La più bella in assoluto.

Inizio il mio racconto con una frase: l’eccessivo sforzo è stato assolutamente ripagato dai mirabili paesaggi visti. Non ho alcun rimorso o rimpianto, nonostante la fatica provata e i dolori muscolari post-gara.
Verso le 15 di sabato, io e papà Peppino partiamo da Gorgonzola, con la mia vecchia “carretta” capricciosa che, prima ancora che raggiungessi la casa di mio padre, sembrava non volesse partire! A metà pomeriggio arriviamo a Reggio Emilia, dove ad attenderci c’è l’amico Davide. Ci conduce verso Cerreto Laghi, luogo del nostro albergo. Alle 19, finalmente, approdiamo all’Hotel Diana. Riusciamo a rilassarci per una mezz’oretta, scarichiamo i bagagli, e ripartiamo in direzione Cervarezza, per il ritiro dei pettorali. Giunti a destinazione incontriamo finalmente il mitico Paolo (Fast) Fastigari, col quale sbrighiamo le solite formalità pre-gara e ci dirigiamo verso un sontuoso “Pasta Party”...

Restiamo tutti quanti ben impressionati dall’ottima organizzazione, dalla disponibilità degli addetti alla ristorazione che assistono le nostre necessità celermente e con volti sempre sorridenti. Dopo cena ci concediamo una passeggiata per Cervarezza, ma il freddo ed il vento ci riconducono in breve tempo all’auto e, successivamente, in albergo dove ci riscaldiamo con una cioccolata calda.
E’ l’alba. Io e papà iniziamo a prepararci per la gara. Sono molto indecisa sull’abbigliamento da indossare: il clima della sera prima mi aveva allertata. Decido di non optare per il top, perchè l’idea di prendere freddo allo stomaco mi spaventa non poco. Non intendo proprio stare male! Ho bisogno di sentirmi al meglio, poichè so che già la gara basterà a mettere a dura prova il mio fisico. Alle 7, dopo l’incontro “collettivo” nella hall dell’hotel con Davide, emigriamo verso Busana.
Siamo al punto di partenza, dove incontriamo Carlo (Tex) Pupeschi e Fast. Noto una signora che indossa la canotta di Podisti.Net; mi avvicino a lei, col motivo di essere anch’io un’iscritta al sito, e cosa scopro? E’ la moglie del Direttore Marri! Manifesto sorridendo la mia volontà di conoscerlo. Ad un certo punto ci ritroviamo tutti al ritrovo a chiacchierare, io, Carlo, Davide, Paolo, Marri e Peppino. In quel momento non mi sembra affatto (forse perchè, insieme, non rendiamo affatto l’idea) di dover affrontare una gara estrema e assolutamente faticosa, tutt’al più una piacevole scampagnata (beata incoscienza!). Nel frattempo arrivano anche gli altri amici del mio gruppo podistico, partiti la mattina stessa.

Alle 8.50 circa si parte: Peppino e Davide iniziano a correre al mio fianco… o io al loro (all’inizio le energie per stare al loro passo le avevo, eccome!). Mi rendo presto conto che, continuando a un ritmo che non mi appartiene, la mia forza andrà rapidamente scemando, quindi rallento. Affronto le salite corricchiando mentre, per le amate discese, mi abbandono ad una velocità assai più sostenuta. Riesco a tenere questo passo solo per i primi km. Il resto della gara lo percorro infatti camminando in salita (strisciando, nei tratti più ripidi), e correndo velocemente in discesa. Mi piace molto correre in discese così impegnative, poichè quasi mi “obbligo” ad una concentrazione ulteriore, a isolare la mente in modo integrale da tutto il resto, come un samurai prima della battaglia. Ciò che in quei momenti riesco a vedere e “capire” sono i sassi, le radici e quant’altro da evitare per non cadere rovinosamente a terra. La considero una sfida (nella sfida) con me stessa. Inoltre è l’unico modo che ho per recuperare il tempo perso nelle salite; scendendo, infatti, riesco a superare diverse persone, le quali, a loro volta, mi superano (o mi avevano superata) in salita.

Lo spettacolo che mi offre la gara è stupendo. Durante alcuni istanti mi fermo addirittura a godermi il panorama. Attraverso un parco, dove ci sono persone che si sollazzano, mangiano, e mi incitano. E’ incredibile trovare incoraggiamenti anche in mezzo ai boschi! Non avendo Peppino con me riesco ad approfittare come meglio credo di ogni ristoro; mi fermo, bevo qualcosa, riprendo fiato, mi guardo attorno, scambio due parole con i gentili ristoratori e poi riprendo la mia corsa, senza fretta. Del resto è una “dolce” scampagnata in mezzo alla natura. Verso la fine, mancano ormai “solo” 15 km , incontro un ragazzo (Paolo di R.E.), con il quale proseguiremo fino all’arrivo, incoraggiandoci spesso e vicendevolmente. E’ stata davvero una piacevole e preziosa compagnia, e colgo l’occasione per ringraziarlo dato che, una volta giunti alla fine, non sono più riuscita a farlo di persona. Mancano 2 Km al traguardo; ci raggiunge la signora Marri, con la quale percorriamo l’ultima discesa felici ed esauste allo stesso tempo.
Siamo alla FINE: 6 ore e 40 minuti (credetemi, non ho preso parte ad alcun pic-nic!), è una gioia mai provata, nonostante le mie precedenti maratone. Questa è la più bella in assoluto e non vedo l’ora di rifarla. ANCORA COMPLIMENTI ALL’ORGANIZZAZIONE E … ALLA NATURA!!!