Domenica 3 Giugno. Mancano 21 giorni.

Incredibile. Da non crederci. Forse oggi riusciamo a fare un allenamento insieme. Tapasciata nel Parco del Monte Barro di 21 km. Sveglia alle 6.10, alle 7 sono a Vimercate a casa di Gianluca, arriva anche Antonio, li carico in macchina e si parte. Altro parcheggio "osceno" a due passi dal ritrovo, mentre ci stiamo avviando incrociamo quel mito di Mario che la correrà anche lui, paghiamo l'iscrizione e Giampi dice che va a mettere il giubbino in macchina e poi arriva. Dopo un quarto d'ora pensiamo che invece sia già partito e cominciamo a tapasciare anche noi. L'allenamento in comune della squadra numero 7 dura si e no lo spazio dei primi 3 km nei quali Gianluca ci fa notare che sotto di noi si vede Calolziocorte ed il ponte che dovremo attraversare e di fronte a noi le cime frastagliate del Resegone si mostrano nella loro solenne immobilità. La giornata finalmente è bella, c'è un venticello frizzante che non da assolutamente fastidio e mentre io vado con il mio passo tranquillo gli altri due spariscono. Quando arrivo al primo ristoro hanno già finito il the, io bevo giusto un bicchiere d'acqua e riparto subito. Poco dopo mi riprendono, mi superano e spariscono un'altra volta. Che tra di noi ci fosse una enorme diversità di preparazione era chiaro, vorrei ricordargli che quello che ci aspetta è una corsa da fare in comune, ma tant'è, io continuo con il mio passo. Dopo un tratto di salita su rocce e gradini dove già camminare è una grazia, spunto in una radura e non posso far altro che fermarmi. Sotto di me c'è la città di Lecco, si vede un bel pezzo del lago di Como e li davanti sempre più imponente e vicino c'è il Resegone. Uno spettacolo. Riparto con il mio ritmo ed a un certo punto vedo davanti a me Mario. Lo raggiungo e gli dico: "Oh, finalmente ho trovato la mia lepre". Lui è li con Lorena e Roberto (che finalmente ho il piacere di conoscere), loro sono una squadra che ha fatto il Passatore e che farà la Monza-Resegone, loro sono li insieme. E' Mario a chiedermi come mai i miei soci non sono con me, non so cosa rispondergli, mi viene solo da dirgli: "tra venti giorni ci sarà da ridere". Andiamo insieme per un bel pezzo e ad un certo punto ci raggiunge anche Giampi. Fortunatamente arriva il secondo ristoro e le due bestie sono li che mi aspettano. Antonio viene verso di me e mi chiede come va, io non alzo neanche la testa e gli dico: "li vedi quei tre? Sono una squadra della Monza Resegone e stanno andando insieme." Poi mi giro e vado a bere un the. Almeno lui la capisce, quando ripartiamo mi si mette vicino e fino alla fine resterà con me. Gianluca proprio non ci pensa neanche. Questa tapasciata ci offre altri scorci spettacolari. A furia di girare intorno alla montagna arriviamo sull'altro versante ed anche da quella parte non si può fare a meno di fermarsi a guardare lo spettacolo della natura. Sotto di noi ci sono i tre laghetti di   contornati da tanti bei paesini: uno sguardo che ti allarga il cuore e poi via dentro il bosco un'altra volta. Mi sento bene, le gambe girano, piano ma girano, e quando comincia una lunga salita su asfalto mi impongo di non fermarmi mai, non so quanto durerà e quanto sarà dura ma non voglio mollare. Ed andrò avanti cosi fino al terzo ristoro. Dopo un'altra bella rampa in salita arriva il momento che bisogna anche scendere e per me incomincia la parte peggiore della tapasciata. In quei tratti in discesa su terreno accidentato e scivoloso il mio ginocchio destro non può resistere per tanto tempo, rispetto a quello che ho passato per risistemarlo il mio infortunio di Vigevano è un gioco, e dopo un paio di minuti di discesa incomincio a pregare di riuscire a stare in piedi fino alla fine. Più di una volta riesco a farlo solo grazie abbrancando al volo le piante, un paio di volte rischio di brutto ma alla fine ce la faccio e percorro insieme ad Antonio l'ultimo tratto in saliscendi e dopo due ore e venti minuti arriviamo alla fine. Stupenda questa tapasciata, sono talmente felice di averla fatta cosi bene che non mi va neanche di sgridare Gianluca. Stiamo scrivendo una bella pagina della nostra vita, stiamo avvicinandoci al giorno che vivremo un sogno, se è destino che le cose anche tra di noi debbano andare cosi va bene. E' giusto cosi. Alla faccia degli allenamenti in comune, delle tabelle, delle programmazioni, noi siamo tre cani sciolti eppure dentro di me so benissimo che quella notte saremo anche noi una squadra.