Martedi 5 Giugno. Mancano 19 giorni.
La mattina comincia in allegria. Andando in macchina al capolinea della metropolitana io e mia moglie ascoltiamo sempre R101 e questa mattina Cavallone e Sironi ne sparano una fantastica. Raccontano di un tizio tedesco, tale Dieter, che dovendo farsi un bagno si accorge che il tappo della vasca è rotto ed allora il genio decide di sostituirlo con uno sturalavandini. Conoscete quell'aggeggio composto da una potente ventosa ed un lungo manico di legno? Ebbene il fenomeno entrando nella vasca scivola ed indovinate cosa succede? Esatto, proprio quello. Quando entro in ufficio sto ancora ridendo ma l'allegria passa in fretta. I primi giorni del mese, a causa della casa madre svizzera che vuole i dati di chiusura del mese precedente sempre prima, sono per me un vero inferno e dovendo anche recuperare il permesso di ieri mi butto a capofitto nel travasare migliaia di dati su file di excel. Arrivo alle 13 con gli occhi fuori dalle orbite, mangio un po' di frutta al volo e poi sotto a lavorare. Per fortuna che ho grandi amici i quali provvedono a farmi mollare un po' la tensione lavorativa. Comincia Antonio con le sue mail dalla Turchia, poi Fabio mi stimola un intervento nella community di Podisti ed infine arriva la telefonata della tortella di Reggiolo che ci teneva da matti a dirmi a voce quanto era rimasta impressionata dall'ordine nello sgabuzzino che ho in casa. Indico un mini sondaggio perchè ipotizzo anche mie fotografie mentre sono in bagno, ma vengo cortesemente invitato a desistere dall'idea. Contenti voi, non sapete cosa vi perdete. Arrivano cosi le 17.30, schizzo fuori dall'ufficio ed alle 19 entro nel Parco. Mi ritrovo quasi senza volerlo sul giro dei 14 km, appena partito mi accorgo di avere due pezzi di granito al posto della parte anteriore delle cosce: è l'onda lunga della strapazzata di domenica, ma è naturale, quando si passa dal quasi niente a 60 km la settimana è evidente che ci si imballa, però questi sono dolori positivi ed allora gambe pesanti o no si va avanti. In cielo ci sono dei bei nuvoloni carichi di pioggia, l'aria è fresca, io sono gasatissimo ma tranquillo e mentre la mente si svuota delle negatività della giornata porto a termine un ottimo allenamento. Anche fin troppo ottimo, mi rendo conto di essere andato troppo forte, sarà che stasera non ho avuto distrazioni di nessun genere. E come esco dal Parco comincia a tuonare, si aprono i rubinetti del cielo e mi ritrovo a fare il defaticante verso casa sotto un bel acquazzone. Mi butto sotto la doccia ed imparo che si fa peccato a ridere delle disgrazie altrui, quello là era rimasto impalato nella vasca a me dal rubinetto dell'acqua calda esce acqua a temperatura Siberia. Maledetto riscaldamento centralizzato, sarà andata in tilt la caldaia ed allora invocando "Armaduk proteggimi tu" mi lavo e mi congelo le parti nobili e meno nobili del mio corpo. Se non ho beccato un accidente ci si risente domani.