Maratona di Treviso

“E dove Sile e Cagnan s'accompagna" (Paradiso, IX, v.49)

Sara Valdo

 

L’emozione per la partecipazione alla maratona di Treviso, non mi ha lasciato riposare come si deve la notte prima della tanto attesa gara.

Dopo un inverno trascorso con disturbi vario tipo agli arti inferiori e una “preparazione” non degna per una maratona, c’è una certa indecisione se parteciparvi o no.

Questi i pensieri che mi accompagnano tutta la notte, l’incertezza di partire o meno, di riuscire a concludere la corsa, oppure dover essere costretta al ritiro…meglio non pensarci.

La mattina della gara io e Claudio ci dirigiamo verso Verona, da dove saremo partiti poi con un gruppetto di maratoneti e di turisti, del gruppo podistico A.S.C.M. Mondadori e non , alla volta di Treviso.

Una bella luna e tante stelle sembrano annunciare una giornata di sole, confermata dalle previsioni metereologiche, ma purtroppo non sarà così.

In autostrada una rossa alba accompagna il nostro viaggio, ma non è sola…all’orizzonte si intravedono un bel po’ di nubi che non preavvertono bel tempo dalle parti di Treviso.

Nel pullmino c’è chi parla di tempi, di obiettivi, ma io cerco di non pensarci e con l’autista (Fabio presidente del gruppo) cerco di parlare di tutt’altro, perché comunque l’agitazione comincia a farsi sentire.

Arrivati a Treviso inizia a piovere e velocemente noi maratoneti prepariamo i nostri zainetti per salire su uno dei tanti pullman che ci avrebbero portato a Vittorio Veneto; i nostri accompagnatori ci offrono, prima di partire, un buon bicchiere di te caldo, che, vista la temperatura, è ben gradito.

Durante il tragitto verso la partenza, la pioggia è mista a nevischio: da non crederci, in barba a tutte le previsioni meteo che ho consultato…è proprio vero quello che recita un classico proverbio veronese: “Tempo, cul e siori, i fa quel che i vol lori”.

I miei amici scambiano tra loro quattro chiacchere, io invece ne approffitto per farmi una dormitina.

Scesi dal pullman ci dirigiamo velocemente verso la zona di partenza per ritirare i pettorali e poi andiamo subito a depositare le borse.

Per fortuna non piove più, ma spira un vento forte e freddo, e seguo la decisione di molti di ammassarsi in fretta nelle “gabbie” per sfuttare un po’ di calore umano.

La partenza avviene regolarmente e io parto con due amici: Leone e Antonietta, una splendida coppia, marito e moglie, che mi fanno ottima compagnia lungo tutto il percorso. Pochi chilometri e comincia a nevicare: uno spettacolo, se non fosse per il freddo vento, che fortuna il più delle volte ci spinge.

Il percorso è molto bello, c’è tanta gente che applaude e tanti bambini che offrono il “cinque”, fantastici…il tragitto assomiglia a quello della maratona di Padova e, grazie anche a questo e alla ottima organizzazione sia dei ristori che della chiusura del traffico, le mie gambe procedono abbastanza bene, ma con l’orecchio sempre vigile al minimo dolore.

La corsa procede con un passo abbastanza costante, ma verso il 35° km la stanchezza comincia un po’ a farsi sentire e mi trovo costretta ad abbandonare Antonietta e a rallentare un pochino.

L’emozione sale con l’ingresso in Treviso “e dove Sile e Cagnan s'accompagna"; poco dopo intravedo Piazza dei Signori, ultimo strappetto e …anche questa volta è andata bene; certo non ho migliorato il personale e neppure ho raggiunto il traguardo sognato per tutto l’inverno, ma ancora una volta ho vinto una sfida contro me stessa e ho tagliato il traguardo contentissima e in buone condizioni. La voglia e l’emozione di partecipare alla maratona e di concluderla sono state superiori a qualsiasi dolore fisico.

Voglio ringraziare con tutto il cuore Leone ed Antonietta per la compagnia che mi hanno fatto lungo tutto il percorso, senza di loro avrei fatto molta fatica.

Un grazie speciale a Fabio e agli amici del gruppo Mondadori per l’ottima compagnia e per l’ assistenza offerta.

Inoltre vorrei fare i complimenti all’organizzazione della maratona: ottimi tutti i servizi proposti, compreso il trasporto per le docce, la restituzione del chip e del pacco gara; buonissimi i gnocchetti che ho mangiato all’arrivo molto volentieri.

 

                      

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