Sabato 9 Giugno. Mancano 15 giorni.

Nel pomeriggio di sabato 9 Giugno, anno 1979, nel Santuario di Montevecchia, mentre un violino suonava l'Ave Maria di Schubert, due imbranati di nome Laura e Massimo dicevano il loro si. Quel giorno non cominciavamo un conto alla rovescia come questo Calendario, iniziavamo il nostro conteggio a salire. E siamo arrivati a quota 28. Anni. Una vita. Ed è grazie ad una giornata cosi particolare che trovo dentro di me la forza e la voglia di resistere, di non mollare, a questo mio sogno ci resto aggrappato con le unghie e con i denti, ma sta cominciando a diventare veramente difficile. A causa della cura del ghiaccio ed un marcato nervosismo stanotte alla una sono ancora in piedi e stamattina alle 6.30 sto già vagando per casa. Alle 7.30 sono già uscito, destinazione bancarella del pesce al mercato in centro, domani con calma si festeggerà con le mitiche e buonissime mazzancolle di Cosimo e Patrizia. L'unica maniera per non pensare a questa maledetta gamba è aggredire sta giornata e cosi nel giro di tre ore e mezza metto in fila panettiere, saccheggio Esselunga, aspirapolvere e lavaggio pavimenti. Non può durare molto cosi e fortunatamente riesco a mollare un po' la presa grazie a Danilo. E' un caro amico, mi chiama per dirmi che oggi al Monte Barro verrebbe volentieri a farmi compagnia e dopo aver sentito il mio racconto di ieri sera mi consiglia anche lui quello che io so già da ore: oggi non è proprio il caso di correre. Ed è un peccato perchè delle tre giornate questa era quella che mi attirava di più, era la corsa più intrigante, sarebbe stato bellissimo rivedere quei meravigliosi posti dove ero stato solo una settimana fa. Gli offro il pettorale ed il chip, ormai è tutto pagato e chi vuoi che lo sappia, ma figuriamoci, lui si perde nel km che separa le nostre case, figurarsi andare da solo a Galbiate. E poi mollo la presa del tutto quando vado dal barbiere, un simpaticissimo cacciaballe interista che tra battute e sfottò calcistici e non mi rimette in linea di galleggiamento.

Non è un vero e proprio dolore quello che sento alla gamba, ma è un fastidio sottile e continuo, non sento niente a camminare o fare le scale, ma se solo accelero un attimino il passo o metto in tensione i muscoli, zac, eccolo che arriva puntuale a farsi sentire. Ed allora sarà altro ghiaccio, saranno esercizi di stretching ed un po' di cyclette leggera dopo aver portato a termine altre commissioni e mestieri, e stasera cercherò di fare una delle pizze più buone di questi ultimi 28 anni. E domani sarò a Carate.

Devo comunque riconsegnare il chip ed ho un'idea ben precisa in testa. A questo punto è ormai arrivato il momento dei "fuori i secondi", questo tira e molla mi sta massacrando, legati a me ho due amici ai quali devo dare in un modo o nell'altro una conferma.

E cosi domattina il chip l'avrò alla caviglia ed allo sparo partirò. Sento che domani sarà la giornata che avrò delle risposte definitive. Non so se scrivere purtroppo o per fortuna.