Maratona a coppie…arrivo in solitaria

 

La maratona di Sommacampagna è tra le poche competizioni che inserisco sempre annualmente nel mio personale calendario podistico; questa è stata la mia quarta partecipazione e, come nelle precedenti edizioni, mi sono iscritta come coppia, insieme a Claudio, un amico conosciuto in occasione della maratona di Padova.

Ma non tutto è filato liscio come nelle precedenti edizioni…ma andiamo con ordine.

Come in ogni gara arrivo di buon ora, inizio a salutare alcuni amici e ritiro il pettorale.

Piove: da una parte ne sono felice, perché dopo l’esperienza del caldo di Padova, un po’ di pioggerella in una maratona non guasta mai; dall’altra mi dispiace perché penso già al dopo gara, quando, dopo una bella doccia rigererante, ci si troverà sotto il tendone per un bellissimo momento conviviale. All’orizzonte fortunatamente si vedono già segni di schiarite.

Mi preparo e mi accingo ad entrare nell’area riservata alla partenza, un po’ preoccupata perché non riesco a trovare il mio compagno di corsa…vado avanti-indietro, guardo tra i podisti…niente…

Un po’ dispiaciuta inizio a correre insieme ai miei cari amici Leone e Antonietta, ma il pensiero è rivolto a Claudio: “dove sarà???”.

Mi raggiunge il sig. Antonio, papà di Fabio, che opta per una bella corsetta di 21 km: mi saluta e io gli racconto che ho perso il mio compagno di gara.

Rallento di molto l’andatura, a tratti mi fermo sperando di vederlo arrivare, ma quando mi accorgo che la maggiorparte dei concorrenti mi sta superando, decido di riprendere il mio ritmo, per non essere proprio l’ultima podista della gara.

Leone e Antonietta ormai si sono allontanati…peccato…

Al primo ristoro mi fermo un altro po’, ma niente…tento allora di aumentare il passo sulla salitina dopo la cantina sociale, e finalmente ritrovo il mio compagno di gara nei dintorni di Custoza, all’altezza circa dell’ 8 km: era partito molto più avanti di me!!!

Ci salutiamo, scambiamo qualche chiacchera, gli racconto un po’ come sarà il percorso e di come pensavo di impostare il ritmo gara per non soffrire mentalmente lungo la pista ciclabile e fisicamente da Salionze in poi…questo il vantaggio di conoscere il percorso come le proprie tasche.

Ma man mano che passano i km, noto che Claudio è un po’ in difficoltà: fa fatica a digerire i saliscendi, mentre io al contrario sento che le gambe stranamente girano molto bene; lo precedo e lo attendo alla fine delle salite…

Al 14 km Claudio, abbastanza provato, o perlomeno così lo vedevo io, mi invita a proseguire da sola: a malincuore accetto, e comincio ad allungare il passo.

Le gambe rispondono bene, e anche la testa perché sono molto vicina a Borghetto, paesino incantevole sul Mincio al quale sono legata da bei ricordi sentimentali.

Emozionante come sempre il passaggio sul ponte Visconteo e lo zigzagare tra le vie del paese, famoso anche per i vecchi mulini e le cui case si specchiano nel lento scorrere del Mincio.

Affronto, meglio di quello che speravo, la pista ciclabile: mi guardo intorno, supero e saluto molti amici.

Al ristoro del 25 km faccio la conoscenza di Marco Scianca e lo invito a proseguire la gara con me, ma anche, lui un po’ sofferente, decide prudenzialmente di rallentare l’andatura, soprattutto perché si stava avvicinando alla parte più impegnativa del percorso.

Verso la fine della pista ciclabile conosco un altro ragazzo molto simpatico del gruppo Runners Bergamo: scambiamo qualche chiacchera, mi invita a proseguire con lui, ma declino l’invito perché conosco bene il percorso…

E finalmente ecco la tanto temuta salita di Salionze…breve ma intensa.

Un problema intestinale mi costringe ad una sosta forzata intorno al 30 km, ma nella testa continuo a ripetermi che il più è fatto.

Stringo i denti, cerco di mantenere un’ andatura costante e l’emozione inizia a salire già all’altezza del 40 km. Ormai la gara è finita, imbocco il rettilineo che mi conduce all’arrivo…l’adrenalina sale sentendo gli amici che mi applaudono, un saluto a Fabio e ho concluso così la mia quarta maratona del Custoza e la quinta prova del Circuito Verona con la corsa, soddisfatta di averla terminata bene e con un tempo nettamente inferiore a quello preventivato, ma un po’ triste per averla finita in solitaria.

Personalmente adoro questa gara, sia dal punto di vista del percorso, splendido, sia per l’organizzazione, per tutto quello che ogni anno sa offrire a tutti i podisti che partecipano alla corsa competiva e non; poche manifestazioni ne sanno essere all’altezza e non lo dico perché sono “di parte” ma perché sò con quanto amore e passione si dedicano gli organizzatori alla buona riuscita di questo evento.

 

                      

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