Dopo i temporali notturni su Milano e nord Italia, mi ero illuso che quest’anno la Run Tune-Up si sarebbe corsa in un clima fresco e  asciutto. Vana illusione, anche questa volta il caldo e l’afa sono stati i principali protagonisti di questa edizione, seppur in misura leggermente inferiore rispetto al 2004. Le mie speranze meteorologiche si sono spente quando sull’autostrada ho visto il disco rosso del sole che faceva capolino all’orizzonte: in effetti non aveva il ghigno sanguinario dell’anno scorso, ma il sorrisetto beffardo di chi, non invitato e neanche aspettato, vuole comunque essere presente per rovinare la festa. Dopo l’agosto più caldo e piovoso degli ultimi 20 anni, vuoi che il nostro amato-odiato astro celeste non si ricordasse che il 4 settembre in quel di Bologna si correva una mezzamaratona?

Chissà chi è stato ad avvisarlo? io ho il sospetto che tra gli organizzatori si nasconda una spia eliomaniaca, ma è solo un sospetto. (???).

Velocissimo il ritiro del pettorale, consegnatomi direttamente dalle mani di Valentina, generosamente fornita da madre natura di due occhi incantevoli, la cui vista da sola giustifica e rende sopportabile tutto il supplizio termico a cui andrò incontro.

Si avvicinano nel frattempo altri noti personaggi come TurboGianlu e Luca74, che esordiscono con l’immancabile considerazione di non essere per niente in forma: avete mai sentito qualche runner che prima di una gara affermi di essere preparato alla grande? Luca addirittura, con drammatica enfasi teatrale e perfetta rappresentazione mimica, avanza zoppicando vistosamente e con il viso deturpato dal dolore? Ma  Luca, stai andando a una corsa o al patibolo? (Luca terminerà poi in 1h40? circa, complimenti, grande prestazione visto il clima e gli “acciacchi”)

Si rivede anche Davide Mazzera, dato per disperso: dice che ultimamente si è dedicato molto al nuoto e quindi è podisticamente fuori forma (anche lui? chi lo avrebbe mai detto????).

E’ accompagnato da una graziosissima francesina , che correrà con lui per gran parte della gara (e che probabilmente è ill motivo per cui DavMaz frequenta poco il sito!! Vabbè, Davide assente giustificato, più che giustificato). Ah, dimenticavo, anche la gentil pulzella d’oltralpe non è al top della forma.

Sorrido, ben sapendo che l’inverosimile corte dei miracoli si scioglierà come neve al sole un secondo dopo lo sparo dello start e tutti sputeranno l’anima pur di rosicchiare qualche secondo al proprio personale, tutti tranne sciancato, ovviamente.

Quando cerco di entrare dal fondo delle transenne per portarmi nella mia solita posizione in coda ai partecipanti, gli addetti mi bloccano e mi dicono di recarmi in testa, perché l’ingresso dei competitivi è dalla linea di partenza: rimango perplesso, immaginando il disagio che provocheremo ai top runner già schierati per il via. Infatti è così: si crea una calca notevole, perché centinaia di persone devono spintonarsi per andare verso il fondo, con i top runner che rischiano di venire trascinati con loro: in questo frangente intravedo la nota bandana rossa di Antonio Margiotta, che saluto velocemente perché incalzato dalla massa che preme alle mie spalle.

Quando incontro un addetto dell’organizzazione che si sgola continuando a gridare di andare verso il fondo, gli chiedo il perché di una scelta così insolita, facendogli notare il notevole disturbo che diamo agli atleti d?elite in prima fila che corrono veloci: la sua risposta mi spiazza completamente: “Ma chi è che corre veloce? Ma quali atleti? Questi qua? Ma va là..circolare, circolare…”.

Mi faccio una sonora risata perché una simile frase indirizzata al sottoscritto è inoppugnabile, ma se al posto mio ci fosse stato un vero atleta, non penso avrebbe avuto molto voglia di ridere.

Aspetto diligentemente lo sparo d’inizio non potendo controllare l’ora, perché stamattina prima di partire, mi sono accorto di non aver sostituito la batteria del cronometro, che aveva esalato l’ultimo respiro in quel di Livigno: meglio così, evito di portarmi appresso la zavorra inutile del segnatempo digitale, tanto il mio obiettivo è come sempre riportare a casa la pellaccia, chi se ne importa dei minuti?

Finalmente si parte, e lungo il percorso ho modo di notare tutti gli aspetti positivi che rendono questa una grande gara: percorso vario e mai monotono, ampi tratti fortunatamente all’ombra delle costruzioni, incroci presidiati minuziosamente da numerosi addetti e militari.

Noto con piacere che è molto migliorata, per noi delle retrovie, la situazione ai punti di spugnaggio: questa volta le spugne sono numerose fino all’ultimo rifornimento, l’acqua è molto fresca e gradevole; è stata anche intelligentemente installata una doccia volante lungo il percorso, sotto la quale tutti si dirigono con mugolii di piacere.

Quando taglio il traguardo il cronometro ufficiale segna 2h07’, per me soddisfacente, visto il clima e la mia innata avversione al caldo. La medaglia al valor tapascionico è un valore aggiunto, nelle mezze sempre apprezzato?

Gradita sorpresa dopo l’arrivo sono le docce disponibili, mancanti l’anno scorso: ne approfitto immediatamente e non me ne pento, anzi forse indugio più dovuto sotto lo zampillo fresco.

 Parto subito per un impegno nel primo pomeriggio a Milano, ma penso già alla prossima edizione 2006 che mi vedrà sicuro partecipante.

Impressione finale quindi grandemente positiva, meglio dell’anno scorso, anche se per raggiungere il 10 e lode erano necessari 10 gradi in meno di temperatura: ma le condizioni climatiche ideali non possiamo certo chiederle all’organizzazione? ( o forse si????).