, la Brigata Tapasciona!

Alla prossima.

 

Domenica, 8 Luglio 2007

Ed alle 7.20 spaccate io esco dal cancelletto d’ingresso di casa mia.

Pochi passi verso sinistra fino alla piazzetta della Posta e Danilo è lì, appoggiato
alla macchina che mi aspetta sfogliando un volantino.
Sono pochi passi che ci separano, ancora qualche attimo e partirà il mio saluto
che, come sempre, è un incrocio tra una battuta ed uno sfottò.
Eppure in quegl'istanti quante cose che mi passano per la mente.
Io classe 1954, Danilo 1973: non è poi tanto forzato pensare che potrebbe essere mio figlio.
Io partecipante alla rivolta giovanile del ’69, poi quando lui nasceva già lavoravo.
Quanta diversità nelle nostre vite (io padano doc, o meglio milanese dei navigli) e lui foggiano.
Io ragioniere, lui laureato.
Mi chiedo: ma cosa può mai unire due persone con cosi tante differenze? La risposta è semplice.
Uno sport. Il sito di Podisti.net. Nei post e nella mini chat della vecchia piattaforma cominciammo a dialogare insieme. Poi un giorno saltò fuori che abitavamo entrambi a Monza, addirittura ad 1 km di distanza.
Ricordo ancora con grandissimo affetto la prima volta, ad Ottobre dell'anno scorso, che ci siamo incontrati.
Appuntamento al parcheggio (del Parco) di Villasanta, io e Antonio che in gran segreto stavamo preparando la nostra maratona di Firenze lo vediamo arrivare sul suo scooterone, mi passa davanti e mentre sta ancora guidando mi da il cinque, le prime parole che sento con quella sua simpaticissima inflessione “terronica”. Quella prima corsa insieme per conoscerci, lo stupore di Antonio che alla fine mi dice: “Max ma dove l’hai trovato? Potrebbe essere nostro figlio e si diverte a venire a correre con due come noi?”.
E’ la magia di questo sport che sa abbattere tutte le barriere culturali e sociali, che sa creare aggregazione, che fa nascere amicizie come mai le hai avute.
Da quel giorno Danilo non mi ha più mollato, io non l’ho più mollato e quella magia che ci mancava da un po’ stamattina si è ripetuta. Proprio per esorcizzare brutti ricordi oggi mi sono vestito come quel famoso 10 Giugno (il giorno meno 14 del mio calendario dell’evento): un giorno che mi ha segnato ma mi ha aiutato a crescere, ha marchiato a fuoco nella mia mente e nel mio cuore che grande regalo siano le vere amicizie, che mi ha fatto scoprire quali sono i limiti che d’ora in avanti non potrò più superare, che mi ha fatto amare ancora di più questo sport.
E stamattina senza accorgerci, sciolti, rilassati e felici d’essere insieme abbiamo corso chiacchierando per 1 ora.
Altri 60 minuti dedicati ad una bell’amicizia, i primi 60 minuti del mio ritorno alla (speriamo) normalità.
Ciao

(molto meno rompiballe di prima) Max

 

Domenica, 8 Luglio 2007

            NEL PARCO DI MONZA CON MAX

                        

Stamattina sveglia alle 6,50, appuntamento alle 7,20 sotto casa di Max, il noto RunningMax rompiballe del sito posisti.net, l'ideatore e l'anima del sito della Brigata Tapasciona (http://www.tapagambermax.altervista.org), il folle inseguitore del sogno della Monza-Resegone, ecc. ecc.

E' da oltre un mese - credo - che non ci vediamo, è da oltre un mese - se non vado errato - che non corro nel nostro bel Parco di Monza. E allora, stamattina è la volta giusta.

"Max, andiamo tranquilli tranquilli perchè le due gare di Biassono di venerdi mi hanno lasciato i segni. Ho le gambe a pezzi". Mi guarda come per dire "ma sei scemo?"...d'altronde lui è reduce di mille infortuni, ha ripreso a corricchiare da pochi giorni, dunque la corsetta a passo tranquillo dovrebbe essere garantita. E così sarà.

Un'ora per fare una decina di chilometri o poco più, su percorso misto sterrato, tra uccellini, leprotti e cornacchie.

In buona compagnia, chiacchierando amabilmente come da tempo non si faceva più. Lontano dai sogni svaniti, e lontano dalla prossime mete, sto riscoprendo il gusto di correre per stare bene, in salute e in allegria.

Alla prossima. 

 

Venerdi, 6 Luglio 2007

            PRIMA MIGLIO POI AMERICANA

Ieri sera a Biassono ho partecipato alla prima edizione di un trofeo che prevedeva il miglio e l'americana. Non avendo pretese e ben conscio che  entrambe le gare, a numero chiuso, avrebbero visto la partecipazione di fior fior di atleti italiani e marocchini, raggiungo Biassono alle ore 20,30 privo di una preparzione atletica adeguata, privo di cronometro, ma colmo di entusiastiche aspettative per una serata di atletica che si preannuncia spettacolare. E qui incontro e riconosco un amico di podisti.net, l'ottimo Nicolap, al secolo Nicola Pellizzari, col quale mi riscalderò in vista della prima gara.

Il miglio prevede 4,5 giri attorno ad una piazza nel pieno centro di Biassono. L'americana, per chi non la conoscesse, è una gara che prevede 30 giri da 250mt: si alternano un giro lento dietro una "safety bike" ed un giro veloce con tanto di campanella che preannuncia lo start. Alla fine del giro veloce l'ultimo della volata viene eliminato. Cosicchè ci si ritroverà in soli 5 atleti (certamente i più resistenti e i più veloci e i più scaltri) per un ultimo giro all'ultimo sangue!

Spettacolo puro dunque. E atletica di alto livello. Si pensi che verranno eliminati atleti abituati a primeggiare in molte garette classiche in strada.

Via alla prima gara. Ore 21. Mi sfianco col miglio (pur avendolo impostato ad un ritmo non elevatissimo per preservarmi per l'americana), ma mi diverto molto. Concludo 13° su 20, con un mediocre tempo di 5'46". Il primo, Brahim Chatoui, è giunto al traguardo con oltre un minuto di vantaggio su di me!!!

Mi diverto moltissimo invece, 10' dopo, partecipando all'americana. Scelgo, come già avevo fatto in una gara di cross quest'inverno, di dare tutto all'inizio, per godermi la gara dalle prime linee e provare il brivido di stare di fianco ai marocchini almeno all'inizio .... per poi schiattare poco dopo.

Avendo un discreto passato da velocista, la cosa più o meno mi riesce .

Primo giro lento, dietro la macchinina a pedali che tiene il gruppo compatto e tranquillo.

Poi campanella e via al giro veloce.

Tengo l'interno della prima curva, vengo spinto e sgomitato alla seconda curva, ricambio le  botte alla terza e cambio passo verso lo sprint che ci porterà più o meno compatti al traguardo del primo giro sprint. Reggo bene la prima volata in linea con i più forti, ben distante dall'ultimo posto. E via a casa il primo eliminato. Non sono io.

Giro lento per rifiatare, mi accorgo di sentirmi bene.

Campanella e via al secondo giro veloce. Non mi faccio sorprendere e addirittura detto io il ritmo dopo la seconda curva. Butto via tutte le energie, ma al traguardo ne ho solo uno davanti e gli altri 18 tutti dietro. Che goduria! ... e che illusione! Il sogno, non poteva che essere così, dura poco. Il prossimo giro la safety bike pensa male di farlo a ritmo sostenuto, volano bestemmie da parte di qualche compagno di corsa, mentre io non ho più neanche il fiato per incazzarmi.

Il giro successivo mi accorgo che ho le gambe fresche ma non il fiato, e il solo pensiero di dover proseguire in un questo vortice di giri lenti (si fa per dire) e sprint mi da la nausea. 

Il giro successivo l'atleta che deve andare a casa, difatti, sono io.

Mi consolerà  - a conferma dell'alto livello della gara appena conclusa per me - osservare che ai giri finali non arriveranno neanche atleti come Mininno e Maiorano.

Inizia la seconda fase del divertimento! Quello di veder ogni due giri, gli sprint di atletoni tra cui spicca su tutti Abdelhadi, con delle progressioni da paura. Faranno solamente da "comparsa" Nasef, Mokraji, Romeo, ecc.

L'organizzazione, giovane e inesperta, ha avuto il merito di organizzare una gara originale e spettacolare.

L'anno prossimo mi preparerò meglio, per poter fare almeno un paio di giri in più, al fianco di questi campioni.

Alla prossima.

 

Giovedi, 5 Luglio 2007

            LAGHEL - CIMA COLODRI

Domani a Biassono, vicino Monza la città in cui vivo, ho programmato la partecipazione a due gare serali: il miglio e l'americana. Gare che si preannunciano spettacolari perchè su un percorso cittadino da ripetere più volte, attorno ad una piazza e ad una chiesa, nel centro del paese.

Ma oggi sono in Trentino, ad Arco di Trento per la precisione, dove ultimamente alloggio per lavoro.

Dunque stamattina, contro ogni logica che suggerirebbe riposo o, al massimo, una sgambatina tranquilla, mi sveglio alle 6,00 infilo scarpe, canotta e  pantaloncino e mi fiondo in strada, puntando il monte Colodri, che mi guarda e ... mi seduce. Fuori ci sono 13°, fa un po' freddo, ma sempre meglio che soffrire il caldo.

Porto con me il cardiofrequenzimetro, per esser certo di non esagerare, ed inizio a salire verso il Castello di Arco, lungo una strada che mi porta ad un bivio. Il  Castello l'ho già visto, dunque scelgo la strada che mi indica "Via Crucis di Laghel". Il nome mi ispira e dunque procedo. Arrivo dopo circa 15' ad un Santuario della Beata Vergine di Laghel, e mi accorgo che sulla destra c'è un sentiero che si inerpica tra i boschi. Un cartello me lo segnala come "sentiero dei lecci". Leggo che nei primi del 900 l'Ing. Gianni Caproni, uno dei primi progettisti di aerei, aveva fatto piantare qui dei lecci per avere materia prima disponibile per costruire alcune parti dei suoi velivoli. La storia mi appassiona e mi convinco a procedere. Il sentiero lungo 850 mt, porta dai 220mt di altitudine ai 400mt, da cui si godrà di una vista panoramica eccezionale su tutta la valle. Arrivo in cima più arrampicandomi che correndo, tra rocce a sinistra a destra, sotto i miei piedi dolenti e con apparizioni varie di lecci, cipressi, pini austriaci, querce e caprini neri. Non manca un ulivo che sembra essersi smarrito tra questi alberi che, coi loro fusti slanciati, in media sono alti non meno di una dozzina di metri.

Ovviamente, per chi mi conosce sa che non è una novità, riesco come al solito a sbagliare strada. Me ne accorgo quando mi trovo davanti ad un muro, dopo aver percorso qualche centinaio di metri su un sentiero che facevo davvero fatica a riconoscere come tale. Allora torno indietro e seguo la segnaletica che avevo ignorato poco prima. Inforco un sentiero roccioso e praticamente smetto di correre ed inizio ad arrampicarmi, scivolando ogni passo con le mie Mizuno slickissime, che tengono poco anche sull'asfalto, figuriamoci qui dove ieri è venuto giù un acquazzone con i controfiocchi.

La fatica e la paura di cadere è ricompensata dalla preannunciata veduta sulla valle, la giornata è limpida, intravedo nitidamente ogni casa, ogni strada, ogni albero per diversi kilometri, fin dove la mia miopia mi permette di spingermi con lo sguardo estasiato. Giro sulla destra e mi accorgo che sotto di me, dopo il Castello di Arco, oltre il promontorio, si vede il Lago di Garda, che da Riva scende giù verso il bresciano.

Sulla Cima Colodri, a 400mt di altezza. Qui è stata impiantata una grossa Croce. Sotto di essa c'è una cassetta con dentro un libro, su cui la "community" degli amanti delle passeggiate in montagna lascia un segno, una frase, una scritta, un saluto. Lo sfoglio e mi colpisce in particolare una frase con grafia e sintassi semplice, tipica di un bimbo, o di una bimba:

"4 luglio 2007 Luca, Giorgia e nonno Tarcisio oggi siamo stati qui  la giornata è un po' nuvolosa ma abbiamo fatto una bella passeggiata ed era molto faticosa"

Il pensiero vola inevitabilmente verso mia figlia, che oggi  ad oltre mille km da me, è in vacanza con i suoi nonni, ovvero mia madre e mio padre. Li rivedrò a fine luglio, ma il mio cuore, armato di fantasia, monta sul velivolo fatto con i lecci dell'Ing. Caproni e dopo aver spiccato un salto dalla Cima Colodri, vola via e li raggiunge. A quest'ora certamente è già con loro.  Sarà per questo che il cardiofrequenzimetro non segna più nulla. Ma in realtà, anche oggi, non l'ho mai guardato.

Alla prossima.

 

 

 

Lunedi, 2 Luglio 2007

                                AL SETTIMO CIELO

 

                                   

 

Dovevo immaginarmelo che una volta disceso dal settimo cielo avrei rasentato la depressione. Procediamo in ordine.

Sono appena rientrato da un very long week-end, nel senso che tra venerdi ed oggi ho percorso poco meno di 2000 km., ovviamente la maggior parte in auto. Solo una ventina di km da runner.

La mia principessina ha terminato la scuola. Ormai ha 4 anni, dunque si è pensato di portarla dai nonni a Foggia (Vieste, per la precisione) prima, a Napoli poi. E' la prima volta che io e mia moglie ci distaccheremo da lei per circa un mese. E' stata, per me,  una prova da uomini duri, lasciarla stamattina prima dell'alba mentre dormiva  e partire per rientrare a Monza in mattinata.

Per lenire le mie ferite di padre abbandonante ho pensato bene, tra sabato e domenica mentre ero a Vieste con Martina e i nonni (mio padre e mia madre), di fare una sgambata, anzi due.

La prima, fartlek in riva al mare con 4 sprint finali dal quel  pattino rosso qui al pedalò azzurro lì (...bè...circa 80 mt), ma la seconda sgambata, degna di dettagli, dà il titolo a questo intervento nel blog.

Dalla baia Falcone, a circa 7km da Vieste, direzione Peschici, (per chi non fosse pratico, siamo nel cuore del Gargano), alle ore 11.20 avvio il cronometro sotto l'ombrellone (e lì lo lascerò, per riprenderlo un'ora e 2 minuti dopo, solamente per verificare quanto fosse durata la fatica) e parto lasciandomi il mare sul mio fianco destro, verso il fronte opposto della baia, in corrispondenza del camping Spiaggialunga, scenario della mia adolescenza vacanziera (sigh! per le vacanze e doppio sigh per l'adolescenza andata!).  Il sole picchia ma la zona è sempre ventilata, non a caso è una delle mete nazionali preferite dal popolo dei surfisti. Dunque non mi accorgo che mi disidrato molto rapidamente anche perchè l'emozione mi attanaglia in un vortice, e ad essa attribuisco un giramento di testa. Dopo 3 km circa di spiaggia intravedo l'insegna del camping e mi dirigo al suo interno: nulla è cambiato, passo davanti alla piazzola dove per anni la tenda ha ospitato me ed un gruppone di oltre 10 amici d'infanzia, negli anni tra i più belli della mia vita. mi commuovo e di nuovo, ancora, adesso mentre scrivo...

Mi dirigo verso la direzione del camping, esco in strada, e dopo 200 mt scarsi ecco il mito: l'insegna del "settimo cielo", ovvero la zona collinare del camping dove viene suggerito ai campeggiatori di andarci in bus e non a piedi. Un motivo c'è e mi ricordo bene qual'è.

La strada sale, o meglio s'impenna dopo i primo 500mt, e 5-6 tornanti dopo, tra i pini (pochi) le piante grasse e la roccia calcarea tipica del promontorio del Gargano, mi fiondo in meno di 2km ad oltre 200mt di altezza s.l.m. E' una salita che senza accorgermi faccio di slancio e con impeto, prima di arrivare in cima mi fermo devastato dalla stanchezza e dalla disidratazione. E' mezzogiorno, il sole non perdona gli eccessi di sprechi di energia per gli esaltati come me, ma l'emozione mi ha rapito, le sensazioni e ricordi si sposano col gesto tecnico, e vado abbondantemente fuori soglia. E qui non v'è zona d'ombra, la pendenza del tratto finale è superiore al 25%. Rifiato e porto a termine la salita, mi accorgo che mancavano meno di 400mt. Su, in cima tra 2 piscine, un campo da minigolf, 3 campi di bocce, 2 di tennis, 3 di short-tennis ed un anfiteatro per gli spettacoli dello staff degli animatori, regna sovrano il silenzio. C'è solo una coppia di genitori con 2 figli, ma sono perfettamente in sintonia col paesaggio che impone rispetto e silenzio, ma solo perchè siamo al primo di Luglio, ad Agosto sarà tutt'altra scena e tutt'altra gente.

E allora mi godo un meritato sorso d'acqua (vabbè, saranno stati 200 sorsi, altro che uno!) una doccia al volo, mi prendo 5 minuti di contemplazione dei posti che ho vissuto per anni con gli amici nel più totale divertimento, il ricordo è davvero emozionante.

... Ok, le mie lacrime si fondono col sudore e allora giù per i tornanti sulla strada del ritorno. Mi fermo al primo dei tornanti, mi accorgo che la veduta panoramica su Vieste e su tutta la baia, da qui, è semplicemente meravigliosa.

Il ritorno all'ombrellone sarà problematico, oramai sono quasi le 12,30 e la temperatura supera abbondantemente i 30° (solo la settimana scorsa in zona si erano superati i 40°). Raggiungo l'ombrellone, no non è un miraggio, riconosco mia madre, mio padre e mia figlia, via scarpe e calzini e di corsa in acqua, fare un bagno, dopo una corsa così, nel mare limpido del mio Gargano, è semplicemente meraviglioso.

Il rientro oggi a Monza sarà tormentato dall'idea di aver lasciato i miei amatissimi genitori e la mia principessina, e sarà allietato solo dalla vista dell'altra principessa, mia moglie, che riabbraccerò tra poco meno di un'ora.

Alla prossima.

 

Venerdi, 22 Giugno 2007

           DALL'EREMO DI SAN GIACOMO ALLA RICOGNIZIONE DELLA PONALE RIGATTI'S CUP

Ieri, ore 7, il tentativo di “assalto promesso” all’Eremo di San Giacomo, è miseramente naufragato ad 1 km dall’arrivo. L’ultimo km, il più duro non ce l’ho fatta a farlo. Giramenti di testa, difficoltà a respirare mi hanno indotto a rinunciare. E d'altronde i miei 17 km circa sono comunque riuscito a farli, potevo dunque sentirmi soddisfatto. Ma non è stato così fino in fondo.

Rientro in albergo, un tuffo in piscina dell’Hotel dove alloggio in questi giorni, doccia, colazione e poi al lavoro.

Ieri sera ad Arco di Trento, dopo una cena solitaria, lontano dalla famiglia, mi attanaglia un forte senso di solitudine, e il mio pensiero vola a 300km circa da dove sono, e va verso mia moglie e la mia piccolina mi stanno aspettando, nella mia casetta a Monza. Quanto mi mancano! Telefonata malinconica e via a dormire.

E siamo a stamattina. Ho voglia di dare una botta di vita alla mia giornata, dunque sveglia alle 5, con un chiodo fisso. Su un volantino raccolto a Riva del Garda in questi giorni, ho letto che la gara a cui parteciperanno gli stagisti di podisti.net con Piero Colangelo, la Ponale Rigatti’s Cup, passerà dalla vecchia strada del Ponale, da alcuni definita una delle strade più belle d’Europa! Addirittura?!

                                                                       

 

Beh, non sono sicuro di esserci il giorno della gara….devo provarla oggi!

E allora via, in macchina fino a Riva del Garda, parcheggio a due passi da P.zza III Novembre dove sarà fissta la partenza, e prima delle ore 6, mi fiondo sui primi tornanti che si mostrano immediatamente in tutto il loro splendore: strada sterrrata, stretta, e panoramicisima, da subito a picco sul Lago di Garda. La pendenza non è dolcissima, ma i primi km sono decisamnte corribili. Ho dimenticato orologio e cardiofrequenzimetro, ma non ne sentirò la mancanza. Aveva ragione a fine ‘800 Giacomo Cis, che ha voluto a tutti i costi, contro ogni parere, la realizzazione di questa strada. Salgo dai 60 mt di altitudine di Riva, verso Pregasina, piccolo borgo a poco più di 500 mt di altitudine, dove raggiungo una fontana e poi la bella Chiesetta del paesino. Tutti dormono. Non si sente volare una mosca. Solo poche case qui a Pregasina, direi non oltre una trentina, e anche da qui, panoramica vista sul lago. Ho già percorso oltre 6 km, ma l’arrivo della gara prevista per il 1 luglio non è qui. E’ ben 4,5 km più in su!!! E il volantino recita:

Pregasina…la tipica calma prima della tempesta: dalla tranquillità di questo abitato abbarbicato sulle pendici dei monti in alto sopra il Garda ci si dirige verso un tratto in salita, che vi lascerà letteramente senza fiato, portandovi alla Malga Palaer. Il 15% di pendenza non da tregua fino ad uno spiazzo che in giornate terse offre la possibilità di ammirare l’intero lago di Garda sino alla sua estremità più meridionale, un posto ideale per farsi una meritata pausa durante questa infinita salita.”

Tentenno, la mia iniziale convinzione ad andare fin su vacilla, il sole inizia a farsi vedere e sentire, sono stanco dalla uscita di ieri. Ma non posso rinunciare. Questo blog, e la voglia di raccontare l’esperienza agli amici e a chi dovrà fare questa gara, mi spinge a portare a termine la ricognizione intrapresa.

Scopro subito che il volantino non mentiva….la salita dopo Pregasina è durissima, sembra infinita e in alcuni punti mette a dura prova la mia volontà, ma non mi piego. Continuo imperterrito, ma sono costretto, ripetutamnte, a fermarmi per rifiatare, nonostante non mi sembra di avere un ritmo infernale. Però ho la netta sensazione che la pendenza in alcuni punti sia ben olre il 15 %. Anche in discesa, al ritorno, in quegli stessi punti, la pendenza mi costringerà a smettere di correre e a camminare. In discesa mi era capitato, finora, raramente.

Ed anche sul panorama, il volantino scopro che non mente! Nonostante la giornata non sia limpidissima, il panorama di cu si può godere dal Dosso Larici, belvedere posto a 600 mt dalla casina Palaer, traguardo della ricognizione e della gara che ci sarà il 1 luglio, è semplicemente incantevole. E siamo a quasi 100mt s.l.m., dopo un dislivello di poco più di 900 mt in 10,6 km

Quando corro in salita, sono solito contare le volte che per stanchezza sono costretto a fare delle pause. Oggi ho davvero perso il conto. Perché la salita è stata lunga e dura, ma anche perché privato del cronometro e in assenza di competitività alcuna, mi sono goduto questo bellissimo percorso che consiglio a tutti color i quali hanno la possibilità di farlo. Alla fine della discesa, mi accorgo che mi bruciano i muscoli delle gambe per il dolore e per la stanchezza. Non me ne sono accorto ma ho fatto anche oggi, oltre 20 km.

Per i “podnettari” che parteciperanno alla gara su questo percorso, il 1 luglio, in particolare consiglio di gestire le energie lungo la Ponale fino a Pregasina, perché il tratto succesivo è davvero temibile. Almeno per chi, come me, ha sempre corso in piano, e le montagne le sta scoprendo solo nell’ultimo mese.

Oggi rientro a casa. Non vedo l’ora di abbracciare le mie principesse. Alla prossima,

Danilo

 

Giovedi, 21 Giugno 2007

            TRENTO E DINTORNI

Oggi non sono a Milano, sono a Trento. Da un mese a questa parte, per lavoro, 2-3 giorni a settimana parto da Monza alle 5,30 del mattino, per arrivare in ufficio a Trento, prima delle ore 8,00. Rimango in giro tra i paesini della provincia autonoma trentina solitamente per 3 giorni di fila; in questi momenti, lontano dall famiglia e dalle abitudini quotidiane, inganno piacevolmente il tempo correndo, alla scoperta di nuovi posti o, tornando su percorsi scoperti la settimana prima, che mi siano particolarmente piaciuti.

E' il caso di questa settimana: stasera pernotterò ad Arco di Trento, non lontano da Riva del Garda. Domattina partendo dall'Hotel Villa delle Rose, tornerò su in lalto, sull'Eremo di San Giacomo - una chiesetta aperta solamente 12 domeniche all'anno, posta a circa 700 mt di altitudine - per una distanza complessiva di 19km, con pendenza media, sui 6 km di salita, del 15%. L'ultimo km, la settimana scorsa, mi ha costretto a ben 4 soste, ma lì, lo sterrato e la pendenza superiore al 20%, la fanno da padrone. 59' il tempo impiegato per salire. Anche domani la fatica, ne sono certo, verrà ampiamente ricompensata dal panorama e dalla gratificazione del gesto "eroico" per uno come me, umile runner amatoriale. Domani vi racconterò. 

Danilo