Io
sono







detto
Tapa Socio
e, di
fatto,
elemento
vitale per
le
cronache
del Tapa
Mad Max.
Anno
Domini
1953, tre
figli
ormai
grandi,
con ancora
tanta
voglia di
piccoli
intorno,
ma si sa,
al giorno
d’oggi
per avere
dei
nipotini
bisogna
aver
pazienza...
Insomma,
cosa c’entro
io con la
corsa è
presto
detto:
calciatore
da sempre
mi sono
trovato
all’alba
dei 50
anni senza
più
alcuna
possibilità
di trovare
ne un
campo di
calcio ne
tanto meno
una
squadra
con cui
misurarmi,
per cui
ero sempre
pronto per
fare
qualcosa
ma in
realtà
non facevo
proprio
nulla di
sportivo.
Così, in
occasione
della mia
periodica
donazione
di sangue
al
Policlinico,
nell’intervista
di routine
da parte
del medico
di turno
mi sono
visto
associare
alla voce
“
attività
fisica”
la parola
“
sedentario”!
E no,
questo era
veramente
troppo.
Un
collega in
ufficio
stava
preparando
la sua
prima
maratona -
mettendo
quasi a
rischio il
posto di
lavoro - e
mentre mi
stava
intrattenendo
con la sua
quotidiana
descrizione
della
tabella
che stava
seguendo
mi disse:
“
perchè
non corri
anche tu?”
Di
risposte
ne avevo,
tante e
ragionevoli,
ma dopo
quella
intervista
al
Policlinico
mi uscì
solo un
“...perchè
no?
Qualche
consiglio?”
E dopo
qualche
timido
tentativo
di corsa
per le
strade del
vimercatese,
con una
partecipazione
ad una
Mezza a
Monza due
anni fa,
lo scorso
anno
partecipo
alla
preparazione
della
(stessa)
Mezza da
parte
della
Forti e
Liberi. Il
resto è
storia, la
nostra
storia,ovviamente.
Sono
felice di
fare parte
del
gruppo, e
sono
orgoglioso
di quello
che,
grazie
alla testa
dura di
Max e
forse
anche alla
mia voglia
di non
mollare,
siamo
riusciti a
fare in
meno di un
anno.
Dimenticavo,
anche se
la
settimana
è quella
meno
indicata
per dirlo,
sono un
Milanista
e, forse
perchè c’è
ancora chi
per strada
si volta a
guardarmi
in quanto
convinto
di aver
incrociato
Rivera, il
mio è un
fattore di
destino,
semplicemente.
Cronaca:
La mia
prima
Monza
Resegone
Cronaca:
La mia
seconda
Monza
Resegone
Cronaca:
La mia
terza
Monza
Resegone
