Mercoledi 30 Maggio. Mancano 25 giorni.

 

Esco di volata alle 17.46 dal capolinea della metropolitana di Sesto San Giovanni. La fermata del mio pullman è lì a 100 metri , come sono sull’ultimo gradino che immette nel piazzale quello chiude le porte e parte. Il semaforo è verde, non ho neanche la speranza di rincorrerlo per farmi aprire. Prenderò l’autobus che porta in centro a Monza, arriverò in stazione, uscirò dal sottopasso, mi siederò sul bordo della fontana in Piazza Castello (chissà perché si chiama cosi che di castelli non c’è nemmeno l’ombra) ed attenderò le 18.30 che parta l’altro pullman che passa davanti a casa mia. Vi siete innervositi? Io no, sono anni che faccio sta vita, ormai sono cose che mi scorrono sopra senza lasciare traccia. Però non so se sia un bene o un male. Arrivo a casa, mi cambio al volo, stasera scarpe nuove e anche la macchina. Parcheggio proprio davanti all’ingresso della Porta Agraria ma all’esterno del Parco, non ho assolutamente voglia di restare chiuso dentro come successe a me e Antonio l’anno scorso (uno dei prossimi giorni “vuoti” vi prometto di raccontarvela, è mitica questa storia). Ore 19.10 parte il mio giro Gamber dei 14 km , il Parco chiude alle 20.30, so già che non sarà un lento come vorrebbe Mario. Difatti arrivo nelle vicinanze della seconda curva di Lesmo con il fiato e le gambe già un po’ pesantine, mi dico che devo rallentare, sento che non lo sto facendo ed allora mi fermo per stringere meglio le stringhe anche se non ne ho bisogno. Stasera corro con il pubblico. Nel tratto che costeggia il campo di golf non avete idea di quanti leprotti mi tagliano la strada. Si infilano veloci sotto la rete, qualcuno si ferma li e mi osserva, qualcuno scappa nel bosco, qualcuno corre parallelo alla mia direzione e quando arrivo vicino al green che c’è dietro al ristorante lo spettacolo è incredibile: ce ne saranno qualche decina seduti tranquilli a mangiare l’erbetta e godere del tepore dell'ultimo sole. Si sta bene stasera, c’è il sole ma è parzialmente coperto da qualche nuvoletta, l’aria di sottofondo è fresca, e oggi di runners a farmi compagnia ce n’è proprio tanti. Mi costringo a fermarmi ad ogni fontanino per spezzare il ritmo e quando arrivo al Ponte delle Catene, a 800 mt circa dalla fine, vedo da lontano l’uscita, so di essere in tempo ed allora, finalmente, faccio quello che non ero riuscito a fare prima. Rallento davvero. Sono talmente in vantaggio che riesco a godermi in santa pace qualche minuto aggiuntivo di defaticante, quando esco sono le 20.30 in punto, mi appoggio alla macchina e incomincio a fare stretching. Quando metto in moto per tornare a casa il cancello è ancora aperto, passo davanti all’ingresso di Villasanta ed anche lì il cancello è aperto ed allora comincio a ridere pensando a quella sera quando alle 20.35 avevano già chiuso tutto…….

E mentre salgo le scale di casa continuo ad urlarmi dentro “dai, dai, daiiiiiiiiii”.