Era il 16 Luglio 2006, e questa è stata la nostra prima fotografia in assoluto    

                                      

                                   Da sinistra a destra Massimo, Daniele, Antonio, Marco e Fabio.

                                     Manca Gianluca perchè questa foto l'ha fatta lui.

 

LA RICOGNIZIONE DELLA BRIGATA TAPASCIONA

Italia. Lombardia. In piena estate. E’ l’alba. Nonostante le calde previsioni meteorologiche un drappello di uomini veri, uomini duri, sta convergendo verso Monza.

C’è chi arriva da lì vicino, chi da Vimercate, chi da Sulbiate, chi da Milano e perfino chi arriva da Melzo.

Obiettivo: ricognizione sul tracciato della Mezza di Monza a due mesi dalla data della gara.

Già qualche tempo fa qualcuno si era fatto fotografare in bella posa con la scusa di fare la ricognizione della Monza-Resegone. Non c’è paragone. Quelli camminavano, noi correremo. Loro hanno fatto tante foto. Noi ne faremo di più. Loro non hanno scritto niente. Noi sì. Anche perché non siamo al livello di quei 4 Gamberi: in una corsa qualsiasi non ci starebbero dietro nemmeno per 100 metri… per forza, sarebbero già davanti di 1 km!!

L’idea era partita da uno che ha una “leggerissima” preferenza per questa gara. Complice anche un calendario che per questa domenica non contemplava i soliti ricchi “meeting ad invito” ai quali siamo abituati, visto che qualcosa bisogna pur fare per scantonare dai mestieri domestici, perché no, una bella ricognizione: vedi mai che tra due mesi ci può servire. L’ideatore, sempre a causa di quella sua leggerissima preferenza, il percorso lo conosce già a memoria e non fa nemmeno molta fatica a convincere gli altri: “tranquilli che vi conduco io, lo facciamo con calma ed almeno corriamo in compagnia”. E’ già pronto a tirare fuori dal cassetto il cappello con scritto “Tapa cicerone” e sta per organizzare orario e luogo del raduno quando…

Nel gruppo c’è uno che a prima vista ti dà l’impressione di aver davanti un tipo piuttosto distinto, serio e posato. E invece ha fantasia da vendere. Infatti venerdì scrive: “stavo pensando stamattina, venendo in ufficio, di portarmi la digitale per immortalare la ricognizione. Non sarà il Resegone, ma su Podisti farebbe un figurone (la rima è baciata, ma casuale). L’unico dubbio è che non so dove mettere la macchina mentre corro. Se trovo una soluzione intelligente mi sa che lo faccio”.

Però non si ricorda che sta scrivendo a quello un po’ fuori di testa che dopo aver letto la prima riga sta saltando di gioia sulla sedia al pensiero delle goliardate che già gli passano per la mente.
Che risposta poteva ricevere secondo voi? Esatto, proprio quella “la tua idea è una genialata da 10 e lode. Tranquillo che la digitale la tengo in mano io, oppure la metto al collo, oppure…..”. E il fuori di testa non ha ancora finito di pensare all’ultimo oppure che decide di fare un tentativo. Ha la fortuna di essere simpatico ad un “raccomandato” che viene incaricato di andare in giro tutto l’anno a scattare fotografie a quelli che corrono, ed anche se non è sto gran fenomeno, ovviamente, gliele pubblicano sempre. Conta proprio su quello e poi è un compagno di squadra. Cosi scatta l’idea: “cosa ne dici di sentire se Roberto è libero. Se c’è anche lui facciamo bingo”.
Normalmente si fa una richiesta ad una persona sperando in una risposta positiva: infatti l’oggetto della mail è ”Dimmi di no”. Ma solo perché la domanda è posta in questi termini: “Domenica sei in giro a scattare foto da qualche parte?”.
Non risponde di no, nemmeno di si. Non risponde proprio perché o si è abbioccato nell’orto ed è ancora li che russa, oppure ha pestato i piedi ad Oliviero Toscani e l’hanno mandato per punizione ad immortalare la maratona dell’Himalaya. Magari la mail non gli è mai arrivata. A volte la vita ti ricorda con perfidia che esistono delle grosse differenze sociali a questo mondo. Quelli la sul Resegone sono atleti: noi siamo tapascioni. Alla fine della loro durissima gara sono arrivati vicinissimi ai primi: noi tra due mesi se saremo in forma, ma molto in forma, ne avremo davanti più di mille. Loro vanno a correre con le morose: noi se diciamo a nostra moglie “cara, vuoi venire a fare una corsetta?” dobbiamo essere bravi a schivare la ciabatta che sta arrivando diritta in mezzo alla fronte ed arginare la furia verbale che ci investe. “Corsetta, eh? Quando c’è da pensare a correre hai sempre tempo e voglia, quando ti dico che ci sono da lavare le tapparelle chissà perché o hai altro da fare o sei stanco morto”. E ci toccherà pertanto arrangiarci a fare le foto, sperando che vengano bene.
Ma come si è detto qui siamo al cospetto di uomini duri: anche se non è proprio l’alba quando si ritrovano al parcheggio dell’Autodromo, e forse i veri duri non ti vengono incontro con gli occhi pieni di sonno e sbadigliando come ippopotami.
Questo inguardabile drappello è composto da: il Tapa Gamber cicerone (che si è accollato anche l’onere di raccontarvela) e suo cognato “muscoletti d’oro” Daniele, il famosissimo Tapa Gamber Antonio ormai guarito, il “fantasioso” fotografo Fabio, il pluri maratoneta Marco, il “cavadenti” Gianluca.
La ricognizione sarà fatta nel tratto di percorso che va dal 5^ al 20^ km, cioè tutta la parte al di fuori della pista di Formula1. Come è andata mi viene difficile raccontarvelo: le belle istantanee di Fabio hanno ben catturato con che spirito abbiamo passato due fantastiche ed indimenticabili ore e sono senz’altro più esplicative di qualsiasi mia parola. Anche perché non voglio dilungarmi troppo in quanto mi sembra già di sentire qualcuno che borbotta impaziente: “va be’, fino ad ora ho letto le tue fregnacce perché speravo che dopo una ricognizione si raccontasse qualcosa del percorso….”. Calma nervosetti, adesso mi tolgo il cappello da giullare e vi faccio vedere di che pasta sono fatti i Tapascioni.
Analisi tecnica del percorso.
Per prima cosa scaricatevi la piantina del tracciato dal sito cosi seguirete meglio le mie indicazioni. La parte sulla pista ve la risparmio, penso che sia ben difficile che non la conosciate. Al limite se volete farvi un ripassino la settimana prima della nostra c’è il gran premio di Formula1. Guardatelo in tv e pensate che dopo qualche giorno ci saremo noi. Speriamo che ad una settimana di distanza siano volati via l’odore della benzina e dei pneumatici bruciati sull’asfalto. E che abbia vinto la Ferrari. Dopo aver percorso mezza curva parabolica si esce dalla pista e ci si trova al 5^ km. Nel giro di 1 km dovrete affrontare il sottopasso che vi porta nel parco ed il sottopasso della vecchia curva ad alta velocità. Il primo è una picchiata di circa 30 mt e ripida risalita di pari distanza, il secondo è meno ripido ma sono circa 300 mt tra discesa e risalita. Memorizzateli bene perché li rifarete entrambi in senso contrario quando sarete tra il 19^ ed il 20^ km. Un lungo e ben asfaltato rettilineo vi conduce al vialone centrale del Parco: svolta a sinistra ed altro rettilineo fino a deviare a sinistra per arrivare a costeggiare il Lambro. Qui l’asfalto è un po’ rovinato. All’altezza della scultura denominata “Lo Scrittore” (un enorme tavolone con sedia) parte una ripida salitella di circa 200 mt. Ancora strada piana e liscia che conduce alla piccola discesa verso la Fagianaia : la curva a gomito interrompe un po’ il ritmo. Siete al 10^ km e da qui parte un lungo tratto piano che costeggia il Lambro. Prima di abbandonare la compagnia del fiume trovate un breve tratto di sterrato: ci sono i segni ancora evidenti dell’alluvione di qualche anno fa. Ma il terreno è compatto. Appena passata la Cascina del Sole altra salitella di circa 50 mt. Poi vialoni piatti fin dopo il 15^ km: appena passato il Mirabellino piccola discesa a sinistra e breve tratto in leggera salita per rientrare sul vialone centrale. Dal giro di boa sempre dritto per rientrare in autodromo e poco dopo il 20^ km si torna sulla pista, mezza curva parabolica ed il rettilineo finale, il gonfiabile dell’arrivo, i tifosi sulle gradinate e la vostra personale gloria vi attendono. Quelli bravi, quelli forti, le vigliacche salitelle le faranno senza accorgersene. Per quelli come noi le pulsazioni saliranno tremendamente ed il passo si farà pesante. Tenetelo presente amici, non sono 21097 mt tutti piatti e dopo ogni discesina c’è subito una salitella.
Adesso avete finito di lamentarvi, vero? Saremo scarsi e lenti ma sappiamo anche fare le cose sul serio. Tra due mesi, in gara, non rideremo come oggi: con le nostre capacità, con la nostra forza ed il nostro cuore questa corsa cercheremo di farla a tutta per tentare di migliorare i nostri personali e comunque vada saremo felici di esserci. E dopo 10 minuti dall’arrivo, passato il coma post sforzo, chi non sarà già arrivato a casa ci vedrà sorridere. E’ il nostro modo di vivere le corse e ne siamo orgogliosi. Posso darvi un ultimo suggerimento? Riguardate bene le foto di Fabio, lasciate perdere i Tapa e concentratevi su quello che ci circonda. Guardate bene che paesaggio, che ambiente, che natura abbiamo intorno. E ponetevi una domanda: vale la pena di andare a correre in un posto cosi? Noi ci saremo, voi cosa fate? Adesso rispondetevi.
Un’allegra estate a tutti.

 

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Fonte Podisti.net e Gamber de Cuncuress