Ciao nè, io sono

 

                                                                   

    

Questa è la storia di una bimbina piccina e magrolina nata e cresciuta in un paesino della pianura Padana non molto lontano dal fiume Po.

E’ nata il 4 marzo 1960 a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, da mamma Dea e papà Attilio. Fulvio (il fratello) è da 5 anni che aspetta la sua venuta ma ancor oggi non si sa se ne fu felice o meno.

Mamma Dea era preoccupatissima perché Daniela (questo è il nome della bimbina) mangia pochissimo, a tavola si siede sullo spigolo della sedia, due bocconi e schizza via velocemente. Se la vedesse ora sarebbe contenta e appagata di tutti gli sforzi culinari profusi.

Daniela aveva una grande passione, la danza classica. Le sue prime scarpette non furono per correre ma erano di raso bianco, col gesso in punta e con il nastro che avvolgeva la caviglia. Dopo qualche  anno dovette rinunciare a questa passione perché le buone scuole di danza erano solo in città e frequentarle era costosissimo.

In occasione dei Giochi della Gioventù mise in mostra discrete qualità di velocista nei 100mt, 200mt e salto in lungo. L’attività in pista si protrasse per diversi anni durante i quali la bambina, ormai divenuta ragazza, ebbe le sue soddisfazioni.

L’avvicinamento al podismo fu lento e graduale e prese completamente il posto dell’attività in pista. Per qualche tempo si dedicò esclusivamente a tapasciare. Nel 1989 un colpo di pazzia la portò a Mosca per partecipare alla sua prima maratona. Senza alcuna specifica preparazione concluse la maratona in 5 ore, la sofferenza fu tanta che ci vollero ben 14 anni per ritentare l’esperienza.

Era consuetudine, per Daniela, ogni anno nel mese di ottobre recarsi a Carpi per ammirare gli arrivi della Maratona d’Italia. Nell’ottobre del 2002 qualcosa scattò nella sua mente e si disse: “tra un anno ci sarò anch’io!”.

E così fu. Con una preparazione “fai da te” e una determinazione incredibile concluse la maratona di Carpi nell’anno 2003 in 4ore 26min.

Da quel giorno qualcosa cambiò, non era più la solita tapasciona ma piuttosto una tapascio de-luxe. I riscontri cronometrici migliorarono,  aumentò il numero delle maratone all’anno (tutto sommato non molte ma “mirate”), allenamenti un po’ più costanti. Il marito-podista-velociraptor nota il cambiamento (adesso Daniela non brontola più quando si tratta di alzarsi la mattina presto per andare a gareggiare), le amiche (podiste anche loro) non la riconoscono più. Il ciclista-fratello esclama “credevo di essere l’unico matto in famiglia, ora siamo in due!” (col senno di poi, sembra contento di avere una sorella così).

I suoi miti erano (e lo sono anche oggi) Carla Fracci, Rudolf Nureyev e Pietro Mennea. Ora  c’è anche Stefano Baldini del quale, oltre ai  prestigiosi titoli, ne ammira la semplicità e la genuinità che le ricorda i sapori della terra emiliana.

Daniela scopre il sito Podisti Net quando ancora era un semplice portale web che riportava le cronache locali (era appena nato), ma solo nel 2004 trova il coraggio di entrare in chat. Da quel momento conosce tante belle persone con le quali condividere la passione che li unisce.

Nell’estate del 2006 un servizio fotografico la incuriosisce. Era la Ricognizione della Brigata Tapasciona sul percorso della mezza di Monza. Si trova a suo agio e lascia parecchi commenti alle foto, suscitando la curiosità dei protagonisti. Il gioco è fatto. Il contatto è avvenuto. Nello stesso tempo nasce il desiderio di conoscere questi allegri brigatisti. In settembre parte in direzione Monza e……...  il resto è storia attuale.

E’ un onore essere la vostra mascotte

tapadani

 

le mie gare: 32 anni di gare sono tanti da elencare, mi piace pensare che il futuro me ne riservi altrettante.

 

le mie cronache:

Maratona Di Reggio Emilia 2004

Castelnovo ne' Monti 2006

Carpi Maratona d'Italia 2006

 

Se mi vuoi scrivere direttamente: tortella@brigatatapasciona.net