L’ora legale, lo sciopero dei treni, il caldo improvviso e non previsto, il fondo sconnesso di sanpietrini, la maratona dei Musei Vaticani il giorno precedente: il vaso delle scuse patetiche per giustificare il solito scarso riscontro cronometrico è colmo fino all’orlo, posso pescarne a piene mani…
Ma andiamo con ordine : parto (o meglio, dovrei partire) venerdì mattina alle 10 con ETR Milano - Roma ma lo sciopero fa slittare la partenza alle 13 : iniziamo bene.
Faccio appena in tempo a recarmi presso il centro maratona (malissimo anzi per niente indicato, bisogna seguire il flusso degli iscritti che tornano per capire dove recarsi) per ritirare il pettorale, con il nuovo chip usa e getta integrato: speriamo bene…
Sabato mi si presenta una giornata durissima: la mia dolce metà ha organizzato la giornata in maniera teutonica: la lista delle visite da eseguire è da infarto, praticamente quasi tutta Roma e Città del Vaticano in un giorno… alla fine riuscirò a scendere a qualche compromesso. L’unica cosa a cui non voglio neanch’io rinunciare sono i Musei Vaticani, che non avevo mai avuto l’occasione di visitare nel miei  precedenti viaggi a Roma: devo ammettere che sono un vero tesoro artistico, le ore passano e tu non te ne accorgi, le stanze di Raffaello e
la Cappella Sistina quasi ti ipnotizzano per la loro bellezza… ma alla sera le gambe ti presentano il conto : 10 ore in piedi camminando, temo lascino un segno.
La domenica mattina sveglia di buon ora, anche a causa dell’ ora legale, e delusione guardando il cielo : non è coperto come previsto, si preannuncia una giornata tutta sotto il sole, e che sole…
Vicino al deposito borse tento di telefonare a qualche amico di Podisti.net ma trovo tutti irraggiungibili… vuoi vedere che sono l’unico a portare il cellulare lungo la corsa, sfidando le esecrazioni  e le pubbliche diffide rivoltemi per scongiurare l’attuazione di sì grande sacrilegio?
Allora mi guardo un po’ intorno e vedo la solita scena di podisti medi che benche' manchi oltre un’ora alla partenza corrono “per riscaldarsi” : non ho mai capito cosa vogliono riscaldare prima di una maratona: capisco se tu fossi un top runner che parte a razzo e deve essere già al massimo sapendo che la sua fatica finirà in meno di 2 ore e 30..., ma tu, semplice tapascione da 4 ore e passa (si vede dal tuo pettorale) perchè aumenti la già caotica entropia universale con inutili dinamiche afinalistiche, antiergonomiche e autolesionistiche? Ma stai tranquillo e fai come me, che ben sapendo che la spia rossa della riserva energetica si accenderà sempre troppo presto me ne sto completamente immobile per risparmiare ogni singola molecola di ATP muscolare.
Cerco di raggiungere il consumo energetico del metabolismo basale di un bradipo letargico, l’unico movimento è quello del braccio che porta alla bocca quantità esagerate di liquidi energetici e reintegratori salini, meglio riempire fino all’orlo un serbatoio che si svuoterà in fretta…
Siamo veramente in tanti per una maratona italiana, capisco la soddisfazione degli organizzatori.
Vengo circondato una un folto gruppo di romani veraci con i capelli tinti di verde e viola e che fanno un tale casino che non sento neanche la sparo dello start…ok, inizia la mia quinta maratona.
Subito nei primi chilometri mi rendo conto che il fondo di sanpietrini a volte molto sconnesso mi darà qualche problema ai piedi, e che il sole fra un paio d’ore sarà un massacro sulla mia povera testa.
Tutto procede da manuale fino al
10 km , le gambe non sembrano aver risentito delle 10 ore in piedi della giornata precedente
Verso il 15. inizio a sentire i primi effetti del caldo, per me devastanti, anche perchè solo 3 settimane fa avevo corso la mezza di Piacenza tutta sotto la neve con una temperatura rigidissima, e non sono ancora acclimatato a queste temperature. Vedo che però il sole dà alla testa anche ad altre persone: mi affianca un tipo travestito con parrucca bionda, gonna lunga che ogni volta che qualcuno del folto pubblico lungo il percorso gli grida qualcosa, solleva, facendo vedere dei bei mutandoni di pizzo femminile….e maglietta con scritto sulla schiena: Piscione…
Un altro indossa una gigantesca parrucca nera riccioluta, talmente enorme che lo spostamento d’aria ai lati crea dei vortici spazio-temporali in cui vengono inghiottiti gli sfortunati runners nelle vicinanze.
L’andatura dei due sembra consona alla mia, per cui tento di seguirli tanto per farmi due risate lungo il percorso, ma  dopo un po’ desisto ed allora vengo assalito da un' idea terrificante: se non riesco a reggere il ritmo di un piscione travestito e di un Napo Orso Capo dei poveri, allora posso cadere vittima dello spettro più terrificante per ogni podista, quello che tutti fuggono peggio della peste bubbonica, peggio delle cronaca di una maratona di Govi: il PW, il Personal Worst…
Non che tra mio PB e PW ci sia una grande differenza, ma tant’è…
Dopo la mezza mi arriva un SMS di mio nipote: ”Zio, sto guardando la televisione, ma nel gruppo dei primi atleti,  di te non c’è traccia, come mai?” …caro nipote, vedrai quando verrai a battere cassa per la mancia  “Sto guardando nel mio portafoglio, ma di euro non c’è traccia…”
Dopo il
30 km il sole mi sta veramente facendo male, non ho il cappellino e la pelle del cranio lucida per una ormai devastante alopecia androgenetica grida tutto il suo dolore: per la prima volta non vedo l’ora che arrivi il posto dello spugnaggio, che ormai quando arrivo io ha spesso esaurito le spugne… vorrà dire che dopo aver rischiato di trasformarmi nella mummia congelata di Similaun a Piacenza, da esporre nel museo di Bolzano, adesso diventerò una mummia africana da esporre nel vicino museo Egizio Vaticano.
Ed inoltre quei chilometri sui sampietrini mi stanno procurando delle fastidiosissime vesciche ai piedi, cosa che non mi era mai successa… certo che attraversare tutti quei luoghi che trasudano storia e cultura ad ogni angolo fa dimenticare tutti i piccoli acciacchi, e adesso capisco il così alto numero di atleti stranieri.
Percorrendo il ritorno del controviale di via Ostiense vedo che dall’altra parte, e quindi dopo di me, ci sono ancora tantissimi concorrenti, e questo mi dà un po’ di carica: non arriverò proprio tra gli ultimi.
Vedo ormai la sagoma del Colosseo, e come in trance riesco persino a non camminare nella ripida salitella che porta al rettilineo finale. Gli applausi della folla ai lati e poi la discesa  mi mettono le ali ai piedi... chiudo con il real time esattamente uguale a Milano: 4.35, e sento lo speaker che annuncia che sono oltre 3000 quelli che devono ancora tagliare il traguardo…
Non posso lamentarmi vista anche la difficoltà del percorso ed il caldo inatteso…
Ho appena ricevuto la bella medaglia commemorativa che mi raggiunge un SMS del mio amico Francesco “Da oggi Roma ha un nuovo Gladiatore : sei tu”…

Che bello essere preso per i fondelli a ripetizione da amici e parenti… mi sa tanto che la prossima volta il cellulare lo lascio a casa…