maratona di verona:

IMPREGANTIVA MA RICCA DI SORPRESE

 

anche quest’anno, dopo tre edizioni consecutive, ho deciso di partecipare alla maratona di Verona; se dovessi spiegarne il motivo per cui l’ho fatto posso solo rispondere “E’ la gara della mia città e il percorso mi piace molto”.

Fino a questa edizione non avrei speso tante parole di più per questa maratona di “casa mia”.

Fortunatamente le cose cambiano in seguito qualche tentativo di cambio di data, di percorso, di distribuzione pettorali e gestione della viabilità.

Certamente la vicinanza con la maratona di Venezia e i disagi delle precedenti edizioni hanno fatto si che molti podisti optassero per una più rapida mezza maratona o non vi partecipassero affatto.

mi sono svegliata abbastanza presto anche se, abitando nella campagna veronese, avrei potuto prendermela con calma, ma la possibilità di parcheggiare molto vicino piazza Brà e il fascino che su di me esercita il centro storico della città la mattina presto, mi hanno portato a partire di buon’ora.

appena arrivata sono andata a bermi un buon caffè e con passo lesto mi sono diretta verso l’Arena dove vi erano già molti podisti; occasione gradita per incontrare molti amici veronesi e non, e scambiarsi le prime impressioni sulle gare.

i primi amici che incontro sono del gruppo ASD Mondadori, sempre cordiali e sorridenti.

Il pettorale l’avevo già ritirato la sera prima, memore della non scorrevole distribuzione degli anni precedenti; ma l’esperienza insegna e infatti quest’anno non si è ripetuto il medesimo disagio.

Il tempo scorre veloce e arriva l’ora della partenza. La temperatura è fresca ma conoscendo benissimo il percorso e nella speranza che uscisse il sole mi sono vestita leggera.

Io e Stefania, che correrà la sua prima maratona competitiva, entriamo nella “gabbia” della partenza e ci addentriamo tra gli atleti per scaldarci un po’.

La partenza avviene in maniera puntuale e regolare, senza particolari rallentamenti in corrispondenza del passaggio sotto l’Orologio e con molta gente che incita i podisti ai lati dello stradone.

Il passaggio nel centro storico della città è molto suggestivo, soprattutto in Piazza delle Erbe e di nuovo poi in Piazza Brà. Fin qui tutto tranquillo ma il pensiero va ai miei concittadini: anche quest’anno sentiremo clacson impazziti di persone frenetiche anche la domenica mattina?

Purtroppo si, in corrispondenza di Porta San Zeno, ma per fortuna in quantità limitata.

Il sottopasso a Cà di Cozzi segna la separazione dei due percorsi; saluto la mia cara amica Chiara e con Stefania procediamo verso la Valpolicella; nel frattempo è uscito il sole e l’aria si è fatta più calda.

In questo tratto di percorso si corre un po’ nel traffico però lungo una corsia protetta e infatti tutto procede regolare. Inizia la salita e ormai ci avviciniamo alla prima metà di gara; Stefania ha un passo più arzillo del mio e dopo aver oltrepassato il controllo dei 21 km la invito a proseguire, con il suo ritmo, sapendo che ci aspettava un ultimo stappetto a Corrubbio e poi discesa.

La seconda parte del percorso è quella che preferisco perchè ci si allontana dalla statale ci si immerge in paesaggio semicollinare con un tracciato che rompe temporaneamente i rettilinei della statale, senza auto, in mezzoal verde e molto scorrevole.

Intorno al 32°km circa inizia il lungadige che da Parona porta a Castelvecchio; quest’anno mi sembra interminabile; per fortuna arriva Ivan che mi sprona e mi fa compagnia (prima sorpresa).

La fatica si è fatta sentire presto e ciò mi demoralizza molto, ma a Castelvecchio mi aspetta un’altra sorpresa: Chiara e Marco ci vengono incontro e proseguiranno con noi fino all’arrivo; non ho una bella cera ma la loro presenza mi tira un po’ su il morale.

Il ponte sembra una montagna dura da oltrepassare.

Al 40° km gli amici del gruppo G.P. FLYING COLOURS MARATHON, che gestivano l’ultimo ristoro, mi accolgono con un’ovazione (terza sorpresa); ormai mi aspetta solo, si fa per dire, la salita dello zoo e il rettilineo del corso.

Ormai non vedo l’ora di arrivare e infatti in corrispondenza della curva che immette su Corso Porta Nuova sento il sig. Antonio, che come a Padova si trova nel posto giusto al momento giusto e mi dà l’ultima carica per affrontare l’ultimo tratto (quarta sorpresa).

Sostenuta da Ivan e Chiara e da amici dislocati lungo il corso (vantaggio di correre in casa) sbocco in Piazza Brà: oltrepassato l’Orologio, il colpo d’occhio è bellissimo complice una bellissima giornata di sole e molte persone che applaudivano.

Dedico questa corsa a tutti quegli amici che mi hanno sostenuto nella mia difficoltà e li ringrazio per il loro supporto e pazienza.

Aggiungo infine che quest’anno la maratona di Verona ha saputo finalmente offrire un servizio e uno spettacolo che una città come questa aspettava da circa 6 anni, con l’augurio che chi mi sta leggendo ne approffitti l’anno prossimo per partecipare a una bella e coreografica manifestazione.

Nota dolente:la maglietta XL.

 

                      

                                                                                                               Paginadi Sara