La nostra corrispondenza

Come socio anziano, dopo Mario naturalmente, mi assumo la
responsabilità di presentare la mozione per estromettere dalla Brigata
i soci fondatori  Max "TACCHINO" Bertarelli e Marco Scianca per aver
corso  a ritmi non tapascionici facendo ripetute a gogò (forse era
meglio fare le ripetute in un altro modo ma presumo che manchino di
coraggio e prestanza fisica , altro che tacchinatori).
Peraltro si commuta da avviso verbale a cartellino giallo( al prossimo
si esce) ai seguenti brigatisti :
1) Danilo Presti per aver detto di eseguire ripetute di nascosto
2) Gianluca Biassoni per aver corso la Monterfortiana senza avvisare la
Brigata
3) Antonio Calvanese per aver fatto parte della cospirazione anti-tapascioni.
Per i primi due abbiamo prove scritte dagli stessi  ed inserite a mo'
post nel sito dei Podisti, per gli altri tre quanto prima provvederemo
a raccogliere fondati elementi di accusa tramite le nostre spie
"specialized" (vedi Marco "tutto parco").
Per i restanti brigatisti un encomio di stima per aver contenuto le
velleità agonistiche, vedi il buon Compa che s'impegna nel Brianzolo a
gareggiare ad andatura tapascionica ...tanto da chiudere il gruppo della
sua serie e prendersi tutti gli applausi come fosse il primo.
Alquanto prima , attendendo il ritorno di Mario lento , le decisioni
definitive.
Grazie

 

Giampi, 4 Febbraio 2008

 

Ci eravamo incrociati negl'anni 80' sulle strade della Brianza e nella
stessa ora di corsa di una 6x1 ora in quel di Carate poi il destino ci
aveva divisi riproponendoci di incontrarci ancora nel 2007 sui campi del
Brianzolo.
E' stata battaglia sui filo dei secondi sempre lui davanti ed io dietro
a sputare sangue per superarlo , solo a Monza complice l'idea dei
palloncini "1 punto per i Gamber" del mai serio Max riuscii a finirgli
davanti ma con la fortuna di essere accompagnato sul traguardo dal
mitico Rino Lavelli.
In quell'occasione presentai Mario e Lino ai miei compagni di squadra
come fratello maggiore e zio tale è il rispetto che nutro per loro .
Oggi purtroppo siamo accomunati, io e Mario , da problemi cardiaci: dei
miei naturalmente conosco l'identità ma di quelli di Mario sempre
pronto ad affrontare sfide a me impossibili ne ero all'oscuro visto
anche la sua riservatezza .
Leggendo nelle news della brigata il post di Roby è come se il mondo mi
fosse crollato addosso , sapevo che Mario era fermo ma non pensavo che
l'entità della fermata fosse tale , ho cercato di buttarla sul ridere
creando all'interno della Brigata "LA SEZIONE CARDIODIPENDENTI" con primi
soci io e Mario ma lo sconforto è risultato vincitore.
Ora non ci resta che aspettare e sperare silenziosamente come Brigata
che il nostro socio Mario ritorni nel gruppo e come auspica il buon
Marco nel suo post possa riprendere a "coltivare" i suoi hobbies
FORZA MARIO QUESTA E' PIU' DURA DEL PASSATORE E DELLA CHIESA -VALMALENCO
DACCI DENTRO LA BRIGATA E' CON TE.

Giampi, 29 Gennaio 2008

 

 

Conoscete nessuno davvero bravo che potrebbe tentare di registrarmi il cervello?

Settimana passata a sperare e pregare che il viaggetto in ambulanza di domenica scorsa fosse dovuto soltanto ad un sovraccarico…timidamente venerdi sera faccio 1 ora di jogging, nessun dolore, ed allora penso a cosa fare stamattina visto che per una storia o per l’altra mi ritroverò da solo. Esco di casa, digiuno, alle 9.40 (era una vita che non dormivo così la domenica mattina) riscaldamento fatto per bene con anche 5 allunghi, mi sento caldo, faccio partire il crono e parto anche io. Obiettivo il bellissimo giro dei Gamber di 14km nel Parco di Monza. Sto bene, non ho dolore e nei giardini della Villa Reale entro in estasi. Davanti all’ingresso dell’Autodromo esco dai sogni anche perché sento il respiro un pochino sforzato, guardo il crono e nella mia zucca semi vuota rimbomba un sonoro PIRLA con tanto di eco. “Adesso arrivi al 7^km e ti fermi, esaltato”, mi dico. Cosi faccio, il crono segna 32 minuti!!! Però sto bene ed allora decido che diventeranno due ripetute da 7km, continuo a corricchiare su e giù dalla discesina del ristorante e dopo 6/7 minuti riparto. Calma, mi dico, questa falla più lenta. Ed in effetti il respiro non è affannato come prima, nell’ultima parte sento le gambe un po’ durette, però manca poco, tengo duro ed arrivo abbastanza fresco alla fine della seconda ripetuta. Guardo il crono….33 minuti!!! Media generale 4’40”, battito medio 161, max 170.

E sapete il pirla che fa? Si mette a dare 5 agli alberi saltando per tentare di dare 5 anche ai rami in alto, un paio di cani si mettono a fare festa anche loro, i padroni scuotono la testa, i runners che passano fanno finta di non vedermi…..ero uscito di casa con l’obiettivo di fare 14km in 1h15’ ad andare forte!!!!!

AIUTATEMI!!!!!!

 

Max, 27 Gennaio 2008

 

 

E’ una riflessione che volevo condividere con voi. Credo che la storia di Gasparotto la conosciate tutti, io spesso e volentieri leggo il suo blog e questi pensieri mi sono venuti in mente dopo averlo incontrato per l’ennesima volta proprio domenica scorsa in quel di Bergamo. Abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, proprio un paio di km prima che io mi fermassi per infortunio.

E già, mi dico, lui è stato, se vogliamo, beneficiato dal caso, dal lavoro che fa e per chi lavora e tutta una serie di circostanze che hanno portato un giornalista grassottello a diventare un buon podista. Se a lui succede qualcosa alza il telefono e chiama il Dr. Tavana….segue delle tabelle specifiche e personalizzate….alterna corsa, palestra, piscina…….caspita, ma devi avere anche le possibilità ed il tempo per fare tutte quelle cose.

Io quelle possibilità non le ho, io sono uno di quei pendolari che si alzano alle 6.30 del mattino e tornano a casa dal lavoro alle 19.

E non è invidia o astio nei confronti di Gasparotto o verso chi può fare le cose che fa lui (e se vogliamo sarei anche uno fortunato rispetto a chi fa una vita ben peggiore della mia)….è che stavo considerando come tutti noi, chi con più possibilità e chi con molte meno, con orgoglio si può fregiare del titolo di “Amatore”.

Credo che non ci sia termine più appropriato per definirci, perché solo chi sa veramente amare questo sport, sa cosa vuol dire impegno, passione, sacrificare tempo libero alla famiglia o ai divertimenti o all’ozio, che spende ogni anno belle cifre per coronare tanti piccoli sogni che sono le gare alle quali ci piace andare a partecipare, che in ogni classifica è sempre nella parte medio (quelli bravini) o bassa eppure le guardiamo con soddisfazione e ci lanciamo ogni volta una sfida per stimolarci a provare a fare meglio……..beh questi siamo noi, i salassati dalla Fidal e dagli organizzatori, eppure noi sappiamo amare veramente questo sport.

E poi succede che un tapascione come me al primo infortunio serio (Marzo 2007) rimanga scosso per un bel po’ di tempo, ma perché ti sei precluso la possibilità di amare  e vivere tutte quelle corse alle quali volevi partecipare, la frequentazione degli amici dei quali non puoi più fare a meno…e quando ti succede un’altra volta come domenica scorsa (fortunatamente una cosa più lieve) scopri che questo amore ti fa accomodare su di un’ambulanza e chiacchierare tranquillo e sereno con un infermiere che rimane allibito nell’apprendere che per correre mi sono alzato alle 6 del mattino, ho fatto un bel viaggetto, che non sono più un ragazzino e che nel vedermi sorridente in una situazione dove non c’è molto da ridere si lascia contagiare dal mio entusiasmo e vuole che gli racconti tutto quello che so su questo sport.

Amatori deriva da amare.

Che bello.

Max, 24 Gennaio 2008

 

Il giorno dopo la maratona di Reggio Max così scrisse nella community di Podisti.net:

Più di una volta avrete letto dei miei commenti entusiastici sulle persone che dedicano il loro tempo per assisterci "volontariamente" nelle nostre corse, competitive o tapasciate che siano.

Se oggi sono qui "abbastanza sano" a scrivervi lo devo non a dei volontari, ma a dei fantastici angeli dalle sembianze umane che ieri a Reggio gestivano il ristoro dopo il 35mo km. Il team Paterlini.

Quel pazzo che incurante dell'acqua e del freddo era in mezzo alla strada ad incitarvi ed a indicarvi dov'era il the caldo, la frutta ed il resto, a fare qualche passo di corsa con voi era Billy, il marito della Dani.

Io mi sono ritirato proprio lì perchè sapevo che avrei trovato assistenza e qualcuno che conoscevo, loro si vantano di avere il ristoro migliore della gara ed io vi posso assicurare che davvero è così, dovevate vedere che cosa non facevano per non farvi mancare assolutamente niente.

Mi hanno subito ricoverato nel retro del loro tendone, mi hanno coperto con un telo, mi hanno messo vicino ai fornelloni dove scaldavano il thè e facevano abbrustolire la polenta, hanno chiamato per tre volte al cellulare gli organizzatori avvisandoli che c'era uno da recuperare, dopo 1 ora e mezzo, quando stavo cominciando a vedermela davvero brutta, visto che nessuno passava a prendermi, mi hanno caricato su una loro macchina e mi hanno portato al Mirabello.

Grazie Billy. Grazie Paterlini. Grazie angeli.

Dopo averlo letto feci a Max una promessa...

Caro Max ho mantenuto la mia promessa, ho stampato il tuo post e in occasione del pranzo sociale del Team Paterlini, l'ho consegnato nelle mani di Olly (Giovanni all'anagrafe) Paterlini, ovvero colui che col cellulare ha cercato varie volte di far pervenire un mezzo per condurti all'arrivo. La prima cosa che mi ha detto sai quale è stata? Ha chiesto scusa perchè hai dovuto aspettare così tanto. Ma non è finita qui. Durante il pranzo Olly mi ha invitata a salire sul palco cedendomi il microfono affinchè le tue parole venissero udite da tutti i presenti (pochi intimi, solo un centinaio di persone) fra i quali vi erano anche gli addetti al ristoro del 35° km. Non ti dico l'emozione, il cuore batteva a mille. Credo di essere riuscita a trasmettere le tue emozioni, e il sincero e forte applauso che  è seguito ne è la conferma (Billy aveva gli occhi lucidi).

Olly mi ha chiesto di farti avere i suoi ringraziamenti.

Sono le persone come te che danno un senso a tutto e spronano ad impegnarsi maggiormente per offrire ai maratoneti quel qualche cosa in più che solo chi corre comprende e può dare.

Grazie Max

Dani, 18 Dicembre 2007

 

Quasi per scherzo qualche giorno fa con Fabio e Marco ci stavamo domandando se non era il caso di regalare al nostro sito un indirizzo più appropriato, un bel www brigatatapasciona it/net/org/com.

E quella bella idea sta diventando piano piano una realtà.

Marco ha comperato un dominio, io sto cominciando a fare un po’ di prove per vedere se tutto funziona a dovere.

Siamo ancora all’inizio, ma sono stati posati i primi mattoncini della nostra nuova casa.

Un po’ di pazienza e tra non molto conoscerete il nostro nuovo indirizzo.

Ma le novità non sono finite.

Credo che sia anche arrivato il momento per me di farmi da parte, ho lanciato questa avventura, ho dato tutto quel potevo perché fosse qualcosa di magico, credo che ormai servano nuovi stimoli, nuove idee.

Tanti sono gli amici che ci seguono giornalmente, tanti quelli che ci dimostrano affetto con i loro piccoli e grandi contributi, questa magia deve continuare.

Ho chiesto a Marco di sostituirmi nella conduzione del sito e lui ha accettato volentieri.

Non avrei potuto mettere in mani migliori il nostro sito, le sue competenze nel settore sono notissime, la sua intelligenza e disponibilità saranno la nuova linfa.

Sarà sicuramente più bravo di me a coinvolgervi, a farvi partecipare, a tenere unito questo stupendo gruppo perché, dopo tutto, le pagine del nostro sito sono la nostra vita, le nostre emozioni, i nostri ricordi.

Lunga vita alla Brigata Tapasciona.

Massimo

3 Dicembre 2007

 

Ieri in quel di Cinisello all'Alpin Cup , senza il cugino pacemaker,
sui 10,5 km ad andatura semi lenta ho sfoggiato di nuovo la maglia della
Brigata che il buon Mandellik ha ripreso, peccato che non si possa
vedere il logo anche davanti.
Sono ancora in attesa della sentenza finale ma l'umore è abbastanza
buono, la musica mi tiene in vita ( a proposito Max in casa mia navigo
tra 4000 fra cd , lp , cassette....... ) E LE FORZE NON MI ABBANDONANO
PERCHE'.... ATTENTI STO ARRIVANDO e saranno sorci verdi per tutti anche per
chi sulle prime rampe del S. Genesio non ha avuto rispetto e se ne andato .
Ciao a tutti

Giampi, 19 Novembre 2007

 

LA NOSTRA CANOTTA.

Ho indossato per la prima volta la maglia in quel di Carate, ed ero
convinto che in quella occasione avrei trovato i componenti della
Brigata con la bella maglia in evidenza, ma a parte il Compa che ne
era sprovvisto nessuno la portava, forse il Panda ma ero talmente cotto
alla fine quando mi ha raggiunto che non mi ricordo.
Ne sono rimasto un po' deluso perchè pensavo che almeno alle tapasciate
quella doveva e dovrà essere la nostra maglia ufficiale .
Domenica 11 altra delusione nessuno portava la maglia, certo faceva
freddo ma la si poteva indossare sopra a quella più pesante in modo da
creare una protezione a strati .
Eppure salendo verso il S. Genesio alcuni runners hanno riconosciuto il
logo del nostro sito e mi hanno incitato leggendo il nome sulla maglia,
quindi a qualcosa serve visto il numero sempre più crescente di
collegamenti .
Domani me ne andrò a correre la 10,5 km dell'Alpincup e sfoggerò di
nuovo la maglia essendo quella corsa una non competitiva, anche se troverò i mie compagni di
società che mi guarderanno storto, ma non m'importa, ora io sono
sospeso e la mia squadra è solo la Brigata e lo sarà soprattutto se
dovrò solo tapasciare.
Ma la mia speranza è che questo sia la prassi ufficiale :
gare competitive maglia societaria - tapasciate maglia della Brigata
anche d'inverno"
ciao

Giampi, 17 Novembre 2007

 

A furor di popolo viene qui di seguito riportato il messaggio originale del 1 Novembre di Fabius Storditus:

Da quel fatidico e fantastico 23 settembre la mia maglia da "brigatista" era rimasta intonsa nell'armadio insieme a tutte le altre maglie tecniche e non dell'AL o che porto a casa dalle varie gare che faccio. Ma oggi era il grande giorno quello che da un mese e poco più aspettavo: partecipare a una bella tapasciata per poterla indossare!
Mentre mi recavo a Castanovo ero però un po' triste perchè pensavo che, a parte il Compa, che però non ero sicuro di incrociare, non avrei potuto condividere il mio debutto con nessun altro. E invece, sorpresa: vicino al banchetto delle iscrizioni i due reduci dalla maratona di Venezia il Tapasocio e il Cavadenti. Poco importa se loro la maglia non la indossavano, ma io si ed ero lì con loro!
Ma le sorprese non erano finite perchè verso il quarto o quinto km ci hanno raggiunti il Panda e nientepopodimenoche Mirko, alias lo Zio, l'autore del nostro logo che, ma forse era solo una mia impressione, sembrava felice di vedere un suo disegno portato in bella mostra sulla maglia.
Speravo che almeno uno degli ormai oltre 10.000 visitatori del nostro sito (ma lo sapete che ci sono siti di società sportive che dopo anni non arrivano neanche a metà dei nostri contatti?) fosse presente e mi chiamasse e invece nulla, ma va bene così.
Lunga vita alla Brigata Tapasciona! 

 

 

Per una volta e per un'occasione importante avevo delegato. Il traguardo dei 10000 contatti era vicino, non mi sembrava giusto essere quello che sembra che voglia fare sempre tutto lui e cosi chiesi al "Vicepresidente e socio fondatore" Fabio di celebrare questo evento. Ci ha pensato 10 giorni, l'ho pure riempito di imbeccate e cosa ne è venuto fuori? Ben 2 righe (dico 2) che avete letto qui sotto. U capì, facciamo il Presidente.

Aver inventato e creato questo sito con delle conoscenze informatiche quasi nulle sa di miracolo. Aver raggiunto e passato i 10000 contatti mi sembra fantascienza. Scherzando, più di una volta con Fabio ci siamo detti che di quei 10000 almeno 9000 sono nostri....ma non è vero ed un piccolo segreto che ho custodito gelosamente nel cuore per un po' di giorni è venuto il momento di svelarlo.

Arrivo Milano-Pavia. Sono ancora frastornato per una gara stupenda con un arrivo addirittura a ritmi di ripetuta e la consapevolezza della nascita di una nuova e stupenda amicizia. Finite le "compromettenti" foto di Roby, lo saluto e mi sto per dirigere verso il punto di riconsegna del chip quando sento dire dietro di me: "Ehi, ciao Max". E' una voce che non conosco, mi giro ed ho davanti un ragazzo che non avevo mai visto. Gli dico: "ma ci conosciamo?". E lui: "no, no, almeno tu no di sicuro, ma io so benissimo chi sei, tutti i giorni entro a vedere il vostro sito, siete davvero fortissimi..." E mi viene incontro e mi abbraccia. Riesco solo a balbettare un "grazie, grazie...continua a seguirci" e scappo via intimidito. Se questo è quello che siamo riusciti a creare, se queste sono le emozioni che riusciamo a trasmettere....beh, è solo poco più di 1 anno che è cominciata questa fantastica avventura, speriamo che duri il più a lungo possibile.

Ciao bella banda di storditi

Il Presidente (sempre dimissionario, nè?)

Max

 

A volte ritorna/no.

Casatenovo, terra di scoperte, di dolore e di felicità.
Esattamente un anno fa ho conosciuto la Brigata, un gruppo di lenti
amici: la scoperta 2006.
Quest'anno ho ritrovato una Brigata inaspettata composta da preparati
veterani, reduci da corse massacranti e competitive: la scoperta 2007.
 Esattamente un anno fa cominciava il dolore al ginocchio: dolore 2006.
Quest'anno dopo tantissimo tempo rieccolo comparire: dolore 2007.
Esattamente un anno fa ho passato una bella mattinata di festa ridendo e
scherzando: la felicità 2006.
Quest'anno idem: la felicità 2007.
Ciao
Mirco, 2 Novembre 2007
 

E arrivò anche il mio momento.

Da quel fatidico e fantastico 23 settembre la mia maglia da "brigatista" era rimasta intonsa nell'armadio insieme a tutte le altre maglie tecniche e non dell'AL o che porto a casa dalle varie gare che faccio. Ma oggi era il grande giorno quello che da un mese e poco più aspettavo: partecipare a una bella tapasciata per poterla indossare!
Mentre mi recavo a Casatenovo ero però un po' triste perchè pensavo che, a parte il Compa, che però non ero sicuro di incrociare, non avrei potuto condividere il mio debutto con nessun altro. E invece, sorpresa: vicino al banchetto delle iscrizioni i due reduci dalla maratona di Venezia il Tapasocio e il Cavadenti. Poco importa se loro la maglia non la indossavano, ma io si ed ero lì con loro!
Ma le sorprese non erano finite perchè verso il quarto o quinto km ci hanno raggiunti il Panda e nientepopodimenoche Mirko, l'amicone dello Zio (il creatore del nostro logo) che, ma forse era solo una mia impressione, sembrava felice di vedere per la prima volta quel disegno portato in bella mostra sulla mia maglia.
Speravo che almeno uno degli ormai oltre 10.000 visitatori del nostro sito (ma lo sapete che ci sono siti di società sportive che dopo anni non arrivano neanche a metà dei nostri contatti?) fosse presente e mi chiamasse e invece nulla, ma va bene così.
Lunga vita alla Brigata Tapasciona! 

Fabio, 1 Novembre 2007

 

Parma: il ritorno di Carlos

Sono passati 14 mesi dall’ultima volta che avevo scritto una cronaca podistica: ho cercato, a dir la verità, di scrivere delle poche gare che ho corso in questo periodo ma, per mancanza di tempo o per dimenticanza, sono rimasto in silenzio. Riprendo oggi, 23 settembre, con la cronaca e con il servizio fotografico della splendida giornata parmense trascorsa con simpatici amici, anche se ho sentito pesantemente l’assenza di Sabry, la mitica “Bagheera”, che rappresenta una delle icone più importanti delle mangiate post-gara.
 
L’appuntamento è fissato alle 6.30, a Piazza Loreto, con Fabio Maderna; si viaggia chiacchierando tanto, per arrivare a Parma verso le 8.15. Il ritiro del pettorale avviene in tempo ultraveloce con i soliti saluti ai tanti vecchi amici. Mi trovo anche con i nuovi “colleghi” della neonata “Brigata Tapasciona”, tra cui la carissima Dani, Max, i “Speed Scianca’s Brothers” e Antonio, che avevo già conosciuto al Colle Brianza. Ho conosciuto anche Alberto, un altro podnettaro, e Claudia.
 
La partenza avviene puntuale alle 9.30, sul solito percorso a quattro anelli che a me piace tanto perché dà la possibilità di scegliere tra ben quattro tipi di distanze: questa volta avevo scelto la 30 Km, ma, completata la mezza (21 Km in 2h06’), mi sono ritirato non sentendomela di continuare, essendo affamatissimo.
 
L’organizzazione è stata perfetta come sempre, con i punti ristoro ben forniti e l’efficiente lavoro dei volontari e delle forze dell’ordine per garantire il passaggio degli atleti. Devo dire che Parma ha un significato molto speciale per me, perché è stato il mio esordio italiano in questo sport, del quale oggigiorno non potrei mai fare a meno.   
 
Ma la nota più positiva della giornata è stata il pranzo organizzato dalla nostra simpaticissima Dani, dove abbiamo ricevuto anche un simpatico regalo pensato e consegnato dal presidente Max: nientemeno che una maglietta personalizzata della “Brigata Tapasciona”.
E’ stata una giornata veramente bella e sono molto felice di aver ritrovato tanti cari amici dopo il periodo di allontanamento. Il prossimo appuntamento è domenica prossima alla Run Deejay con Linus a Milano.

Carlos, 23 Settembre 2007

 

Brigata,
grazie ancora una volta perchè la magia della Monza
Resegone continua a tenermi compagnia. Ma devo anche
aggiungere una cosa che dalla cronaca non è emerso e non
voglio assolutamente lasciare cadere nell'oblio.
Solo noi, anzi forse solo alcuni di noi, sanno cosa abbiamo
provato i giorni prima e subito dopo la corsa.
La nostra compagnia è stata messa a dura prova, ma siamo
riusciti a superare un momento un po' particolare, ognuno
di noi con il proprio bagaglio di sentimento, carattere ed
amicizie.
Ecco io devo dire che in Fabio ho trovato un vero amico,
che nel momento difficile mi è stato vicino e che non
perdeva mai l'occasione per dirmi una parola di sostegno, di
sprone, ed io non credo di averlo ancora ringraziato nel
giusto modo.
Grazie Fabio, hai dimostrato con me una forte sensibilità
di gruppo, ciò che quelli che "speakano" bene chiamano
leadership, qualcosa che o ce l'hai o non bastano tutte le
cariche di questo mondo per fartela ottenere.

Un grosso ciao a tutti
Tapasocio


Antonio, 17 Luglio 2007

 

E’ già passato un anno ma, e non vorrei essere retorico, sembra davvero ieri quando con Max iniziammo a scambiarci le mail per organizzare quella che poi si è rivelata essere la MAMMA di tutte le goliardate della nascente Brigata Tapasciona: LA RICOGNIZIONE DELLA BRIGATA TAPASCIONA sul percorso della Mezza di Monza il cui racconto fa ancora bella mostra nell’home page del nostro sito.

Eh già, perchè da uno scherzo poi la cosa si è fatta seria (per quanto lo possa essere quello che riguarda la Brigata) e grazie alla disponibilità di Max è nato il sito e con quello (ricordate la presentazione fatta da Fabio Rossi su Podisti?) è stato possibile far conoscere ad altri la nostra filosofia su come intendere la corsa.

Lo spirito goliardico che traspare da ogni angolo del nostro sito lo riversiamo poi nelle corse che facciamo insieme divertendoci e, forse, divertendo e sbalordendo (ho ancora in mente la faccia di quelli che ci hanno visti salire sul podio a Villasanta e posare per la foto) anche chi ci osserva.

In questi giorni, purtroppo, non riusciremo a festeggiare tutti insieme questo primo anno di vita della Brigata, ma credo che farlo a Parma il 23 settembre nulla toglierà alla festa.

Sono orgoglioso di far parte di questo Gruppo e mi auguro che lo spirito che prima ci ha unito e poi aiutati a correre e divertirci insieme per 12 mesi si mantenga vivo per altri tantissssssssssimi anni.

 

TANTI, TANTI, MA TANTI AUGURI BRIGATA TAPASCIONA

TapaLamber

Fabio, Lunedi 16 Luglio 2007

 

Incontri ravvicinati del terzo tipo e … figùra de m…

Cari amici,

l’anno scorso a questa bella tapasciata l’amica Edda “Pupillona” Lucchini mi aveva “morso i polpacci” per tutti i 22km del percorso mentre a 2km dal traguardo Sabry “Panterona” Tricarico l’avevo incrociata a fine gara, mentre ritornava a casa in bici.

Peccato che quest’anno entrambe siano ferme per infortunio.

Ieri mentre parcheggiavo a Pessano osservavo con timore una Micra color verde pisello, con la fiancata già rigata, che mi affiancava arrivando in contromano …

Al volante una bella gnoccolona: bandana e occhialoni a specchio, sorriso accattivante; mi guarda, la guardo, mi sorride e scende; fuseaux al ginocchio, canotta “esplodente”; minchia ma … è la Sabry! Mi sorride, la guardo; minchia ma l’astinenza dalle corse le ha fatto bene; il culo si … è ristretto, c’ha pure le gambe più lunghe e … le sono persino cresciute le tette!

La guardo, mi sorride, scendo pregustando un caloroso e morbido abbraccio quando sbuca da dietro un pirletta che le urla: “Sabry, quanti km fai oggi?”. Scendo, lei non mi caga neanche di striscio e corre dietro al bel fiulèt …

Rimango lì come un pirla; “Ma guarda che stronza che è diventata la Sabry!” Possibile che non mi abbia riconosciuto? Eppure non sono cambiato: la pancia è sempre la stessa, le tette … pure e c’ho sempre la stessa faccia da pirla! Mi cambio un pò incazzato e mi dirigo al tavolo delle iscrizioni; la gnoccolona è lì che cazzeggia col pirletta; mi avvicino e le faccio: “Ciao Sabry!”; lei mi guarda, mi sorride, solleva gli occhialoni e … minchia, che “figùra de merda!!!”; non è mica la Panterona di Gorgonzola…

Balbetto due scuse e mi avvio alla partenza! Mi faccio 22km tranquilli e rilassanti. All’arrivo vengo superato da Papà Peppino Tricarico, sempre pimpante a cui mi vergogno a raccontare del mio equivoco; mi dice che Sabry è in montagna impegnata in escursioni in alta quota.

Bella e molto ben organizzata questa non competitiva con un percorso in larga parte su sterrato in mezzo a tanta campagna e lungo il Villoresi; ottima l’organizzazione: incroci ed attraversamenti ben presidiati, ben 5 ristori sui 22km, ricchissimo  e gustoso il ristoro finale, buon pacco gara; tanta bella gente allegra.

Anche il comodo parcheggio era presidiato da un omone in tuta che con fare “minaccioso” si aggirava tra le varie auto parcheggiate ed attaccava bottone con gli atleti che si cambiavano: “L’anno scorso c’erano qui dei ladri che hanno aperto i bagagliai e rubato da alcune auto; ma quest’ann gan minga da fàs vedè senò … ga ‘mpienisi al dedrè de legnàd e ghe spachi el c…” (da leggersi con la u chiusa alla lombarda) .

Insomma, si aveva la chiara sensazione che gli organizzatori di Pessano quest’anno avessero pensato proprio a tutto.

Alla prossima,

Ettore “figuraccia” Comparelli, 2 Luglio 2007

P.S.

Chiudo con un appello alla vera Sabry: “Panterona, torna con noi!!! Ci manchi tanto. Lascia perdere quello sfigato dello Stracciari… Con lui al massimo puoi pensare di andare a nanna e di preparargli dei bei pranzetti. Ma per correre vieni con noi. Ti promettiamo di farti correre sempre mooolto lentamente, così non ti infortuni più.”

Firmato: LA BRIGATA TAPASCIONA

 

Cari amici,

per questa trasferta/vacanza all’Elba la squadra titolare Road è impegnata a “laurà per pagà i pensiùn a quei da l’Inps” per cui il Consiglio Direttivo ha deciso di inviare una rappresentativa giovanile, gli EVER-YOUNG ROAD, rinforzati da un paio di elementi “fuori quota”.

La squadra, allenata dal coach “Giordano el biancùn”, è composta da:

 

-         Lucia sèmper cuntenta

-         Isolano el boss

-         Bico sparabàll a rafica

-         Elio segrelio da lourdes

-         Alfonso el principe di massàgg

-         Giuseppe beck caterpillar

-         Bruno el giuinòtt

-         Mirko mat mè un cavàl

 

Rinforzata dai due fuori quota, rispettivamente over100 e over120

 

-         Ettore compa saltapast

-         Tullione obelix turbotir

 

Gli atleti sono accompagnati dalle gentili e pazienti signore che li sosterranno ed inciteranno per tutta la durata della competizione. Il ritrovo a Piombino, l’imbarco, l’arrivo all’hotel: tutto fila liscio come l’olio. Sulla nave già serpeggiano paura e  timore per la durezza delle gare da affrontare: “ghe la farèm a purtà a cà la pèl?”

Davvero incantevole la posizione dell’hotel Viticcio, nell’omonima baia, a picco sul mare a cui è collegato da una ripida scaletta; il simbolo dell’hotel è proprio un tralcio di vite perché sembra che questa zona fosse il centro della coltivazione dell’uva per la produzione del famoso Aleatico dell’Elba.

Ottima la cucina a base di pesce a cui i nostri fanno subito onore; il Beck diventa in breve il beniamino del cuoco a cui si presenta cercando di impietosirlo: “mi raccomando, le gare mi portano via molte energie … non mi faccia tornare a casa deperito!”

Il nostro albergo è praticamente occupato solo da partecipanti al Giro; si instaura in breve uno spirito di solidarietà di gruppo cementato dal fatto che tra gli ospiti ci sono anche Giuseppe Pagano e Angelo Mastrolìa. Giuseppe sarà il vincitore assoluto del Giro, nonostante gli sforzi cui si sottopone durante i pasti … per rincorrere il suo bimbo per imboccarlo. Angelo invece corre, come suo solito, vestito da indiano pellerossa. Al termine di ogni  gara inforca la bici e ritorna indietro sul percorso per sostenere la moglie Sonia che, incinta di sette mesi, corre nelle retrovie, “insidiata” dal Beck. Numerosi gli episodi di “cameratismo”; il più divertente durante la colazione che precede il tappone più duro: un napoletano con la faccia da Pulcinella si rivolge a Pagano: “Uèè Peppì! Nun è che oggi t’attaccheresti pure il mio di cippe alla tua scarpetta?”

 

Il nostro risultato finale sarà molto soddisfacente con quattro atleti a premi di categoria: Lucia 2° nelle F55, Isolano 9° e Bruno 10° negli M70, Mirko 14° negli M65; “anca quei che viagiavèn in fund in andà bèn e n’han lassà indrè una bela sfilsa”.

 

Il pacco gara è composto da un giubbetto tecnico, una felpa rossa da garibaldino, una maglietta, calze, fascetta tergisudore e gadget vari; un po’ “inquietante” la presenza di una confezione di ghiaccio istantaneo; “a l’è nò che ga faràn cur in mez ai bricc?”.

L’organizzazione è abbastanza casereccia; il chip serve solo per l’arrivo; alla partenza la spunta è fatta manualmente dai giudici Fidal; i km segnati ogni 2 a scalare non sono molto precisi; le distanze e le altimetrie sono spesso diverse da quanto comunicato; i percorsi vanno dai 10 ai 14 km, ad eccezione della gara serale in circuito di 6,6 km.

La cosa strana è che oltre agli atleti ufficiali sul percorso corrono molte persone senza pettorale ed addirittura molti col pettorale partono prima!!! Abbiamo raccolto molte lamentele da parte di persone che non hanno gradito l’obbligo di acquistare il pacchetto completo viaggio/soggiorno per poter avere diritto al pettorale di gara; anche per questo il numero di iscritti è risultato inferiore rispetto a quello dello scorso anno.

 

1° Tappa, Lunedì 14/05 ore 16,30: Portoferraio-Enfola-Portoferraio di km 13,13

La prima tappa parte dal lungomare delle Ghiaie di Portoferraio, con continui saliscendi e arriva al promontorio dell’Enfola per il giro di boa per poi rientrare per lo stesso percorso; non è tra le più dure ma ci fa subito capire che … “a ghè de sudà!” Alla partenza incontriamo a sorpresa il socio Riccardo Pellegrini che si è iscritto per conto suo e correrà risultando il migliore dei Road.

Parte subito bene la nostra Lucia, Isolano indovina la tattica di gara, mentre tutti gli altri corrono al meglio delle proprie possibilità. In retrovia la lotta tra i pesi massimi Compa, Tullione e Beck si fa subito accanita. Il Beck in discesa sfoggia una “leggerezza di corsa” da vero campione ma in salita si impalla; Compa e Tullione si sorpassano in continuazione; sulla salita dopo il giro di boa incrociamo Segrelio che sale con la lingua che “la spenzula da foera giò fin su l’asfalt”; mentre al ritorno il Beck si prende una mezza vacanza (per mì al s’è fermà a fas un panino cul salàm) ed accumula un forte ritardo. La gara è  resa ancor più difficile da un fortissimo vento che “sa capìs nò perché a l’è semper cuntra”

Grande tifo da parte delle nostre donne che ci attendono nei due passaggi nei pressi dell’hotel. Servizio fotografico eccellente di Giordano che ci ha cuccati tutti alla punzonatura ed all’arrivo con inquadrature da vero professionista.

La sera a tavola ci diamo dentro di brutto per non arrivare impreparati alla gara del giorno dopo che si preannuncia molto dura.

 

2° Tappa, Martedì 15/05 ore 9,30: Porto Azzurro di km 13,57

Alla partenza dall’hotel il vento è ancora forte ma all’arrivo a  Porto Azzurro il clima è fortunatamente ideale; la partenza è durissima con una salita interminabile prima su asfalto e poi su sterrato; a ghè da murì …

Lucia conferma la sua prestazione; Mirko inizia una grande rimonta, mentre gli altri si difendono; un pò in difficoltà Isolano superato dal lanciatissimo Bruno; Bico ed Alfonso tagliano il traguardo “mano nella mano” mentre i tre Tir arrancano. A metà discesa vengo superato da un lanciatissimo Tullione cal vusa: “a riesi pù a frenà…” ed affronta in derapata un tornante su sterrato che mette a dura prova la tenuta dei suoi … pneumatici.

A fine discesa cominciamo a respirare e viaggiamo insieme ma dopo l’ultimo ristoro ci aspetta una brutta sorpresa: una rampa con pendenze da paura; Tullio si pianta mentre il Beck si chiede: “ma a me chi me l’ha fatto fare?”.

Le mogli le abbiamo lasciate dormire e ci raggiungono poi coi driver Giordano e Lidia(Mirka) e non ci fanno mancare un tifo infuocato.

 

3° Tappa, Mercoledì 16/05 dalle ore 18,30 a seguire: Marciana Marina di km 6,61

La terza tappa è una serale in cui si parte a batterie ogni mezzora (o dopo l’arrivo dell’ultimo): prima gli ultimi e poi quelli più veloci; il campo di gara è un circuito cittadino di 2,2 km da ripetersi tre volte con una salitella, una discesona dolce e lo splendido rettilineo del lungomare.

I nostri sono quasi tutti raggruppati nella prima batteria mentre solo “quattro moschettieri” correranno la seconda. “La preocupassiùn de finì tardi e saltà ‘l past” mette le ali ai piedi a tutti, compreso il Beck e completiamo tutti la gara con ottimi tempi. Al termine della prima salitella Alfonso, ribattezzato il “Principe dei massaggi”, sta tornando indietro perché vuole ritirarsi per problemi ai muscoli delle gambe ma viene prontamente e “gentilmente” dissuaso dai sopraggiungenti Compa e Tullio: “ma fà nò el pisquano … tè voerù la bici? adess va avanti e pedala”; concluderà così sia questa tappa che le successive.

Arriva sull’Elba anche el Walterùn Brambilla che dovrà curare il servizio per la rivista LA CORSA di cui “a l’è el diretùr”. Ancora più caloroso del solito il tifo delle nostre donne che ci vedono passare tre volte e ci incitano a perdifiato (forsi ancà lur a gavevèn la fifa de saltà ‘l past …)

 

 

Finalmente giovedì si riposa (si fa per dire); c’è chi ricarica le batterie per affrontare il tappone dolomitico di venerdi, quello col “Mortirolo, che … “duma a pensag ga vegn voeja de magnà!” e c’è che comincia a dare segni di … cedimento! Infatti tra le ordinazioni degli atleti fanno la prima apparizione minestrine e brodini!

 

 

4° Tappa, Venerdì 18/05 ore 9,30: Rio nell’Elba di km 11,47

Partenza all’alba per raggiungere il luogo di partenza, il più lontano dal nostro hotel. Le mogli ci seguono stoicamente. Si parcheggia ai piedi del paesino arroccato in cima ad una collina; il luogo è caratteristico ed incantevole ma ci fa prevedere quel che ci aspetta. Prima della partenza viene lanciato l’appello: “C’è da spostare una macchina …” Peccato che sia quella del Bruno che, costretto a scendere al parcheggio, al se fà ciapà dal nervùs e poi in gara perde il suo duello in rimonta con Isolano. La partenza è in discesa ma dopo un giro intorno al paese si affronta una rampa di oltre 1 km con una pendenza del 33% e oltre; praticamente si cammina con le mani sulle ginocchia; in cima alla salita “appare” una bella Signora di bianco vestita; Segrelio punta il dito nella sua direzione ed esclama: “Ma tu sei la Madonna?”… Sulla discesa successiva “el Bico al sciòpa el se fa pasà” anche dal Compa e dal Tullio; si ripassa dal paese, si sale e si raggiunge il … cimitero. Qui il Beck pensa di essere arrivato … alla fine della corsa e … sbaglia strada. Tutti i nostri comunque si comportano bene, pur correndo sulla difensiva. Si imbocca un viottolo sterrato in discesa attraverso un ripido pendìo circondati da profumate ginestre fiorite; più si scende e più si pensa: “porca l’oca ma chì adès a ghè de turnà sù!”; ed infatti la salita successiva al secondo ristoro è davvero dura; le fatiche precedenti cominciano a farsi sentire ma … finalmente si intravede il traguardo; gli ultimi 2 km sono in piano e soprattutto sono lunghi solo 1.500 metri ! L’arrivo sulla piccola e deliziosa piazzetta del paese è una vera liberazione; anche i bimbi dell’asilo ci applaudono dalla balconata. Lo speaker ufficiale Brighenti ormai comincia a conoscerci e sottolinea a gran voce l’arrivo del nostri “pezzi grossi”.

Il pomeriggio è interamente dedicato … al riposo; il Beck dorme tre ore di fila; il Compa ronfa di brutto quando sente una gran tonfo ed il Segrelio che esclama: “la madònna!!! a ghè burlà giò el Tullio!”. Mi precipito sul terrazzo per vedere il Tullione che si tira sù da terra sfregandosi il gomito con un prolungato oìoìoìoì … La sdraio di plastica non ha retto un suo poderoso “stiracchiamento” ed è finita sfondata in quattro pezzi!!! “Per furtuna cal Tullio a l’è fà de fèr …” e le conseguenze della caduta sono limitate.

 

5° Tappa, Sabato 19/05 ore 9,30: Capoliveri di km 10,05

Anche oggi le mogli ci seguono per incitarci nell’ultima fatica; anzi Lidia e Giuliana decidono di farsi tutto il percorso camminando; anche oggi il parcheggio è in basso mentre il paesino è in cima alla collina. Capoliveri è forse il più grazioso tra i comuni dell’isola; circondato da ridenti spiaggette offre un centro storico ricco di invitanti negozietti e viuzze deliziose. Per fortuna la tappa viene accorciata della salita iniziale; si parte perciò con una lunghissima e ripida discesona tutta su asfalto per raggiungere la spiaggia con un nome che è tutto un programma: “Innamorata”.  In questa fase si mette in luce il Beck che con una poderosa ed irresistibile azione arriva addirittura a rivaleggiare coi primi! Ma ad ogni azione corrisponde una reazione e … ad ogni discesa una risalita! Quella di oggi è ripida e sterrata e mette a dura prova le ultime energie. La stradina sale a tornanti per cui guardando in sù si vede il serpentone dei concorrenti e si sbotta: “porcaloca, ma a ghèm de rivà fin là in cima?”. Al termine della salita raggiungo uno sfinito Alfonso e corricchiamo insieme l’ultimo tratto che di tutto il giro è senz’altro il più spettacolare; uno sterrato tutto in costa che abbraccia un panorama mozzafiato; superiamo Lidia e Giuliana che sta scattando foto a raffica ed arriviamo al traguardo insieme; qui Alfonso con nobile e “principesco” gesto mi lascia tagliare per primo l’ultimo traguardo.

 

 

Ed alla fine tutti e undici gli intrepidi Road sono riusciti a completare le cinque tappe dell’Elba, nonostante le difficoltà del percorso e gli acciacchi legati all’età ed … al peso! A pranzo e cena l’euforia di fine gara serpeggia tra i tavoli e l’argomento ricorrente è … “dove organizziamo la prossima spedizione?”. La proposta più gettonata è quella di una mezza in una capitale europea e chi vivrà … vedrà  e “pusè de vun al se tucava i ball”!

E la matina prima de vegnì via a ghèra lì el Segrelio cunt la videocamera cal rideva cume un matt intant cal filmava qatèr tocc de sdraio cascià lì in mèss a la roba da ritirà da l’Amsa …

 

Alla prossima

Ettore “Elbano” Comparelli, 24 Maggio 2007

 

VORREI PRECISARE AI COMPONENTI DELLA BRIGATA CHE IL BUON MAX NON LA
RACCONTA GIUSTA PERCHE' IN REALTA' IN QUEL DI BRUGHERIO E' SUCCESSO DI
TUTTO .
L'ABBANDONO DELLA COMPAGNIA DA PARTE DEL COMPA AVVENUTO AL 4^KM DOPO
UNA SOSTA DI SCARICO CI HA LASCIATI SOLI IN QUEL DEL PARCO DI BRUGHERIO
OVE ABBIAMO COMINCIATO A RECUPERARE IL TEMPO PERSO ANCHE SE MAX
SMOCCOLAVA PERCHE' VENIVAMO SUPERATI IN TROMBA DAL ALTRI TAPASCIONI PIU'
IN FORMA .
AL PRIMO RISTORO OVE DI SOLITO CI SI FERMA PRENDENDO AL VOLO UN
BICCHIERE D'ACQUA IL NOSTRO COLLEGA SI BEVEVA UN BUON THE SORSEGGIANDOLO
COME SE FOSSE AL BAR E MENTRE RIPARTIVAMO CI SORPASSAVA IL CAPO DEL
CAVADENTI CHE DA MAX VENIVA RICHIAMATO A RIMANERE IN COMPAGNIA.
ALLA SUCCESSIVA SOSTA ATTORNO AL 12^KM ALTRA SEDUTA" BARISTICA" CON
THE PIU' NUTELLA E L'ORDINE DI NON TIRARE RIFILATO AL SOTTOSCRITTO CHE
GIA' ERA IN PREDA A VISIONI MISTICHE.
CI PENSAVA STEFANO ED UNA SALITA ODIOSA IN UN PARCO ZONA LAMBRO A
METTERMI DEFINITIVAMENTE IN CRISI MENTRE IL BUON MAX FACEVA L'ELASTICO
RIMEDIANDO UNA STORTA CHE POTEVA METTERE PACE AI SUOI SOGNI MONTANI ED A
QUELLI DI ANTONIO E GIANLUCA.
CI SI RICOMPATTAVA ATTORNO AL 16^KM PRIMA DI PASSARE SOTTO IL BUNKER
AUTOSTRADALE IN ZONA DEPURATORE DI MONZA CON MAX CHE ERA IMPAZIENTE DI
ARRIVARE AL MULINO PERABONI PER L'ASSAGGIO GASTRONOMICO.
DOPO IL LAUTO INTERMEZZO RACCONTATO IN MODO ESAURIENTE DAL NOSTRO SOCIO,
SI RIPARTIVA PER ANDARE IN "CAMPORELLA" INSEGUENDO GENTE CHE FORSE
AVEVA ANCHE BEVUTO DEL BUON VINO BIANCO, MENO MALE CHE MAX L'AVEVA
RIFIUTATO . DA PARTE MIA ERO GIA' MORTO E LO SEGUIVO COME UNO ZOMBI.
RITORNATI SULLA RETTA VIA SMOCCOLANDO PER I RETTILINEI CHE NON FINIVANO
E PER I CARTELLI KILOMETRICI ASSENTI ARRIVIAMO ALL'ULTIMO KM CON ME
DAVANTI CHE TIRO FUORI L'ANIMA PER SUPERARE GENTE E QUEL DISGRAZIATO
DIETRO CHE PARTE A RAZZO MANCO FOSSE MORSO DA UNA TARANTOLA PER CHE COSA
VI CHIEDERETE VOI......? NATURALMENTE PER MANGIARSI IL BUON PIATTO DI
PASTA DEL "PASTA PARTY" .
VI RICORDATE COSA AVEVA SCRITTO IN DOMENICA DOVE SIAMO? "NESSUNO SUPERA
IL COMPA AI RISTORI...." NON CREDETECI MAX IN QUESTO, DOMENICA, HA
STRAVINTO.
INSOMMA CARI TAPASCIONI MAX E' STRATORNATO .... OCCHIO AL LUPO EZECHIELE

Giampi, 11 Maggio 2007

 

Se la felicità avesse un colore direi che potrebbe essere il giallo come la polenta che mi sono strafogato stamattina al 17° km circa della tapasciata di Brugherio. Prima una bella fettazza con lo zola e poi, al cospetto dell'incredulo Giampi, con due buone salamelle al sugo. E' il colore della felicità perchè non più tardi di venerdi il fisio mi diceva: "mi raccomando Max, domenica corri per un'ora, un'ora e un quarto e non di più." Infatti come arrivo al bivio che divide i percorsi guardo solo dove indica la freccia dei 21. A quel punto il Compa lo avevamo già perso, però di li a poco becchiamo Stefano (il capo del Cavadenti) che ci farà compagnia fino al mulino Peraboni. Arrivati li noi ci sediamo, mangiamo con calma, sono costretto a rifiutare un gentile omaggio "no signora, il vino no, devo tornare alla macchina" e poi con la panza bella piena ci fiondiamo all'arrivo. E l'ultimo tratto ricalca praticamente l'arrivo di quella gran bella 10 km che facemmo io e il Panda lo scorso autunno: quando riconosco il percorso entro in uno stato di trance come da tanto tempo non succedeva (e non vedevo l'ora di riprovarle certe sensazioni) mi rivedo nella mente l'arrivo tirato di quella bella gara (che ad oggi è ancora il mio miglior tempo su quella distanza) e senza accorgermene parto come se fosse una ripetuta, dimenticandomi completamente dell'infortunio, del mese abbondante passato nel purgatorio delle terapie, mi svaniscono di colpo le ansie e le paure che avevo solo fino a qualche giorno fa, è come se avessi davanti a me l'inconfondibile sagoma di una bella montagna lombarda alla quale ho dato un appuntamento che voglio rispettare a tutti i costi. Di tempo non ce n'è molto, ma oggi sono convinto che ai miei due soci non la darò buca, devo solo non farmi accalappiare dalla frenesia, ricordarmi di continuare a fare i miei esercizi giornalieri, ma se a cosi poco tempo dalla ripresa riesco a fare 21 km, arrivare in crescendo, non sentire alcun dolore ed avendo ritrovato la totale serenità, beh, statene certi che la squadra chiamata "Brigata Tapasciona" (per chi non lo sapesse già iscritta) in una gran bella notte di fine Giugno arriverà stanca ma terribilmente felice ed emozionata sul Resegone.

Max, 6 Maggio 2007

 

“Di belle come noi la mamma non ne fa più …”

Una vecchia strofa d’osteria faceva: “di belle come noi la mama non ne fa più,  s’è rot la machineta… omissis-censura”

La bella in questione non è la Stramilano ma due amiche di Antonio, le belle e simpatiche “paciarottine” C&A, che ieri ho finalmente avuto il piacere di incontrare in gara.

Premesso che nella corsa l’anoressia è più diffusa che nella moda, infatti i donn in tucc maghèr mè un ciod, incrociare in gara dù bej ciumbìn come C&A fa sempre piacere; quando mi hanno superato al 4° km, ho cercato di sfruttare il doppio effetto beldedrè ma andavano troppo forte e mi hanno lasciato presto indietro.

La Stramilano è una gara che non mi ha mai fatto impazzire, il classico percorso a l’è propri brut, a disarìa cal fa cagà; le poche bellezze di Milano sono accuratamente evitate e gli automobilisti milanesi rallegrano la nostra gara con tanti bei concertini; però l’organizzazione è collaudata ed il prodotto finale offerto ai podisti è sicuramente di buon livello.

E’ comunque una bella festa che coinvolge decine di migliaia di tapascioni; poi è anche gara sociale del mio Club che quest’anno vi ha iscritto ben 229 atleti. Ed io sono un generoso di natura e mi piace aiutare i miei soci; con me in gara tutti corrono più sereni e tranquilli sensa avèg la paùra da rivà ultim…

Speravo di migliorare la mia prestazione di Vigevano ma ho passato gli ultimi giorni imbottito di tachipirina e medinait e domenica mattina i gamb me faseven pio pio

Ed alla faccia di chi dubita che correre non faccia bene, al termine della bella sudata, raffreddore e mal di gola sono magicamente spariti! Altro che farmaci …

Ed il mio crono mi dice che ho pure bruciato 4.955 calorie, cioè il contenuto medio d’un bel piat de casoela cui cudigh.

Un po’ di ciccia devo averla proprio persa perché vers la fin me stava su pù i braghèt

Sono andato comunque bene e soprattutto sempre in buona compagnia.

Dopo soli 3 km sono stato superato dal mio Presidente, che faceva da lepre a cinque splendide nuove socie; povero Isolano, che sforzi gli tocca fare per mantenere alto il suo prestigio di capo; chisà quanti pastiglièt  l’à de vegh ciapà per sudisfai  tucc; sperèm che a la fìn gan minga fa l’antidoping ...

Sul cavalcavia de San Cristofòr m’à ciapà anca cal trapulìn da la Saby col Roby che la seguiva in bici e l’ho tampinata fino al traguardo cal parèva cal rivava pù.

Per fortuna negli ultimi km ho avuto il sostegno dei miei amici Road che erano di servizio agli incroci, perché non ne avevo proprio più.

Sono contento: un’altra mezza è in saccoccia; al traguardo per poco non travolgo Antonio, nascosto dietro l’obiettivo della sua fotocamera; un po’ caotici il ristoro finale ed il pasta-party che ho evitato a causa della lunga fila.

Antonio, se ta ghè ‘n quai prublema a capì quaicoss, fas dà una man da vun di tò bùstocc …

Alla prossima,  

Ettore “Stramilanès” Comparelli , 1 Aprile 2007

 
Arrivo al ristoro del 18° km, mi fermo perchè ne vale la pena. Una delle due volontarie merita la sosta.
E mentre mi tacchino lei ed una runner arrivano quei due spaccamarroni del Tapa Cognato e del Tapa Socio.
Siccome le ragazze si lamentano che le fette non le mangia nessuno le avvisiamo che di li ad un
po' arriverà il Compa, di stare tranquille che i cabaret non li portano a casa pieni. E mentre si
discorre allegramente arrivano due Gamber, di quelli tosti, quelli che 1h30' sulla mezza lo
fanno solo con i pesi alle caviglie. Il primo beve un sorso, scambia una battuta e riparte, il secondo
si ferma un po' di più e quando lo vedo partire non so cosa mi scatta dentro. Prendo e gli vado dietro.
Fino a li ero andato ad un passo decisamente brillante, dopo 10 giorni di stop poteva anche bastare.
E invece no. Lo raggiungo e mi metto al suo fianco, saremo andati tranquillamente a 4'30"/km ed anche 
meno, sento le gambe che giustamente si lamentano ma non mollo. Mi scopro a non pensare a niente,
spalla a spalla con uno molto più forte di me e per la prima volta da quando corro sento le gambe
che vanno in spinta da sole ma con una elasticità ed una scioltezza che mai avevo provato. Giusto
nell'ultimo tratto, nell'ultimo boschetto, mi stacco perchè i miei problemi di vista mi inducono
a guardare dove metto i piedi, farsi male proprio adesso sarebbe da stupidi. Alla fine questa
pausa che mi aveva fatto saltare il programma di rifinitura veloce, in fondo, non deve avermi fatto
tanto male se chiudo una tapasciata campagnola di 21km sotto 1h45'. Ma quella sensazione di scioltezza
nella corsa mi è rimasta dentro e credo che domenica a Vigevano sarà una bella battaglia: Max vs Max,
comunque vada avrò vinto lo stesso. E dal 26 avrò uno scopo ben preciso: vivere alla grande il sogno
di una magica notte di fine Giugno.
Max, 18 Marzo 2007
 
Com'è andata domenica in quel di Imbersago dopo la pazzia di sabato
al Brianzolo? Io ho riposato perchè non riuscivo a piegare la gamba
destra dopo aver corso la campestre con una contrattura, ma avevo
promesso di venire anche a costo di soffrire.
Sono stato molto contento di esserci in quanto ho conosciuto due
personaggi di cui il primo mitico perchè era il mio idolo in gioventù
(vedi LAVELLI), col quale ho terminato la nostra gara in sofferenza, ma
ne valeva la pena. Il secondo è il vostro mitico Mario (vedi RAFFANINI)
col quale ho sempre battagliato nelle precedenti gare ma con il quale non avevo mai
avuto la possibilità di scambiare due parole.
Sono queste le persone che ti possono riempire di gioia le giornate
sportive poiché è la loro costanza a correre con gli anni che pesano
sul fisico per raggiungere mete ben definite senza strafare che ti
sprona a continuare, nonostante gli acciacchi fisici, con
determinazione seguendo la filosofia dei tapagamber.
Ciao.
Gianluigi Perego, 5 Marzo 2007

 

Max sei stato semplicemente "IMPAGABILE"! Ho visto avvicinarsi la meta e ho capito che non potevo abdicare, anche se le gambe sembravano volersi bloccare da un momento all'altro. Quando hai indicato a Daniele il tabellone che segnava 1:49 e spiccioli, io da dietro ho sentito l'emozione che mi spingeva ulteriormente. Queste sensazioni le ho tenute dentro di me: un sorriso che ancora non accenna a spegnersi e che mi rallegra lo spirito. Ti ringrazio perchè adesso sei stato capace di far diventare reali i sogni di un tapascione come me!

 Ciao, Tapasocio.

Antonio, 26 Febbraio 2007

 

LEGGENDO LE VOSTRE CRONACHE DELLE MEZZE NON PENSO PROPRIO CHE L'ARMATA TAPASCIONA SIA UN'ARMATA BRANCALEONE .
COME FATE A FARE QUEI TEMPI SE SIETE COSI' ACCIACCATI? RIPETUTI CON DIFFERENZE MINIME CON TEMPI DI RECUPERO COSI' STRETTI?
Comunque un uomo di campo come sono io in questi tempi ,che mi danno per non farmi superare da ottantenni dopati di viagra che ti fanno i complimenti perchè sei arrivato battendoli in volata (vedi LAVELLI - PLURIVINCITORE DELLA MITICA MONZA-RESEGONE ED OLIMPIONICO AI MIEI TEMPI)o ti dicono che sarà per la prossima (  COME IL VOSTRO RAFFANINI che non ho ancora capito se sia del 30' o del 39'), mi sarà difficile starvi accanto. Forse potrei seguire il mitico MADERNA in qualche futura mezza cercando di abbassare i miei tempi.
Ho letto il resoconto di Mirco sulla tapasciata di MISSAGLIA , E' VERO E' DURA , ma anche quella di BEVERA della domenica prima non era poi meno dura poichè saliva al Lissolo da Perego passando per il Tetto Brianzolo.
Comunque se volete continuare ad avvicinarvi alle dure salite della Brianza ce ne sono due da fare se non le avete mai fatte.
La salita al monte Barro che viene prima della Monza Resegone ed è l'ultimo allenamento pesante di chi farà la corsa dei pazzi, poi a novembre quella che porta a Salice sul S. Genesio (SALITA COSTANTE DI 10KM.) oppure me ne stavo scordando il giro del Lario che nella sua versione dei 19 km. presenta un pezzo di 3km da brividi .
Queste sono indicazioni per le idee montagnine di Mirco.
Come vedi non è che sto andando bene in questo periodo, le gambe sono sempre pesanti, e mi riesce difficile recuperare il giorno dopo.
Mi chiedo come fanno certe persone,anche della mia società, a correre la campestre e poi il giorno dopo la mezza di Vittuone con tempi attorno 1h30' o 1h54' come la signora che è arrivata prima di MADERNA.
Comunque speriamo di essere in forma al Ciovasso in modo di correre assieme a qualche tapagamber!!

Ps. Anch'io avrei faticato per stare dietro alla signora in questione,se non avessi corso il giorno prima senza denigrare Fabio.
CIAO A PRESTO.


Gianluigi Perego, 20 Febbraio 2007

 

Che soddisfazione.

Bella la compagnia, bello il percorso e soprattutto bello io.

Grazie a qualche allenamento settimanale la gamba comincia a girare, il dolore al piede non è più costante e la voglia di correre è veramente ad alti livelli. Speriamo in bene, perchè le idee di nuovi percorsi montagnini mi saltano fuori in ogni momento. Ora sentirò chi di dovere per avere info su dove si può andare con una preparazione come la nostra, poi vi proporrò il pacchetto all inclusive. Sinceramente non ci spero in una vostra partecipazione visto che siete sempre impegnati, ma almeno ci provo.

Torniamo alla tapasciata di domenica: VOTO 9+

Un giro duro con salite pesanti al limite della corribilità tapasciona; un giro che ha iniettato acido lattico nei muscoli e nuova linfa vitale nello spirito, che ormai è costretto a rivalutare tutte le altre marce della zona declassandole da dure a.... quasi piatte.

Il percorso ha soddisfatto i più, sviluppandosi in gran parte su asfalto, ma concedendo di tanto in tanto un po' di fango per far godere anche i palati più fini. In questa parte della Brianza, la parola pianura è una bestemmia, e agli organizzatori non piace bestemmiare, quindi chi corre a Missaglia più che di un cardio ha bisogno di un altimetro.

E' bello arrivare in cima, non importa se su una vetta da tremila metri di una skyrace o sul Lissolo, l'importante è “arrivare su” e ieri ce la siamo guadagnata tutta la meta. 175 metri di dislivello in apnea con morti e feriti sul percorso che potevano essere amici da aiutare o avversari da deridere implacabilmente. A voi la scelta.

Purtroppo uno di noi non se l'è goduta in pieno dovendo correre con il termometro nel c......avo ascellare (cosa pensavate), la buul dell'acqua calda sulla pancia e la cannuccia dell'ossigeno nel naso. A lui va il premio tenacia febbraio 2007. Chi sarà?

Mirco, 19 Febbraio 2007

 

Intanto, bentornata newsletter! E' sempre un piacere rileggere e ritrovarsi così nelle immagini che la prosa, quella del TapaMax, riesce a "trasmettere". Già, ritrovarsi, su questo mi piace insistere perchè l'emozione si sposta sempre più dalla corsa in quanto tale al piacere di stare insieme. Per me e per quelli che hanno più di 40 anni (mi tengo largo..) non ci sono più così tante occasioni per ritrovarsi con gli amici e farsi delle sane risate. Lo stimolo a non crollare quando corri, e a non smettere quando l'allenamento pesa moltissimo, io lo trovo nell'orgoglio di far parte della Brigata. Certo, appena "sbagli" un tempo non puoi contare sull'anonimato e se poi provi a curarti non è che la tabella del doc venga poi considerata più di tanto, ma il bello è proprio qui nella Brigata, a prescindere dall'età (ahimè però c'è), dalla preparazione e dal PB che uno può vantare, nel come passi la settimana ecc. Quando siamo insieme siamo insieme lo si fa per correre, al massimo, senza se e senza ma (...erano anni che sognavo di poter usare questa espressione...) e tutti gli altri a guardare e, spesso, a divertirsi. A tal proposito suggerirei di assegnare l'incarico di reporter aggiunto a chi, durante la corsa, si trova in mezzo o anche (più spesso) in coda e può fornire ulteriori spunti al grande Massimo compositore lirico . Magari ne esce fuori qualcosa di interessante, come la sciura che ieri aveva puntato il Cava...

ANTONIO, 22 Gennaio 2007

 

Splendido quadretto da incorniciare quello di  domenica a Monticello Brianza (se questi sono i Monticelli, aspetto con terrore di vedere cosa siano le Montagne!!!)

Assisto ad uno dei più memorabili momenti del podismo internazionale del 2007 (e siamo appena all'inizio del'anno):
E' terminata la tapasciata da 20 minuti abbondanti e Mirko, abbandonato (è a piedi, hi hi hi) da tutti gli amici, ma proprio tutti, si lancia in un giro del paesino a 200 all'ora per incrociare a valle i due unici superstiti del gruppo (il sottoscritto e Max) nella speranza di strappare un passaggio in auto verso la sua lontana Sovico e...bene...avete presente la scena del film "ricomincio da tre" in cui Troisi fa un giro del palazzo col fiatone per incontrare "casualmente" la ragazza dei suoi sogni? ... Ecco...una cosa così...solo che mentre Troisi col fiatone finge di passare di lì per caso, il mitico Mirko schiatta in una grassa risatona rivelatrice del suo Ennesimo "bluff": è spettacolo purissimo!
Ennesimo bluff, già ...perché dovete sapere che sul tema del bluff ....gli amici Max e Mirko ... oramai sono alla plateale sfida all'ultimo sangue:
1)Max finge di prendere una storta al piede nel tentativo di evitare un cane (o era un topo??) in una fangosa discesa e poi a fine gara è alle spalle dei kenioti;   
2)Mirko lamenta di aver fatto appena 800mt. di corsa negli ultimi 12 anni e poi ... sull'ennesima scalata del Monticello Everest Brianza, dopo 13km di tapasciata tiratissima, stacca tutti, compreso il sottoscritto che era l'unico che aveva ammesso di essere allenato - e che tra lacrime e sangue arranca (..vabbe'...cammina) alla ricerca del ristoro finale.

Che compagnia ragazzi....guardatevi le spalle...i tapabluff sono arrivati!!! Tapabluff se li conosci...non riesci ad evitarli!

 
DANILO, 16 Gennaio 2007

 

Ma che bella tapasciata...
... o che bella tapasciata.

Era da tanto che volevo rivedervi, esattamente dal primo novembre.
Grazie al forum i contatti non si sono mai persi, specialmente con Danilo e Max, ma vedervi dal vivo, è tutta un'altra cosa. Certo che se foste state delle belle signorine sarebbe stato meglio, ma per questa volta accontentiamoci.
Non ci crederete, ma le vostre voci non me le ricordavo più, e risentirle è stato davvero strano. Per le facce grazie agli avatar no problem, ma le voci... quelle dopo 2,5 mesi  nel cervello si sono sedimentate con tutt'altri timbri, ma tu non lo sai e sei inconsciamente convinto di ricordarle. Poi al momento di risentirle rimani leggermente spiazzato!

Il percorso era carino, su e giù con tratti non trafficati, ma sinceramente per i miei gusti non è stato il massimo. Personalmente preferisco più palta e meno asfalto, comunque è sicuramente un appuntamento da non perdere per l'anno prossimo. Ovviamente facciamo la 21 e ci spariamo il Lissolo in retrorunning.

Max, ma mi devi spiegare dove hai visto i miei amici all'arrivo!!!
Dopo aver constatato che la macchina c'era ancora (per fortuna) mi sono messo ad aspettarli, e dopo una 30ina di minuti sono arrivati con nelle gambe 21 km!!!
Incredibile tra i 3, 2 sono maratoneti (uno da 4,15 l'altro da 3,20) ma il terzo fa una tapasciata all'anno senza allenamento e si spara 21 km! Poi aveva problemi di deambulazione, ma intanto si è fatto una mezza "a gratis". Se si mette a correre ci sotterra.

Max e Danilo, mi avete regalato una di quelle ristate che ti lasciano il buon umore per 2 giorni.
Quando vi ho visti all'incrocio mi è mancato il fiato. Una di quelle situazioni paradossali e improvvise che mi fanno piegare, anche ora a pensarci mi scendono le lacrime.

Comunque io non sono un bluff. Qui l'unico bluff è Danilo che parte a manetta e mi costringe a seguirlo per metterci d'accordo sul famoso giro che vorrei organizzare con tutti voi. Io stavo letteralmente schiattando, ma essendo una persona coerente non mollavo per non lasciare il discorso a metà.
Non ditelo a nessuno: sui 2 strappi si è messo a camminare :) :) :-)

ciao

Mirco
PS se non avete voglia di andare il 28 fino a Bergamo fatemi uno squillo, vi  porto su un percorso 10 volte più bello di quello di ieri!!!

Mirco, 15 Gennaio 2007

 

Stupenda compagnia, stupendo percorso, stupenda tapasciata. Ci ritroviamo in tantissimi al banchetto delle iscrizioni. Fabio, come sempre in ritardo, delega un suo compagno di squadra a fare la chilometrica coda per pagare i 4 euro d'iscrizione, cosi quando arriviamo noi è già tutto fatto. Mentre Fabio va a cambiarsi ci perdiamo in chiacchiere: ci sono Antonio, Daniele, Gianluca (sempre guardato a vista dal suo Di.Po. pres) e Stefano, Danilo ed il fantastico Mirco insieme a 3 suoi amici. Ad un certo punto la saggezza di Antonio prende il sopravvento: pensate di fare salotto tutta la mattina o si va a correre? Eccome se si corre, 14 km di perfidi saliscendi, un percorso fantastico nella nostra bella Brianza, un allenamento tosto ma soprattutto divertente. Ed alla fine, sull'ultima rampa, i due bluff di Danilo e Mirco staccano tutti e ci aspettano al ristoro finale. Tra un te, un po' di cioccolata, fette di pane con la marmellata, salame piccante e discorsi di vario genere vengo avvicinato dal sorridente Gianluigi Perego (ben in forma per essere un pensionato, complimenti) che finalmente incrocia la nostra stessa strada e riusciamo a conoscerci. Il finale è dedicato a quel "cinema" di Mirco che dopo avermi raccontato di essere stato abbandonato da tutta la sua truppa all'arrivo di Firenze si aggira disperato tra la folla di Monticello in cerca.....degli amici che sono spariti anche qui. Ci salutiamo e mentre con Danilo ci avviamo a raggiungere Daniele lo vediamo arrivare di volata giù da una discesa. "Aho, che fai, hai ricominciato il giro?" gli dico, lui si ferma e comincia a ridere di gusto. "No, no è che dovrebbero essere qui, da qualche parte...". Fortissimo Mirco, grazie della bella compagnia e alla prossima.

Massimo, 14 Gennaio 2007

 

Sono troppo felice ed ancora emozionata e commossa, e desidero raccontarvi quel che mi è successo domenica.

Ancor oggi mi chiedo “perché io?”.

Nel mio piccolo, forse, ho sfiorato l’animo sensibile di qualcuno?

Di qualcuno che, forse, ha visto celata sotto un berretto bianco (compagno di tante avventure) una piccola dani da incoraggiare.

Mah, chissà!   Sicuramente quel “qualcuno” è riuscito a toccare il mio cuore con il suo gesto e le sue parole.

Andiamo per gradi ……

Gli ultimi mesi del 2006 sono stati fantastici. Sono riuscita a migliorare per ben 4 volte consecutive il record sulla 21 km.

Alla maratona di Carpi finalmente ho buttato giù il muro delle 4 ore fissando il record a 3:54:59.

La gioia è tanta e la voglio dividere con tutti.

Il Team Paterlini è la squadra di cui fa parte mio marito,  con questi ragazzi ho un ottimo rapporto di amicizia e mi hanno sempre coinvolto nelle loro iniziative, come se facessi parte anche io del team.

Mi sembra naturale festeggiare con loro e, quindi, una sera mi presento nella loro sede con delle bottiglie di ottimo vino bianco frizzante (so che apprezzano!).

Mi chiedono se anche quest’anno parteciperò alla maratona di Reggio Emilia. “Certo!” rispondo io.

Il Team cura il ristoro al 35° km e quando vedono arrivare quel “berrettino bianco” è festa.

Terminata la maratona di Reggio li raggiungo perché c’è sempre un piatto di buon cibo tenuto in caldo per me. Mi accolgono con affetto e, visto che mi conoscono piuttosto bene, oltre al cibo mi porgono subito un bicchiere di buon lambrusco e allontanano la bottiglia dell’acqua. Lì c’è anche mio marito che mi aspetta.

Li ringrazio, con loro mi trovo a mio agio. La prossima volta che li rivedrò sarà in occasione del pranzo sociale che si svolgerà domenica 17 dicembre.

Il pranzo sociale è intervallato dalle premiazioni degli atleti che nel corso dell’anno hanno conseguito titoli prestigiosi, oppure altri che si sono particolarmente distinti per meriti, simpatia, imprese strampalate e altro (la fantasia non manca).

Non mancano mai i riconoscimenti ad enti e associazioni  che in qualche modo hanno interagito e collaborato con il Team.

La consegna del premio o riconoscimento è sempre preceduta da un breve discorso originale e appositamente preparato, le cui  parole inducono gli invitati ad indovinare la persona destinataria del premio stesso.

Ad un certo punto sento Olly (il Presidente) che parla e non riesco a capire di chi stia parlando. Mi guardo in giro e vedo gli altri che guardano me!

Io non sono del gruppo e a me non spetta nulla (penso fra me e me), ma mi sbaglio perché Olly pronuncia proprio il mio nome.

Sono emozionatissima e incredula, vado sul palco accompagnata dagli applausi di tutti e mi viene consegnata una targa che così recita:

 

“A Daniela

Una spinta da noi per lanciarti

verso  ampi  spazi

di miglioramento.

 

Il Jogging Team Paterlini “

 

Daniela, 19 Dicembre 2006

 

Il mio augurio: un Sereno Natale.

Le porte della metropolitana si aprono e Sereno sale. Si guarda intorno, il posticino là nell’angolo in fondo alla carrozza è vuoto, oggi non deve accelerare il passo per arrivare prima di quella sguaiata culona che si siede, prende il posto per due e ti guarda minacciosa se fai tanto così per tentare di sederti. Quel posto è per la sua amica che sta arrivando con calma, tanto il bulldozer tiene il posto. E quando cominciano a parlare a voce alta come se ci fossero solo loro, il silenzio che le circonda ha un che di irreale, perché vorresti non sentire ma non puoi farne a meno, vorresti pensare ai casi tuoi ma come la trovi la concentrazione quando parole sconosciute ti rimbombano nel cervello, vorresti essere da un’altra parte e in quello Sereno ci riesce benissimo. Si cala il cappellino fino a coprire gli occhi, l’ombra della visiera sembra una paratia che lo isola dal mondo e la sua fantasia comincia a correre lontano.

Ogni giorno, alla stessa ora, stessa carrozza, stessa scena: Sereno compie quel gesto che ormai è un rito, si abbassa la visiera ed il maleducato ciarlare diventa un lontano sottofondo, qualcosa che non può dargli fastidio perché lui è andato nei boschi che tanto gli piacciono. Lì corre libero, la sua anima diventa leggera come il passo che calpesta foglie e sassolini, il sottofondo è un grande, assordante silenzio della natura che lo circonda.

Qualche uccellino cinguetta allegro come se lo stesse salutando al suo passaggio, tra i rami il vento muove le foglie che ritmano il passo ed il respiro e Sereno sorride. Chi è davanti a lui lo conosce perché tutti i giorni, alla stessa ora, stessa carrozza, assiste a quel rito: vedono quell’uomo seduto in mezzo a tanti ma come se fosse in disparte, lo vedono abbassarsi la visiera del cappellino e dopo qualche secondo sorridere.

Non sanno il perché, Sereno non lo conosce nessuno, nessuno l’ha mai sentito dire una parola, è una persona che tutti conoscono e che nessuno conosce.

Ma oggi Sereno non si accorge che alla stessa ora, stessa carrozza è salito da solo. Si accomoda nel suo angolino preferito e gusta quella conquista felice ed incosciente. Sereno sente nelle orecchie le stesse sguaiate parole, si abbassa la visiera ed è già nei suoi boschi. Ma nessuno sa che Sereno è solo un sognatore, lui non corre, vorrebbe farlo ma non ha mai trovato il tempo e la voglia per cominciare. Sereno abita in uno di quei grandi quartieri dormitorio alla periferia della grande metropoli, case popolari, degrado, criminalità e valori umani talmente appiattiti che ormai ti riducono ad abitare vicino ad una famiglia per vent’anni e a momenti non sai neanche come si chiamano. Buongiorno, buonasera, sorrisi di circostanza sull’ascensore.

Ma per lui la corsa in mezzo ai boschi è l’evasione da tutto, quei boschi così lontanissimi dal suo mondo, dalla sua vita, un sogno che ogni giorno lo porta fino alle soglie della fabbrica, del lavoro sempre uguale, sempre lo stesso, senza felicità ne fantasia.

“Sereno, perché hai abbassato la visiera? Non vedi che oggi ci sei solo tu?”

Strano, pensa Sereno, non ci sono parole nel mio mondo alla mattina, perché gli uccellini oggi non cinguettano al mio passaggio? Chi è entrato nel mio sogno?

“Sono io Sereno, sono davanti a te. Guardami”.

Che bella voce pensa Sereno, calma, un’armonia di parole e suoni, ma perché dovrei alzare la testa? Quel mondo lì fuori non mi piace, non mi appartiene, io resto qui nel mio bosco, ma tu chi sei?

“Guardami Sereno”.

Una luce azzurra circonda i piedi di Sereno, una luce che nel suo sogno è là in alto, sopra le foglie, dopo la cima degli alberi. Non può essere cosi in basso, il mio sogno non può ribaltarsi.

“Guardami Sereno”.

La mano destra di Sereno lentamente esce dalla tasca del giaccone imbottito, dopodomani è Natale, fa freddo, ed arriva alla visiera del cappellino. Si ferma, tentenna, questa non è la mia solita vita, non sono ancora arrivato alla mia fermata. Piano piano la visiera si alza e Sereno si accorge che la luce azzurra è ovunque, il vagone della metropolitana con quel colore è bellissimo.

Ed è bellissimo ciò che vede. Seduta davanti a lui, le mani incrociate sul grembo, sorridente.

Ma chi sei, sei vera? Sei un angelo? E dove sono gli altri? Ma Sereno pensa solamente, non riesce a dirle queste parole. Lui non parla mai, soprattutto la mattina.

“Perché non riesci a parlare neanche con me? Sereno, io lo so cosa stai pensando, io ti sento lo stesso, perché io sono te, sono il tuo sogno. Vedi, oggi non c’è nessuno, siamo solo io e te, non hai bisogno di sognare dentro di te, io sono qui e ti sto aspettando.”

Sereno sorride, lui nel suo sogno sorride sempre, ma questa volta lo sta facendo al di fuori della sua mente, e gli piace questa novità, la sua anima è sempre leggera, oggi tanto leggera che è lì, davanti a lui.

“Guarda Sereno, guarda i tuoi piedi, che belle scarpe nuove ti ho regalato. Sono scarpe da corsa, non le vuoi provare?”

Non ci crede, alza un piede, alza anche l’altro e le vede, nuove, belle, colorate e sono morbide come pantofole.

Ma io non so correre, pensa Sereno, non l’ho mai fatto e se questo non è un sogno…

“Certo che è un sogno, Sereno, è il tuo solito sogno, ma oggi lo viviamo insieme, tu ed io. Siamo arrivati, la prossima fermata è la nostra, vuoi viverlo per davvero?”

Sereno si alza, con calma si toglie il giaccone, lo appoggia sul sedile. Ed il cappellino vola via, lo lancia in alto con allegria. Sereno non sorride più, adesso ride. Ed è felice, più felice di ogni mattina vissuta finora.

Si avvicina alla porta della metropolitana ed allunga una mano accanto a se. Spera che il suo sogno faccia lo stesso. La fermata, la porta si apre, Sereno mano nella mano al suo sogno fa un passo in avanti e gli uccellini cominciano a cinguettare, il vento muove le foglie e… Sereno comincia a correre nel suo bosco.

 Massimo, 18 Dicembre 2006

 
 
E' proprio visitando il vostro sito che ho letto i vostri articoli  e
*scoprendo che la mia filosofia era la stessa dei bottom runners.*
Venendo da anni di esasperato agonismo dove se non facevi il tempo stavi
male per mesi, mi sono dato una calmata con un lungo periodo di abulismo
(correvo solo se avevo voglia).
Ma mi e' rimasto il macigno delle due maratone non finite anche per
problemi fisici ma sopratutto di testa, cosi ho ripreso a correre con la
vostra stessa filosofia , l'importante e' finire anche scoppiato (ma
sano di mente) se no la Stralivigno non l'avrei portata a termine ,idem
per la maratonina di Monza ( finita in 1h57' con una sosta all'ultimo
ristoro da tapascioni esasperati)
Faccio parte dell' Euroatletica 2002 di Paderno Dugnano, ma non sempre
le mie gare corrispondono a quelle di squadra essendo uno dei facenti
parte del team *s'em scioppaaaa''*' ( siamo un gruppo di pensionati ma
senza sito web) che la domenica partecipa alle tapasciate zona Brianza e
qualche volta si diletta in mezze e maratone.
Più che tabelle (quelle le trovi in internet) mi ha convinto a ritentare
il vostro approccio mentale,la convinzione di comunque tentare e
finire senza problemi di tempo e buttarla sul divertimento (vedi la
battaglia con le spugne).
Quindi dal vostro team quello che cerco e' questo modo di interpretare
le corse, poichè nel mio la vostra e anche mia filosofia e' adottata
al 20%.

Grazie , speriamo di vederci a qualche tapasciata.

Gianluigi Perego, 30/11/2006

 

Max, oggi dal momento che mi sono alzato, percepisco uno stato di soddisfazione che mi riempie e mi gratifica. Solo oggi mi rendo conto di quello che abbiamo fatto e, anche se non sono amante di prose sdolcinate, di quanto ti devo per avermi accompagnato in questa avventura, negli ultimi 12 mesi circa. Ho scaricato la tabella di TDS, e mentre guardo i numeri continuo a vedere i colori di ieri, a riprovare la sensazione di personale ed intima soddisfazione per non ascoltare la voce di dentro che mi chiede di fermarmi, il dolore nelle gambe che mi toglie quasi il fiato, le persone lungo la strada che mi incitano a non mollare, quelli che schiantano vicino a me e tanto ancora. A me quei numeri dicono poco sul piano tecnico, ma mi raccontano esattamente quello che ho passato ieri e che voglio rifare. Sicuro! Grazie Tapa Master, questo proprio non pensavo di poterlo vivere, due maratone in meno di due mesi. Certo potevo fare meglio, seguire con più attenzione i tanti consigli che tu mi hai dato, ma che importa: io le due maratone le ho fatte. Ciao.

Antonio 27/11/2006

 

Max e il Grande Tonno

Martedi 14: nel tardo pomeriggio termino la cronaca del CorriMilano e la invio a Mandellik. La sera porto a termine il sito e nello scrivervi si capisce bene qual'è il mio stato d'animo.

Mercoledi 15: la mattina Fabio (forse perchè insieme a me è il più coinvolto in questa avventura) manda una mail che qualche brividino d'emozione nella schiena me lo fa passare: ma l'ultimo "sgrisolino" non è ancora arrivato giù in fondo che la mia mente si inventa dal nulla una burla. Sono due giorni che tiro matto Fabio (con mail e chat) perchè non saltano fuori le classifiche finali del CorriMilano: gli scrivo di tutto, gli do del tirapacchi e mangiasoldi a lui e soci fino a minacciare che scrivo qualcosa e li faccio neri. Cosi mentre sto ridendo come un matto, cerco (con fatica) di attingere dal profondo tutta la serietà che mi appartiene e gli mando questa mail che forse ricordate:

SONO PROFONDAMENTE EMOZIONATO E COMMOSSO ED IN QUESTO MOMENTO MI SENTO....UN AUTENTICO VERME. GIUSTO IERI SERA HO MANDATO A MANDELLIK UNO SCRITTO DOVE NE HO DETTE DI PESTE E CORNA CONTRO CORRIMILANO E QUEI TIRAPACCHI DEI SUOI ORGANIZZATORI. SCUSA FABIO, NON LO MERITAVI. VISTO CHE NON L'HANNO ANCORA PUBBLICATO CERCO DI BLOCCARLI, SE NON CI RIESCO SPERO MI PERDONERAI. SCUSA DAVVERO.

Poi torno a lavorare con un occhio al video del pc in attesa che si apra la finestrella che mi avvisa che "c'è posta per te". Non passano neanche 10 minuti e Fabio manda solo a me questa mail:

Max, Quando dicevi che volevi scrivere qualcosa pensavo scherzassi. Forse non ti rendi conto del ca..no che c'è per tirar fuori un classifica con 6 gare, gli errori nelle iscrizioni (nomi sbagliati, anni di nascita e categorie ecc..) e gli scarti, per cui, il povero Fiorenzo, non io, non si merita davvero una sgridata pubblica. Se poi aggiungi che ognuno di noi lo fa mettendoci del suo tempo, credo che 2 giorni di attesa si possano sopportare. La classifica femminile mi è arrivata proprio 1/2 fa! Credevo di averti spiegato bene le ragioni del ritardo e (che lo pubblichino o no) un po' deluso lo sono. Ciao

Scoppio a ridere e batto i pugni sulla scrivania esclamando: "ha abboccato in pieno": il mio collega non ha capito una mazza ma si mette a ridere anche lui.

Stavo giocando sui tempi, la cronaca staranno per pubblicarla e mi preparo mentalmente cosa scrivergli quando sarà on line. Però passa 1 ora, niente, 2 niente. Torno da pranzo alle 14 ancora niente, neanche sul sito dei Gamber. Comincio a preoccuparmi e mando una mail a Mandellik chiedendogli se per caso mi hanno defenestrato come collaboratore. Mi risponde che non ci pensano neanche, è che lui sta aiutando il figlio nel trasloco e non ha tempo, la cronaca a Podisti l'ha mandata, saranno incasinati, prima o poi la pubblicano. Arrivano le 17 e ancora niente ed allora il gioco comincia a non piacermi più, perchè comunque un amico mi ha scritto che è rimasto deluso da me ed una cosa del genere non mi piace. Cosi gli scrivo giusto 3 parole "sei ancora arrabbiato"? Quando vado a casa non mi ha ancora risposto. Mi faccio 1 ora di allenamento e quando entro in casa ancora sudato vado dritto al pc e clicco: Podisti ancora niente, porc.., clicco i Gamber e la mia cronaca è li. Apro di corsa la posta e scrivo a Fabio "vai a leggere come ti ho fatto nero" e sorrido pensando che faccia farà e quante me ne dirà dietro. Una cosa però te la devo dire anche io, Fabio, ma sei proprio un Grande Tonno.

Max 15/11/2006

 

La saga di elfi e folletti continua.........

E’ domenica mattina, suona la sveglia, la spengo e decido (come al solito) di godermi ancora per un po’ il tepore delle coperte.

“ALZATI E CAMMINA! ” Una voce tuona con tono imperioso, è il GranCapoFolletto, quello che di solito fa la voce grossa.

“Muoversi ….. tapinare ….. scarliga marlus!” Quest’ultimo termine non so che significa ma spesso lo usa il mio papi quando c’è da darsi una mossa.

Arrivo in bagno a palponi, gli occhi sono talmente chiusi che per convincerli ad aprirsi devo dare due gocce di collirio.

Mi guardo e lo spettacolo non è certamente dei più sexy. Il polpaccio destro è imprigionato dentro uno scaldamuscoli (è un  po’ contratto e il calore gli fa bene) mentre il ginocchio sinistro è ancora avvolto con la  pellicola domopack (la salute va conservata).

In poco tempo sono pronta, piccola colazione, preparo e bevo il caffè.

Puah!   Decisamente non so  fare un caffè buono. Consiglierei ai miei ospiti di chiedere un bicchiere d’acqua oppure un sorso di Red Bull (ce l’ho sempre, mette le aaaali), ma MAI il caffè.

Oggi si corre a Gavasseto e la gara si intitola “Camminata del Maialino” .

E’ una gara di 10 km perfettamente misurata, ottima per fare un test su questa distanza.

Parto “a schioppo” guardo il crono ogni 1.000 metri e non credo ai miei occhi. Ma che succede? Nel mentre mi pongo questa domanda mi accorgo della presenza del folletto Leo che, con la sua manina appoggiata alla mia schiena, mi sospinge in avanti.

Mi sembra di essere la Console durante la maratona a Carpi domenica scorsa.

Mi rivolgo al folletto e gli dico: “Potevi almeno farti le unghie!!! Vabbè che ti chiami Leo (diminutivo di Leopard) ma i tuoi artigli stanno benevolmente distruggendo la mia schiena”.

Leo, accogliendo la mia supplica, decide di sospingermi soffiandomi alle spalle. Ma siccome ha l’enfisema, l’asma, e l’umidità di oggi gli chiude i bronchi, ben presto gli effetti della Eolo-spinta svaniscono.

Infatti dal 6° km in poi il crono ritorna a ritmi a me più consoni.

All’8° km sento un dolore sul coppino, mi giro e vedo il folletto Sadix che oggi indossa la sua tutina preferita in pelle nera aderentissima, e in mano brandisce la temutissima frusta “il gatto a sette code”.

Gli dico: “Abbi pietà di me, un po’ di comprensione, ho ancora 42 km nelle gambe da smaltire!”

Come risposta mi arriva un’altra frustata nei polpacci, che dolore!

A causa della frustata? Nooooo.

Le gambine sono ormai dure e doloranti e non ne vogliono sapere di aumentare il ritmo.

Mancano solo 500 mt all’arrivo e mi ritrovo ingarbugliata in una giungla di auto incontrollate che occupano l’intera sede stradale, non mi rimane che fermarmi e attendere che qualcuno si schiodi da lì.

Nel frattempo il crono scorre e mi viene una rabbia terribile.

Lo spirito di Mennea (mio idolo in gioventù) si impadronisce di me e, appena si apre un varco, mi produco in un allungo che mi riporta indietro nel tempo quando gareggiavo in pista. Sono arrabbiatissima e cattivissima, devo dribblare tra i podisti che stanno ritornando alle loro auto, devo evitare anche i loro cani che mi tagliano la strada.

Sadix sbuffa, non riesce a tenere il passo e lo semino.

Sadix chiede rinforzi e passa il testimone a Gonzales (folletto Speedy per gli amici) e gli dice: “Segui tu questa indiavolata che la tutina nera mi impedisce i movimenti rapidi e mi fa sudare come un maiale!” (da qui nasce la denominazione Camminata del Maialino).

Sfogo in velocità tutta la rabbia  che ho in corpo, taglio il traguardo, il crono mi sorride di nuovo.

Speedy se ne va, più tardi arriva anche Sadix (sconfitto in velocità) e mi dà una amichevole pacca sulle spalle.

Per addolcirmi un po’ vado al ristoro, bevo il the caldo e mi gusto due zollette di zucchero.

Sto pensando a Venezia e agli amici lì impegnati. Mi cambio velocemente e partiamo subito.

Giunti a casa, io e Billy, ci incolliamo al tv per gustarci le riprese televisive della maratona di Venezia.

Riusciamo a vedere gli arrivi dei primi e penso che per molti c’è ancora tanta strada da fare.

Forza ragazzi!!! W la maratona.

Daniela, 22/10/2006

 

 

Vi ringrazio della lieta accoglienza!!! Mi pare di capire che in questa allegra Brigata "..o siamo matti o non li vogliamo...", quindi è la Brigata che mi si addice, che mi calza a pennello, che mi fa sentire un pesce nell'acqua, che mi fa ballare quando il topo non c'è, che mi fa lasciare lo zampino quando vado al lardo, che....vabbè dai..mi fermo! Cmq..non ci sono più le mezze stagioni.... Grazie a tutti! A presto!! TAPABAGHY o TAPASABRY o TAPAPANTE o ....insomma come volete!!

 p.s. Tapadani, ancora complimentissimi!!! Altro che Tapa...;)

Sabrina, 20/10/2006

 

Gazzettino "Terre del Parmigiano Reggiano.

"Carissima sballatissima ma bellissima Brigata, son riuscita a scrivere due righine che raccontano un po' la mia giornata di domenica a Carpi. Non riesco ad incollare il link (si chiude tutto, so' proprio imbranata) ma se avete due minutini potete trovare il racconto nella home page di www.podisti.net <http://www.podisti.net/> . Baci bacioni a tutti.

Daniela, 20/10/2006

 

Eccezionale fine settimana, quello appena trascorso, per i componenti della Brigata. La maggior parte di loro era impegnata nella Maratonina di Cremona. Antonio e Massimo, a dispetto di un risultato cronometrico molto scarso, hanno offerto all'incredulo e numeroso pubblico presente l'arrivo più strampalato dell'intera competizione accolto però da applausi e risate. E notizia dell'anno Antonio riesce finalmente a battere Massimo in una gara grazie al miglior spunto....gattonatorio. C'è da registrare però una probabile sanzione Fidal nei loro confronti in quanto, se c'era qualcuno poco convinto dei benefici causati dal podismo, dopo averli visti all'opera adesso ha la certezza che correre fa malissimo. La new entry del gruppo, la Panterona Sabrina ha invece onorato alla grande la sua prima performance da Brigatista, staccando un ottimo tempo al di sotto delle 2 ore e terminando la gara davanti a Fabio (ndr: Sabry vedi per il futuro di dotarti di un paio di guanti. Prima della partenza mi hai "pudicamente" toccato 3 o 4 volte ed a momenti mi ibernavi). Fabio ha terminato la sua gara con onore nonostante la poca preparazione dovuta al suo infortunio e la sua prova acquista maggior valore se si considera che ha corso con Massimo, vicino e nelle orecchie, per 18 km. Il super infortunato Daniele si è cimentato per la prima volta, e con bravura, in un apprezzatissimo servizio fotografico ed ha nettamente vinto il confronto con tutti gli altri compagni di squadra. Dove? A tavola. In Emilia, e per la precisione a Carpi, era impegnata la mascotte Dani nella bellissima Maratona d'Italia. La nostra atleta si è letteralmente superata andando a stracciare il suo precedente personale e portando il suo record ben al di sotto delle 4 ore. (ndr: quel donnino li, con quel tempo li, a tutti noi ci lascia indietro di parecchio). La nostra punta di diamante. Assenti dalle competizioni Marco, giustamente a riposo per preparare al meglio la sua terza maratona in un mese e Gianluca, in via di guarigione dall'influenza. (ndr: se vengo a sapere che ci hai tirato il pacco per andare a correre a Carate ti faccio passare il più brutto quarto d'ora della tua vita. Ti scateno contro Antonio). E "dulcis in fundo" dalla Brigata sono partite (ndr: al momento, ma qualcos'altro si sta preparando) verso Podisti.net due cronache, una più bella dell'altra, (ndr: c'è bisogno che vi dica qual'è l'altra?) e tutte e due sono finite in copertina con tanto di foto. Domenica prossima Marco e Sabrina saranno impegnati nella mitica Maratona di Venezia: sappiamo già che sapranno onorare al meglio questa gara ed a loro tutto il nostro "in bocca al lupo". A presto.

Massimo, 17/10/2006

 

E’ lunedì mattina, arrivo in ufficio e accendo il PC.

Credete forse che apra immediatamente l’applicativo per svolgere il mio quotidiano lavoro?

Ebbene no!

Vado su internet e cerco di entrare nel sito Podisti Net ma, come avviene spesso, è bloccato come un mulo in salita.

Due sono le cose che mi interessano e cioè la Milano City Marathon e la pubblicazione della classifica di una maratonina che convalida il mio nuovo PB sulla distanza.

Dopo circa cinquantotto tentativi riesco a stufare internet che mi consente l’accesso con il seguente messaggio: “accesso consentito per eccesso di stress!”.

Guardo le cronache nella home page e …. nulla!

Sbircio meglio e … nulla!

Trovo diverse cronache della Milano City marathon (carine e giuste nei contenuti) …… e quella di Max?

Immagino che la redazione di Podisti Net sia impegnatissima nello smistare tutto il materiale che puntualmente arriva il lunedì, quindi immagino di trovare quel che cerco l’indomani.

Martedì accendo il PC, mi collego ad internet e compare il seguente messaggio: “mi ricordo benissimo di te, entra pure basta che non mi stressi come ieri”.

Clik Enter ma …… niente cronaca!

Cosa è successo al mio piccolo scrivano fiorentino?

     1)  Avrà finito l’inchiostro? Ma glielo comperiamo subito!

     2)  E’ rimasto senza parole?  Praticamente impossibile!!  (e voi tutti ne sapete qualcosa)

     3)  La maratona ha compromesso il fantasiometro? Non credo proprio!

     4)  Il genio delle genialate da 10 e lode è ancora imprigionato nella lampada? La Brigata è pronta per uno strofinamento collettivo!

Sono fiduciosa che domani mattina qualcosa da leggere ci sarà.

Eccola la tanto attesa newsletter number four.

La stampo e decido di gustarmela subito.

Assumo un atteggiamento super-professional che solo noi dipendenti comunali sappiamo fare così bene quando stiamo cazzeggiando.

La mia espressione è assorta e impegnata, sembra quasi che  stia studiando il testo unico degli enti locali!

Cribbio Max e Antonio ma quanto avete scritto!

Lo leggo e lo rileggo e cominciano a raffiorare in me ricordi e sensazioni.

Penso agli allenamenti qualche volta fatti anche controvoglia, il momento dell’iscrizione ad una maratona (bello e “agitoso” nello stesso tempo).

Le parole mi fanno ricordare la fatica, le sensazioni durante la gara. L’emozione che si prova quando si è prossimi all’arrivo, ti sembra  di volare verso quel traguardo tanto atteso.

Ti viene un groppo alla gola e le lacrime agli occhi. Ce l’ho fatta!

Ringrazio Massimo e Antonio perché le vostre parole mi aiuteranno in questi giorni che precedono la maratona di Carpi alla quale mi sono iscritta.

Il vostro scritto è arrivato al mio cuore.

Grazie per avermi citato, è un onore per me che sono una piccola e semplice mascotte. Un piccolo portafortuna da tenere in tasca . Quando serve c’è.

Un bacio a tutti.

 

Daniela, 12/10/2006

 

 

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