Mercoledi 6 Giugno. Mancano 18 giorni.
La prima cosa che faccio rientrando a casa dal lavoro è aprire un rubinetto. Scende acqua calda, meno male, anche se so che non servirà per una doccia.
Avevo preventivato un'uscita non più lunga di 10 km e tranquilla ma stamattina, scendendo i primi gradini della metropolitana, il mio ginocchio destro ha dato inequivocabili segnali di insofferenza. E a risalire peggio ancora. Arrivo in ufficio e non ho bisogno di togliermi i pantaloni per vedere che ho il ginocchio che sta lievitando come una pasta per la pizza. Arrivati a questo punto non è il caso di prendere alcun tipo di rischio, programmo cosi due giorni di riposo, tanto questo fine settimana avrò di che divertirmi alla grande. Stasera solo tanto stretching e borsa del ghiaccio, domani sera ho la seduta con il fisio, mi servirà per caricare le batterie.
Stasera mi va di farvi riflettere un pochino. Ieri sul giornalino gratuito del mattino mi cade l'occhio su un trafiletto. In un angolo c'è scritto "Buoni sentimenti", dall'altro lato una foto e sotto il nome dell'autore del pezzo. Lo leggo e mi piace, lo rileggo e comincio a pensare, lo rileggo ancora e mi piace sempre di più. Però penso che si tratta di una cosa cosi bella e intelligente su un giornalino della metropolitana, dov'è il trucco mi chiedo? Cosi attivo Google e scopro che l'autore non solo non è un bluff, è un famoso docente di psichiatria titolare di cattedre e membro di associazioni in giro per il mondo ed anche un apprezzato scrittore. Lo so Fabio cosa stai pensando, il mio immediato feeling con uno psichiatra........che cari amici che ho, vero?
Leggete qui invece di fare gli spiritosi e meditate.
"BUONI SENTIMENTI" di Vittorino Andreoli.
"Si parla tanto di felicità e poco di serenità. La felicità è una percezione acuta di benessere. Non può durare a lungo, poiché perderebbe il carattere di novità e di straordinarietà. La serenità indica, invece, la percezione di uno stato di moderato benessere, di soddisfazione per come l'esistenza si svolge e dunque di come ci si comporta. La serenità è dunque continua. Una condizione in cui trova spazio persino la tristezza, la commozione, l'attenzione per gli altri. La felicità invece è qualcosa che appartiene ad un singolo e ad un momento particolare. Stimo e ricerco la serenità. Credo sia possibile a tutti e la si possa costruire. La felicità è auspicabile ma dentro la serenità, altrimenti rimane un episodio che lascia solo amarezza non appena scompare".
Non so se riuscirò ad arrivare alla Capanna Alpinisti Monzesi, se ce la farò sarà un'enorme felicità. Ma vada come vada sarà un grande evento della mia vita, ma non "l'evento", sarà uno dei tanti che stanno costruendo da un anno a questa parte e che spero si protraggano nel futuro, la mia serenità.