Padova: calore umano…e non solo.

 

Questa per me è stata la quinta partecipazione alla maratona di Sant’Antonio, ma se anche può sembrare una frase banale o già detta, ogni volta è come fosse la prima volta.

Molti sono i motivi che, anno dopo anno, mi hanno invitato a partecipare a questa bella manifestazione…

Io e il mio amico Claudio siamo partiti di buon’ora da casa, per usufruire allo stadio Euganeo dei primi pullman diretti a Vedelago: un rapido sguardo al percorso di gara e un piccolo sonnellino fino a destinazione.

Arrivati inizio a salutare alcuni amici e conoscenti e con l’emozione che inizia a farsi sentire, mi incammino verso la zona della partenza.

Ci accomodiamo su una panchina all’interno di un bel parco, per prepararci, mangiare qualcosa e chiaccherare un po’.

L’emozione continua ad aumentare; incontro altri amici e dopo aver deposto la borsa sul camion, entriamo nella zona della partenza.

Il pensiero è rivolto, come ad ogni maratona che affronto, ma qui a Padova in modo particolare, ad un carissimo amico, che mi ha fatto amare, apprezzare e insegnato a gestire la fatica di questa bellissima distanza; insieme abbiamo condiviso questa gara per alcuni anni e tutte le altre corse competive e non.

So che anche questa volta saprà consigliarmi su come affrontare e amministrare questo percorso, anche se lo farà dal cielo.

La distanza è vero spaventa sempre, soprattutto se affrontata con un scarsa preparazione, ma l’entusiasmo è talmente alto che anche stavolta sò di potercela fare; la preoccupazione più grande è il caldo: come tante altre persone, anch’io lo soffro in modo particolare, e quindi, prudenzialmente preferisco correre ad un’andatura più lenta di quella usuale, per risparmiare energie.

Mi aggrego alle lepri e ne riconosco una dell’anno precedente: Silvana, una grande e simpatica podista di Milano.

Il percorso è bello, come sempre e con qualunque condizione atmosferica, perché oltre al calore meteorologico, c’è quello sempre presente della popolazione che con musiche, applausi, incitamenti lungo tutto il percorso, dà una carica e ti sprona a non mollare.

Mi entusiasma tutto, ma soprattutto il passaggio a Castelfranco, forse perché in questo punto la mente e il corpo sono ancora abbastanza arzilli, da apprezzarne la bellezza del castello e degli spettatori.

Intorno ai 21 km ho una crisi, sento la pressione abbassarsi e decido di diminuire ancora la velocità fino al successivo punto di spugnaggio: ne approffito per una bella rinfrescata e per fortuna le forze iniziano a tornare.

Ormai il gruppo si è allontanato, provo ad aumentare il passo per riprenderlo, ma capisco subito che non è una buona idea; di qui la decisione di completare la gara con una spugna sempre nella mano sinistra, una bottiglietta d’acqua nella destra, e una velocità ridotta.

Fra le cose che più mi hanno impressionato in questa edizione sono state le numerose sirene delle ambulanze, le molte persone ferme al 30° km e il lungo serpentone che, da questo punto in poi, si snoda per i rimanenti 12 km, come una lenta e mesta processione.

Piano piano raggiungo alcuni amici, un pò stremati e doloranti, provo a spornarli a proseguire con me, ma preferiscono di no.

Un problema intestinale mi costringe ad una sosta forzata, ma ormai mancano pochi km e l’idea di mollare non mi sfiora minimamente.

Il vantaggio di aver partecipato più volte a questa gara, è quello di conoscere quasi ogni curva del percorso, prevedere in quali momenti può sopraggiungere una crisi e quindi prepararmi ad affrontarla.

L’ingresso in città è un toccasana sia per lo spirito che per il corpo; gli ultimi km sono ombreggiati e ricchi di cambi di direzione; in prossimità dell’arrivo mi accolgono le parole di incitamento del sig. Antonio, papà di Fabio, e una forza inaspettata mi invade fino ad esplodere in una fortissima emozione con l’ingresso in Prato della Valle: strepitoso come sempre il colpo d’occhio, la musica, gli applusi e soprattutto la simpatia dello speaker e del mio fotografo preferito.

Quest’anno, oltre alla soddisfazione, avrò nel mio cuore il ricordo di aver conosciuto delle persone simpaticissime e molto allegre, che hanno contribuito a rendere speciale una manifestazione già di per sé bellissima.

Un ringraziamento e un pensiero particolare a chi mi ha dato dal cielo tanta forza ed entusiasmo

questa emozione è dedicata a te.

 

  

 

 

                      

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