Com’è la situazione, infermiera? Si è stabilizzata? Allora riassumiamo: due flebo di glucosata, tre di fisiologica, dose doppia di cortisone e questo tizio non riprende ancora conoscenza? Ma dove l’avete trovato conciato così male?
Era appena fuori dai Giardini Margherita, dottore, strisciava per terra gemendo e pronunciando frasi sconnesse, l’abbiamo subito trasportato qui in rianimazione… ah, guardi, ecco che sta riaprendo gli occhi…
Allora mister, che ci racconti di bello? Si può sapere chi diavolo sei e cosa ci fai mezzomorto a Bologna?
Chi sono ? Dove sono? Da dove vengo? Dove vado? Sto diventando un filosofo? E che ci fanno tutti questi tubicini infilati nelle mie vene?
Calma bello, qui siamo noi che facciamo le domande… allora, datti una mossa, fai funzionare il cervello… eheheh , lo so che per te è uno sforzo sovrumano, e cerca di ricordare cosa ti è capitato questa mattina…
Nebbia, una grande nebbia mi offusca i pensieri... vedo immagini sbiadite… sono tante piccole faccine che ero abituato ad osservare su un monitor, che improvvisamente si trasformano in persone in carne ed ossa… strano… ero abituato a considerarli personaggi virtuali ed invece esistono realmente, sono pure simpatici, mi riconoscono ed io li saluto…
Faccine su un monitor che diventano persone? Infermiera, tenga pronta una dose di neurolettico, lo sconosciuto sta iniziando a straparlare…
…e poi… poi mi ricordo due occhi azzurri, di un azzurro più limpido del cielo d’Africa, terso dopo una tempesta…
Occhi di un azzurro più limpido dell’immenso cielo d’Africa? Ma non esistono due occhi così belli, presto infermiera, il paziente è in delirio acuto, dose doppia di Serenase…
No, no … non sto delirando, anzi ora tutto mi appare chiaro, la memoria mi è tornata… ma certo, mi avete trovato subito dopo il termine della mezzamaratona di Bologna,
la Run Tune-up … ora vi racconto tutto…
Mi ero iscritto già da qualche mese, anche perchè pensavo che il clima a settembre non sarebbe stato così infernale… ieri però, quando ho visto che a Milano la temperatura era di oltre 32 gradi all’ombra (e di 51 al sole) ho iniziato a dubitare di poterla correre… ho telefonato ad Arny (una delle faccine ex- virtuali) esprimendogli la mia intenzione di desistere dall’impresa. Per pura coincidenza, in quel momento Arny si stava iscrivendo alla corsa, ed ha passato il telefonino a Valentina, un'organizzatrice dell’evento, che mi ha subito diffidato “ Eh no, Sciancato, non puoi mancare…”
Sciancato? Ahahah, proprio un bel nome per chi vuole correre una mezzamaratona… immagino che bei tempi hai nel tuo curriculum podistico, mister…ahahah…
La prego, dottore, non infierisca così crudelmente, Ë una storia lunga… Questa mattina, dicevo, parto molto presto da Milano… appena iniziata l’autostrada un alba rosso fuoco invade un cielo privo di nuvole… il sole che si affaccia dietro la foschia ha già il ghigno sanguinario del boia che pregusta una giornata piena di lavoro... e con molte vittime, tra cui senz’altro il sottoscritto…
Per distrarmi dal pensiero di quello che mi aspetterà in mattinata, cerco di tenermi allegro leggendo i messaggi sui display autostradali dei cavalcavia: se non osservi il limite di velocità sei un uomo morto… ogni 5 minuti un morto per il non rispetto della distanza di sicurezza… se non allacci la cintura hai già il piede nella fossa… però, niente male per iniziare la giornata in gioia e letizia…
Dopo aver percorso
180 km continuando a toccarmi tutto quello che un uomo si può toccare per scongiurare le suddette nefaste profezie, arrivo finalmente a Bologna… Qui faccio la simpatica conoscenza di tutte quella faccine virtuali di cui parlavo prima, e mentre aspettiamo l’orario della partenza mi accorgo, con orrore, che anche stando fermo, rivoli inarrestabili di sudore mi colano su tutto il corpo… io il caldo, che per me incomincia già a 15 gradi, non lo sopporto, Ë una questione intrinseca, genetica, irreversibile… figuriamoci quando mi metto in movimento, potrei essere assunto da un coltivatore diretto per l’irrigazione dei campi in tempi di siccità.
Comunque sia, si parte…il primo km è nel parco, all’ombra degli alberi ed in leggera discesa, l’unico momento in cui non ho sofferto le pene dell’inferno… passo il km
5 in 27 minuti ed il km 10 in 1 ora, quindi quasi in media con i miei tempi tapascionici... poi la lenta agonia… ahi, dottore, mi aiuti, solo a ripensarci ho i crampi…
Presto infermiera, Potassio e Magnesio in dose tripla… ma perchè ti sei ridotto così, non c’erano i rifornimenti lungo il percorso?
Ma certo che c’erano, abbondanti e frequenti, anzi, non ho mai utilizzato così tanto come qui a Bologna i ristori lungo il percorso, ho bevuto come un cammello e mi versavo sulla testa intere bottiglie d’acqua nel tentativo di raffreddarmi… non vorrei essere frainteso, il problema con il caldo è solo mio… se proprio vogliamo essere puntigliosi, forse alla fine sono mancati gli spugnaggi per noi delle retrovie, e non intendo solo le spugne (questo capita dappertutto), ma anche i catini con l’acqua da prendere con le mani e buttarsi addosso… ma forse questo supplizio aggiuntivo è quello che ci meritiamo noi tapascioni: volete le spugne? Allenatevi di più ed arrivate tra i primi, così non vi mancherà nulla…
Io comunque ho rimediato a tale mancanza ricorrendo appunto alle bottigliette, anche se mi spiace sprecare acqua costosa per questo motivo…
Per fortuna buona parte del percorso era ombreggiato, e così, pur con la mente ottenebrata dalla calura, ho potuto ammirare le bellezze architettoniche della città, la celeberrima Piazza Maggiore, i monumenti e le chiese antiche… un plauso particolare ai volontari lungo il circuito di gara, numerosissimi ed attenti a presidiare tutti gli incroci ed un plauso anche agli automobilisti: non ho sentito un solo colpo di clacson… mai successo nella mia esperienza…
A due km dal traguardo raggiungo Luca, altra ex-faccina, che procede zoppicando per una fastidiosa sciatalgia riacutizzatasi lungo il percorso: decidiamo di sorreggerci a vicenda fino al termine… però , che bella coppia: uno sciancato di nome ed uno sciancato di fatto… l’apoteosi della vigoria atletica…
Tagliamo la fatidica finish-line con un tempo di circa 2h19', ma ormai qualunque riscontro cronometrico ci era indifferente, l’importante era porre fine all’agonia…
Saluto qualche amico ancora presente, e mi dirigo verso la macchina, parcheggiata senza problemi nel viale adiacente: sperando che l’anno prossimo il clima sia più misericordioso verso il sottoscritto, senz’altro tornerò a correre questa mezza: l’organizzazione, pur con qualche sbavatura, mi sembra abbia retto bene all’impatto del gran numero di iscritti degli ultimi giorni, ed il percorso merita l’apprezzamento dei podisti. Che dice, dottore, ora mi sento meglio, posso andare?
Stiamo aspettando gli ultimi esami ematochimici, poi vedremo… ma cos’è che tieni così stretto nella mano? E’ così serrata che non siamo riusciti ad aprirla…
Nella mano? Ah… ma è la medaglia… per noi tapascioni è un ricordo essenziale, un trofeo irrinunciabile… e poi questa è così bella, molto meglio anche di tante medaglie di maratone, e non solo mezze… quando mi sono accorto che stavo perdendo i sensi l’ho stretta fortissimo, non volevo correre il rischio di smarrirla, anche adesso che la riguardo mi emoziono così tanto che…
No, non guardarla che sei ancora debole, non puoi correre il rischio di…ecco, lo sapevo… troppe emozioni in questa giornata…INFERMIERAAA… il paziente ha ancora perso i sensi, presto… altre sei fleboooooo!!!!