Diciamoci la verità cominciare a correre non è poi cosi difficile. Basta una maglietta, un paio di pantaloncini, un paio di scarpette (da running però, eh!) e via che si va. Poi uno ci prende gusto e va’ a finire che prima o poi si impantana nelle sabbie mobili di tabelle d’allenamento, cronometri, tempi al km e chi più ne ha più ne metta. Solo che se madre natura ha deciso che sei un campione allora non si discute, ma di quelli ne nascono pochi. Nascono tanti ottimi atleti, tanto per capirci persone che corrono una maratona anche in meno due ore e mezza, ma poi scoprono che quello che ha vinto, quello che avrà gloria, quello di cui tutti si ricorderanno è arrivato dai dieci ai venti minuti prima. Nascono tanti atleti di buon livello, i quali sudano, faticano, si allenano come dei matti ma si ritrovano sempre davanti decine e decine di fenomeni e di ottimi atleti. E poi nascono miliardi di tapascioni. Per carità anche tra i tapascioni si potrebbero fare tante categorie, in fin dei conti un tapascione da 3h40’ in maratona non è proprio come uno da 4h30’. Ma vedete, si finisce sempre a parlare di tempi, di prestazioni. Ed è proprio per combattere un po’ questa piaga che abbiamo aperto volentieri una pagina sul nostro sito per dare spazio e voce ad un movimento che ha una filosofia di vita e di corsa abbinata alla vita che ci piace e che vogliamo farvi conoscere.

Chi è un Bottom Runner? Innanzitutto una persona normalissima, una persona sana che ama fare questo sport traendone tutti i benefici possibili.

Magari lo siete già anche voi ma ancora non lo sapete. Scoprite allora qual è il vostro grado di “Bottomite” rispondendovi alle seguenti affermazioni:

 

1) Corri per stare meglio, inspiri aria fresca ed espiri preoccupazioni, pensieri, fastidi.

2) Non mangi meglio per correre di più, bensì corri meglio per mangiare di più.

3) Sei il tuo unico avversario, ma sei uno sportivo e - rispettando l'avversario - rispetti anche i tuoi limiti.

4) Eviti di fermarti, ma se non stai bene rallenti.

5) Se inizi una gara, la porti a termine, ma senza eroismi.

6) Nessuno ti paga per correre e nessuno si lamenterà se arrivi dopo il previsto.

7) Delle tue gare ricordi la compagnia, i panorami... ed anche i tempi.

8) La tua competizione ideale è superiore ai 25 km: è scientificamente provato che la fatica ammorbidisce i caratteri più superbi. Chiunque accetterà un incoraggiamento e financo un puerile complimento dal 25° km in poi.

9) Ciò è fondamentale, perché se sei un Bottom Runner ti ispiri anche osservando i fondoschiena degli atleti del sesso che risponde ai tuoi gusti.

 

Come è andata? Siete a 4 o 5 consensi su 9?

Allora siete sulla buona strada, per voi la vita e la corsa sapranno fondersi insieme in un magico mondo di emozioni e gioia. E starete molto meglio voi e farete stare meglio chi vi sta vicino e vi vuole bene.

Questa filosofia ha ovviamente qualcuno che l’ha ideata e potevano non essere utenti di quella stupenda congrega che è la community di Podisti.net?

E allora fuori i nomi, i cognomi, i nickname ed anche le foto. Cosi sapranno tutti…con chi prendersela.

 

Andrea Furlanetto, detto Punti, nato nel 1967.        

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Potete trovarlo in giro ammaliato dai fondo schiena veneti e non in quel di Scorzè, un paese che deve la sua notorietà all’acqua minerale... anche se lui è nativo di Trieste, dove l’acqua si usa esclusivamente a fini igienici. Profondo seguace della reintegrazione dei liquidi persi durante l’allenamento, predilige bevande fermentate al malto e luppolo, confortato in questo dal parere del celebre ultramaratoneta Mario Fattore, con cui ha avuto il privilegio di parlare durante la trance maratonica successiva al suo esordio sui 42,195 km avvenuto nel 2004 a Venezia (intendiamoci: erano entrambi a bordo di un autobus, altrimenti, ai ritmi di Mario, l’unico modo per rendere possibile una conversazione è dotare Punti di una bicicletta da corsa). Non avendo le competenze tecniche per divenire Personal Trainer di alcuno, Punti si fregia di essere Personal Coach di alcuni maratoneti, che motiva attraverso svariati mantra, il più importante dei quali è ‘La direzione è più importante della velocità’.

Si allena preferibilmente durante il fine settimana nelle strade di campagna che circondano casa sua, se volete conoscere lui ed i suoi amici, potete mandargli un’e-mail presso punti17@alice.it per concordare un’uscita.

Nel suo curriculum finora 4 figli e 5 maratone: pur non amando il podismo, la sua gentile consorte sta iniziando a considerarlo il male minore.

 

Giuseppe Abatematteo detto Ferry, nato nel 1970

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Lui va in giro a bottomeggiare a Modena e dintorni. La sua personale filosofia? Leggete qua: ho scoperto la corsa 2 anni fa e da allora è stato un crescendo, ormai non mi fermo più! Chi mi conosce dice che qualche circuito mi è saltato: da sempre sono stato un super tifoso di calcio ma adesso non c'è partita che tenga, prima la corsa e poi il resto! Sono un bottom runner... “perchè vorrei andare più forte ma non ci riesco!!!” E poi ... a stare nella testa della corsa ti annoi, sei tu da solo con gli scarichi delle automobili dell'organizzazione...molto meglio nella pancia del gruppo dove è possibile scambiare due chiacchiere e magari conoscere qualche bella fanciulla!

 

Simone Grassi detto Sigi, nato nel 1973

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Bottom pendolare tra Dublino e Cesena. Calciatore con troppe ossa rotte, trova nella corsa e nel bottom-correre uno stimolo per riempire i 30 anni! Per migliorare bottomeggia dietro a 20enni bottom-compagne di club, voglioso di migliorare ma certo del fatto che ci sarà sempre almeno una bottom-podista più veloce di lui che lo possa precedere. Inoltre nella foto allegata si può notare la foga agonistica, la tenacia del professionista, la cattiveria dell'atleta bottomrunner .... anzi come queste manchino totalmente quando ad un bottomrunner togli il punto di riferimento per la corsa.

 

Giuseppe Lauria detto Laurietto, nato nel 1950

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Io e lo sport siamo due entità distanti anni luce.

Tanto per capirsi ero di quelli che da ragazzi veniva scelto (!!!!????) per ultimo, quando si dovevano formare le squadre.

Forse per questo il calcio non mi è mai piaciuto.

Negli anni giovanili ho provato il tennis, la corsa campestre, ma poi ripiegavo sul flipper e sul cinema: certamente meno faticosi.

A nuotare ho imparato in età avanzata perché appassionato di vela.

Ho provato con il  golf (bello e impossibile per i costi proibitivi).

Ad un certo punto, con lo stesso spirito che mi ha fatto scoprire le vie ferrate delle Dolomiti, per combinazione mi metto in gioco facendo la scommessa con me stesso: riuscire a terminare una 24 km senza aver mai corso prima, era tre anni fa, avevo già 54 anni.

Riuscire a finirla mi ha talmente gasato che non ho più smesso.

Dopo sei mesi avevo terminato la mia prima maratona.

Quest’anno l’impresa: finire la 100 km del Passatore.

Adesso le maratone sono diventate 18 e non conto più le mezze e le 10 km .

La mia pigrizia di fondo non mi ha, però, mai abbandonato e spesso prende il sopravvento: ne risentono gli allenamenti (privi di qualsiasi criterio di programmazione).

Mi piace correre senza costrizioni e, considerando che non posso confrontarmi con i tempi di quelli che corrono davvero, vago stanco, stravolto, ma dignitoso e felice nella retroguardia del gruppo.

Questa posizione è però privilegiata, mi consente di ammirare tutti i tipi di panorami che ho intorno e davanti a me. E, nei momenti di maggior difficoltà, avere dei punti di riferimento validi è un traino che rigenera le energie esaurite da tempo.

Speriamo che anche questo non sia considerato doping!!!!

Per effetto delle numerose gare e trasferte, la mia attività di osservatore ormai spazia in giro per tutt’Italia, non disdegnando qualche puntata all’estero, dove non mancano i panorami notevoli (in quanto a panorami, non si può essere sciovinisti!!).

Ma la corsa mi ha fatto principalmente scoprire che, oltre a quelli che se la tirano, c’è tanta altra bella gente che la vive senza stress da prestazione e con spirito di sana e squinternata allegria.

Io ho avuto la fortuna di conoscerne tanti attraverso il web e alcuni anche di persona.

Sono state tutte belle sorprese.

 

 

E credete che il pianeta Bottom sia abitato solo da questi quattro stravolti? Certo che no, ci sono anche persone famose che non lo sanno, ma sono dei grandi Bottom. Per esempio uno che ha scritto una canzone con questo testo non lo nominereste Capo Menestrello del movimento?

 

 

Siamo animali strani
con abiti normali
i piedi a terra e le idee tra le nuvole
forse la vita è un sogno meccanismo del tempo
che ci trasporta dove noi non immaginiamo
dove una stella può cadere
e diventare il desiderio che siamo qua, che siamo qua

un anima e puoi volare su questo mare
su un guscio di noce che è la tua fragilità
lo puoi capire fallo senza fretta
e prenditi il tempo perché la tua lentezza
è l’equilibrio per restare in piedi..

lento tempo ma comunque sempre dentro,
il tempo lento…

siamo animali rari ognuno ha le sue ali
ognuno i suoi tempi
quando vai basta arrivare
dove una stella può cadere
e diventare un desiderio un attimo di libertà instabile

puoi volare anche senz’ali
su un guscio di noce con la tua velocità
lo puoi capire fallo senza fretta
e prenditi il tempo perché la tua lentezza
è l’equilibrio per restare in piedi

lento tempo ma comunque sempre dentro
il tempo lento…
lento tempo
puoi riprender tutto il tuo tempo lento

 

Lentezza di Piero Pelù