Un tranquillo week end di paura.


Hai tutto nella vita eppure tutto ti annoia? Sei ricchissimo, abiti in una villa sontuosa, hai un lavoro d’oro, le donne fanno la fila per un tuo invito, tutte le settimane vinci al superenalotto, le tue vacanze durano minimo sei mesi l’anno, hai girato tutto il mondo e vuoi provare il brivido del rischio di perdere tutto questo in pochi istanti, di sfracellarti giù da un dirupo e passare il resto della tua esistenza in un reparto di riabilitazione per lungo degenti? Non sai come fare?
No problem, ho la soluzione perfetta per il tuo autolesionismo: iscriviti e partecipa alla Roncobello-Laghi Gemelli, corsa podistica in montagna nella ridente Val Brembana…

Questa domenica pensavo di andare a Livigno per provare a correre una mezza in altura, ma il pensiero della levataccia mattutina e delle 2h30’ di automobile mi avevano fatto desistere.

Ho così accettato con entusiasmo l’invito di Sabrina di iscrivermi a questa corsa in montagna: Roncobello Ë raggiungibile da casa mia in poco più di un ora.

“Guarda che come gara è un po’ estrema” mi aveva avvisato la gentil fanciulla, ma io non avevo dato molto peso all’avvertimento.

Sabato sera, dopo aver preparato la borsa, ho dato un’occhiata alla cartina: poco dopo il paese la strada termina, non c’è neanche il segno di una carrareccia o un sentiero… strano… ma su che tipo di percorso correremo gli 11 km che ci porteranno dai circa 1000 metri slm di Roncobello ai 2300  dei laghi e viceversa per un totale di 22 km ?  Mah….

Domenica mattina alle 7.30 sono già sul posto, mi iscrivo velocemente ed inizio a guardarmi intorno: la facce non sono da runner normali, questi sono dei veri duri, visi scolpiti nella roccia e bruciati dal sole delle vette alpine…una strana inquietudine inizia a serpeggiare subdolamente nel mio cervello; quando poi noto che molti partecipanti non indossano scarpe da running, ma scarponcini da trekking e hanno anche le racchette da roccia, allora ho la netta sensazione che mi sto cacciando in un brutto guaio…

Mentre sono immerso in questi cupi pensieri, arriva Sabrina con suo papà Peppino e tutto il loro gruppo: ci salutiamo allegramente, qualche foto, e mentre Sabrina si iscrive, ho l’occasione di parlare con i suoi  amici che hanno già partecipato a questa corsa : “eh, l’è dura, l’è dura…” continuano a ripetere. “ Ma se l’avete gia fatta, allora siete allenati e batterete il vostro personale” replico. “Rifarla? Non siamo mica matti, non ci pensiamo neanche, siamo qui solo come spettatori ed accompagnatori…!”

Ok , messaggio recepito, ora ho la certezza che oggi sarà un tranquillo week-end di paura

Lo sparo dello start mette fine a tutti i dubbi: si parte…

I primi due chilometri sono tranquilli, tutti su strada asfaltata ed in mezzo al paese, gli abitanti ed i villeggianti ci salutano calorosamente… forse avevo un po’ esagerato con le mie perplessità; certo la pendenza è notevole e viene subito il fiatone, ma non ci sono grossi problemi: scambio quattro chiacchiere con Sabrina e anche se siamo nel gruppetto  di coda, non ci angustiamo, Ë una splendida giornata di sole, temperatura ideale, che vuoi di più?

Passando davanti ad una chiesetta noto che anche il prete è uscito sul sagrato per salutarci, ma un dettaglio mi terrorizza: è agghindato con i paramenti sacri, ed un sorriso inquietante si stampa sul suo volto, mentre continua a fregarsi le mani: ehi, ma questo stà gia pregustando quante belle esequie dovrà celebrare per i caduti lungo il percorso…! Vabbè, vorrà dire che se la Roncobello-Laghi Gemelli segnerà la mia definitiva dipartita da questa valle di lacrime, almeno la mia salma riceverà degna sepoltura…

Al terzo km iniziamo ad alternare  strada sterrata con scorciatoie in mezzo ai boschi dove Ë praticamente impossibile, almeno per  noi, correre…rocce, radici e una pendenza da infarto…

Ma è solo dopo il quinto km che inizia il vero massacro: la strada termina ed inizia tutta una serie di strappi su sentieri di roccia e terra: io amo la montagna e vado spesso ad arrampicare, però senza l’assillo del cronometro… mentre qui se non arrivi al 9° km entro 1h30’sei squalificato ( se fosse pianura ci sarebbe da ridere, ma se stai praticamente salendo un sesto grado…) : vengo allora preso dall’ansia del tempo e, anche se a malincuore, abbandono la piacevole compagnia di Sabrina (scusami Sabry, lo so che mi  sono comportato da villano…) e premo, per quanto possibile, sull’acceleratore.

Riesco a mantenere un andatura regolare e verso il 9° km vedo che dall’alto sta già scendendo di corsa il primo concorrente: come diavolo faccia a correre a manetta giù da quelle pendenze e con quel fondo roccioso lo sa solo lui, incredibile…adesso capisco che non esagerava lo speaker quando prima della partenza ci raccontava che un precedente vincitore della corsa era arrivato pur essendosi  fratturato la rotula… qui se non stai attento tendini e legamenti saltano come niente…!

Raggiungo il passo sopra i Laghi Gemelli ed uno scenario mozzafiato si apre davanti ai miei occhi:

acqua blu intenso come solo i laghi montani sanno avere, cielo terso…la tentazione di fermarsi per ammirare il panorama è troppo forte, ma devo proseguire nella discesa che porterà al rifugio posto a metà gara, da dove si invertirà la direzione per tornare al paese.

Mentre scendo incontro Peppino che sta tornando: adesso capisco perché Sabrina è così orgogliosa del suo papà: è veramente un grande atleta ed un grande uomo, procede senza fatica, mentre io sono già in una condizione pietosa, pur avendo quasi vent’anni di meno…

Tornando a mia volta dal rifugio verso il passo incrocio Sabrina, quattro chiacchiere e via, mi attende la discesa a rotta di collo: sarei tentato di spingere ancora di più, ma la scarpe da running sulle rocce non sono proprio adatte: sento che ogni tanto la caviglia cede, ed allora mi trattengo per non incorrere in qualche infortunio… supero comunque qualche concorrente che teme la discesa e procede con passo incerto…

Quando finalmente poggio i miei piedi sulla strada asfaltata, mi sembra di correre sulla gomma piuma…

Vorrei spingere, ma l’acido lattico ha ormai invaso i miei muscoli e quindi corricchio verso l’agognato traguardo…

Quando arrivo, stanno già terminando le premiazioni dei vincitori, comunque faccio in tempo a ricevere la mia dose di graditissimi applausi, nonostante il mio tempo finale di 3h40’

Mi si avvicina Peppino ( 3h circa il suo ottimo tempo…!) congratulandosi per la mia sopravvivenza e per chiedermi notizie della sua pupilla : lo tranquillizzo dicendo che è poco più indietro.

Quando esco dall’interminabile doccia calda dell’impianto sportivo, sta terminando la sua fatica la nostra Bagheera, scortata ed incoraggiata da un concorrente molto più gentiluomo del sottoscritto…

In conclusione, una giornata fantastica e memorabile, organizzazione della gara perfetta, volontari lungo il percorso gentili e disponibili, ristori abbondanti…e se pensate che abbia esagerato sulla durezza della corsa vi invito a prendere visone delle foto che ho scattato lungo il percorso, giudicate voi: certamente un tipo di competizione riservata agli specialisti della montagna, ma che anche un semplice tapascione può affrontare dignitosamente purchè con la prudenza necessaria.

Quest’anno eravamo solo Sabrina con Peppino ed il sottoscritto, l’anno prossimo speriamo di essere più numerosi…

E anche i più timorosi stiano tranquilli: il prete è sempre pronto ad accogliervi davanti alla chiesetta con un sorriso smagliante…e fregandosi le mani…!