Ma cos’ha fatto il povero Sciancato per meritarsi questa punizione? Perchè il fato imperscrutabile continua ad accanirsi contro di lui prolungando all’infinito un’estate ormai fuori tempo massimo, perchè Giove Pluvio non si rammenta che al 3 di ottobre il clima dovrebbe essere quasi freddo e non così afoso e caldo…
Ok, forse Sciancato non rappresenta il modello ideale di runner che sacrifica il suo tempo libero in estenuanti allenamenti e nel rispetto intransigente delle tabelle d’allenamento, ma a suo modo anche lui cerca di impegnarsi… in fondo è innegabile che saltuariamente si dedica anche a lunghissimi di
9 km a botta; anche lui applica le tabelle di preparazione, con un occhio di riguardo per le settimane di “scarico”… vabbè, correre solo le settimane di “scarico” senza aver fatto prima quelle di “carico” Ë un controsenso, però cerchiamo di non essere troppo pignoli…
E poi in gara ha sempre mantenuto un atteggiamento irreprensibile: non ha mai tagliato, non si è mai dopato, non ha mai tirato bombe a mano sugli automobilisti strombazzanti, non ha mai percosso le vecchiette che attraversano imprudentemente il percorso per andare a Messa…
Eppure, nonostante questi comportamenti esemplari (almeno nelle intenzioni) anche oggi gli è toccata la sua razione di sofferenza climatica…
Non voglio ora tediarvi con le mie risapute avversioni, durante una gara podistica, verso tutto ciò che riguarda il sole, il caldo e compagnia bella:
la Sindrome di Bologna oggi ha colpito ancora e purtroppo prevedo ulteriori recrudescenze.
La maratonina di Busto Arsizio, in programma questa mattina alle 9.30, era iniziata nel migliore dei modi. L’ampio parcheggio a soli
150 metri dal palazzetto dello sport è veramente comodo e funzionale: avevo stampato il percorso per raggiungerlo mediante quei programmi computerizzati di viabilità, peccato che poi ci siano sempre dei lavori in corso e sensi unici di nuova istituzione che ti obbligano a ricorrere ai soliti atavici ed obsoleti, ma ultrasicuri, metodi di indagine: chiedere ai passanti o meglio individuare un automobile guidata da una faccia da runner e seguirla a sicura destinazione.
La partenza è a lato del palazzetto, anch’esso molto comodo e funzionale, ed è in leggera discesa, ottima per iniziare una maratonina. I concorrenti sono circa 700 e questo mi crea un leggero imbarazzo, perchè so che finirò senz’altro tra gli ultimi…molto meglio quando i partenti sono oltre 1000, riesco a mimetizzarmi più facilmente…
Lo sparo dello starter è puntualissimo, oggi parto in fondo alla coda, così posso regolarmi tranquillamente sul ritmo consono alla mia preparazione di circa 5'
20” al Km…
I primi km scorrono tranquilli, il paese è ancora semiaddormentato, c’è pochissima gente ai lati del percorso, tranne che agli incroci nella parte centrale, dove sono in agguato anche enormi mandrie di automobilisti affetti dal morbo della mano pazza: Ë questa una patologia purtroppo endemica, consistente in attacchi parossistici di iperestensione degli arti superiori che vanno ad incollarsi al clacson dell’autoveicolo. La risoluzione dell’attacco si verifica spontaneamente dopo parecchi minuti, quando tutti i runners sono transitati all’incrocio… non esiste terapia preventiva idonea, se non ricorrendo a metodiche troppo brutali per essere terapeutiche…
Ma se agli automobilisti ci sono ormai abituato, questa volta incrocio anche un ciclista che si produce in tutta una serie di imprecazioni blasfeme e di bestemmie talmente originali che meriterebbero l’Oscar della demenzialità, a suo modo un florilegio cacofonico e stercolalico di rara enterovisceralità…
Termino il primo giro in 55 minuti e questo mi fa ben sperare in un tempo finale abbondantemente sotto le 2 ore…vana illusione…
Quando verso le 10.30 la temperatura si innalza di parecchio ed il sole inizia a svolgere il suo onesto lavoro di ammazzatapascioni, le mie prestazioni, come da manuale, subiscono il consueto tracollo. Viaggio ormai a poco meno di
6’ al km e così mi trascino al traguardo: fortunatamente gli ultimi 2 km sono in leggera discesa e questo riesce a mitigare la sofferenza.
Chiudo incredibilmente con l’identico real time della Mezza di Monza di domenica scorsa, 1h59’… Sulla linea dell’arrivo batto un cinque con l’eccellente speaker della manifestazione e mi avvio al palazzetto, dove posso utilizzare senza fare nessuna coda le ottime docce disponibili, con acqua tiepida al punto giusto; questo è un aspetto veramente positivo della logistica di questa Maratonina.
In conclusione il mio giudizio sulla
21 km di Busto Arsizio è senza dubbio ottimo: ristori e spugnaggi adeguati, volontari lungo il percorso numerosi ed attenti, strutture ampie e ben dislocate.
Termina qui la mia cronaca della giornata…ma, che c’è? Sento che qualcuno mi sta chiedendo se per caso, anche questa volta…? Ebbene sì, ormai non ho pi˘ ritegno a confessarlo, anche per questa gara mi ero autopreparato la medaglia commemorativa, e quando, dopo la doccia, esco dal palazzetto mettendomela al collo, gli sguardi dei presenti sono esterrefatti ed increduli… faccio appena in tempo ad arrivare alla macchina quando, in lontananza, sento la sirena di un’autoambulanza che si avvicina… che stia venendo a cercarmi?