Giovedì 24 Maggio 2007. Mancano 31 giorni.

 

Giornata da copia e incolla di quella di ieri. Stessa sveglia, stesso pullman, stesso arrivo in ufficio. Le sensazioni sono buone perché sulle spalle il peso di un’altra grande “coppa” in più non si fa sentire e nemmeno le gambe ne risentono. C’è solo un piccolo fastidio inguinale nella parte destra che mi fa ricordare che dovrò fare terapie anche per i psoas che mi hanno trovato più corti del dovuto, ma per il fisio quelli adesso non preoccupano, quando ci metterà mano mi ha già preannunciato: “quelle terapie saranno la ciliegina sulla torta”. Se lo dice lui, va che a me piace la meringata, magari ricoperta di cioccolato fuso fondente. Visto che sono arrivato presto e praticamente faccio metà intervallo, mi prendo un’altra mezz’ora di permesso, ho voglia di andare al Parco anche stasera, si corre il mitico giro dei desmila della gara Gamber. Circa 1 km e mezzo di riscaldamento, al ponte delle Catene stretching appoggiato all'albero nr. 62, poi si parte. Non è un azzardo, lo so bene che correvo due giorni di fila quando stavo benissimo e mi stavo preparando per la maratona di Milano, ma devo recuperare un po' di tempo perso e poi, come dice Mario, piano e ancora più piano. Vicino all'ingresso dei Giardini incrocio un gruppo di scatenati, riesco solo a sentire: "cosa, quella di Cusano Milanino?". E già, io a Cusano sono pre-iscritto, ma con quello che dovrò fare domani sera probabilmente mi salta. Volevo correrla perchè ho voglia di rimettere un chip dopo due mesi, rientrare in gruppo, e non mi interessa un fico secco della gara, del tempo, volevo correrla solo per aggiungere un altro piccolo tassello nella scaletta della mia rincorsa, volevo provare il piacere di osservare l'espressione di Fabio e Giampi mentre mi doppiavano. E intanto che penso comunque positivo arrivo nei pressi della porticina di Vedano mentre sta entrando la Dea Giunone. Un tocco di ragazza di almeno 170 cm, capelli neri raccolti in coda, un perizoma a mo' di filo interdentale che sparisce fra due toniche collinette di San Siro che tanto farebbero impazzire il Compa, un seno sontuoso che ballonzola vivace al ritmo del suo passo. Avete presente la spirale degli illusionisti? Ecco i miei occhi si fissano lì e chi li stacca più. Chiaramente rallento di brutto, mi piazzo vicino a non più di 1 metro di distanza e continuo a lumare. Passa qualche secondo e lei si gira a guardarmi, ma stavolta non c'è Fabio con le sue becere battutacce, non corro il rischio di diventare rosso come un "Gamber" e ricambio lo sguardo. Però alla seconda occhiata penso che forse non gradisce e allora allungo. A quel punto sento che incomincia a tossire, non sarà mica un modo per richiamarmi, per farmi capire "ma dove vai, stai qui a farmi compagnia, e guarda pure tanto non mi dai fastidio". Magari è solo un po' costipata e allora... pensa a correre pirlone. Non mi perdo nessuna fontanina, anche oggi è bello caldo, e mentre sto risalendo lungo il corso del Lambro una bimba che sta passeggiando con la mamma mi fa da lontano ciao ciao con la manina, e poi lo dice a voce, quando arrivo vicino le do un piccolo cinque e lei ride, la mamma anche, e dietro sento che continua a dire "ciao, ciao". Ormai manca poco alla fine del giro, nell'ultimo km comincio a sentire un pochino di pesantezza alle gambe, ed allora cambio il passo sul tacco e punta che tanto sta a cuore al mio fisio, che proprio non riesco a fare perchè il tacco va giù giusto, è la punta che non spinge, e cosi mi sembra di correre sui talloni, ma stasera mi concentro un po' e giusto negli ultimi 300 metri mi sembra di farlo bene, la velocità aumenta e...Mario, non mi sgridare, ero proprio alla fine. Stop al crono, un altro km e mezzo di defaticante e quando arrivo a casa guardo il tempo. Ottimo, addirittura con una media leggermente migliore di ieri, con nelle gambe gli 80 minuti di ieri e la tacchinata, ma soprattutto nessun dolore. Non prendo l'ascensore, vado su dalle scale e dentro di me sto urlando "dai, dai, daiiiiiiiiii, dai che forse la ruota sta ricominciando a girare dalla parte giusta, daiiiii". Stasera niente aspirina, la camomilla però ci vuole, mi aiuterà a non pensare a domani: mi attende una terapia molto dolorosa, dicono necessaria e forse risolutiva e poi dovrebbe anche cominciare a diluviare. Vabbè prepariamoci, domani ci sarà da soffrire.